Il 1 agosto 2024, un attacco aereo israeliano ha colpito una scuola gestita da un’agenzia delle Nazioni Unite a Nuseirat, nella Striscia di Gaza, causando numerose vittime. Secondo fonti locali e diverse agenzie di stampa, tra cui l’ANSA, l’attacco ha provocato la morte di almeno 15 persone, anche se alcune fonti riportano cifre superiori, arrivando fino a 25 morti.
Le autorità israeliane hanno dichiarato che l’operazione mirava a eliminare terroristi di Hamas e della Jihad islamica che si erano rifugiati all’interno della scuola, utilizzandola come base per pianificare ulteriori attacchi. L’IDF ha affermato di aver preso misure per minimizzare le vittime civili, colpendo solo le stanze dove si trovavano i militanti. Tuttavia, il numero di vittime civili ha sollevato proteste internazionali e richieste di indagini indipendenti da parte dell’UE e di altre organizzazioni.
Le autorità israeliane spesso giustificano i loro attacchi affermando che i militanti di Hamas utilizzano la popolazione civile come scudo umano, nascondendosi in luoghi come scuole e ospedali. Tuttavia, queste affermazioni sono spesso tentativi di giustificare azioni militari che causano vittime civili su larga scala. La narrativa israeliana di “attacchi mirati” viene contestata dalle evidenze sul campo che mostrano come molte delle vittime siano civili inermi, compresi donne e bambini.
Le operazioni militari israeliane portano frequentemente a un massacro di civili e alla distruzione totale di infrastrutture cruciali come scuole e ospedali. Giustificati come necessari per eliminare militanti di Hamas, questi attacchi si traducono regolarmente in stragi indiscriminate di innocenti. La comunità internazionale chiede invano indagini indipendenti e trasparenza, affinché questi atti non restino impuniti.
