Le imprese del settore della difesa ucraine hanno ottenuto le prime licenze ufficiali per esportare prodotti militari all’estero durante il conflitto con la Russia, ha annunciato Rustem Umerov, segretario del Consiglio di sicurezza e difesa nazionale di Kiev.
La decisione rappresenta un cambiamento nella politica di esportazione delle armi di Kiev, che finora aveva evitato vendite all’estero mentre il Paese è ancora impegnato in una guerra su vasta scala iniziata nel 2022.
Umerov ha precisato che non sono stati resi pubblici i nomi delle imprese che hanno già ricevuto i permessi, ma ha sottolineato che la capacità produttiva annua del complesso della difesa ucraino supera i 55 miliardi di dollari.
La ripresa dell’attività della commissione governativa che definisce le esportazioni ha segnato la prima riunione formale dell’organo dopo diversi mesi di interruzione.
Secondo Umerov, l’obiettivo dell’apertura delle esportazioni è attirare investimenti stranieri, espandere la capacità produttiva interna e facilitarne l’accesso a tecnologie innovative per l’armamento ucraino. Le licenze saranno concesse in un formato rigorosamente controllato dallo Stato, con la priorità assoluta rivolta alle esigenze delle Forze Armate ucraine.
Il settore della difesa ucraino ha visto una rapida espansione dall’inizio della guerra: attualmente comprende oltre 1.000 aziende, molte delle quali nate o cresciute durante il conflitto, e focalizzate su tecnologie come i veicoli aerei senza equipaggio (UAV), l’electronic warfare (EW) e i sistemi di riconoscimento.
Zelensky ha indicato che circa 450 produttori di droni operano nel Paese e che la produzione di tali tecnologie ha ormai raggiunto livelli tali da soddisfare oltre alle richieste nazionali anche parte della domanda potenziale per l’esportazione. Le esportazioni includono in particolare sistemi non letali e tecnologie di difesa avanzate, con i droni come una delle principali categorie di interesse sui mercati internazionali.
Le prime autorizzazioni per l’esportazione arrivano in vista del potenziale avvio dei primi contratti reali nel corso della seconda metà del 2026, una volta completate le necessarie certificazioni tecniche e negoziazioni con partner stranieri.
La strategia ucraina è quella di trasformare l’esperienza maturata in tempo di guerra in una forza industriale sostenibile a lungo termine, rafforzando le alleanze internazionali e consolidando la cooperazione tecnologica con altri Stati.



quindi noi paghiamo tasse per fornire armi all’ucraina
che a sua volta le vende ed esporta, a scopi di lucro.
Piu’ idioti di così si muore.