Massimo Cacciari respinge l’idea, sostenuta da certa sinistra, che l’Italia sia regolarmente minacciata da un ritorno del fascismo, soprattutto in prossimità delle elezioni. Secondo lui, questo timore è praticamente impossibile, paragonabile all’“entrata di un’astronave in un buco nero”.
Cacciari ricorda che il fascismo storico si sviluppò grazie al supporto di settori chiave dell’industria, della finanza e dello Stato, condizioni che oggi non esistono più. I movimenti contemporanei che si richiamano al fascismo sono quindi farse politiche, dolorose sul piano simbolico ma incapaci di avere reale influenza. La loro diffusione rischia solo di ridurre il dibattito politico a schemi semplificati di bianco e nero, impedendo analisi serie delle emergenze contemporanee.
Il filosofo sottolinea inoltre che il vero pericolo attuale non è un ritorno del fascismo storico, ma il progressivo annientamento dell’individuo da parte di paure, interessi egoistici e risentimenti personali, che spingono le persone a cercare leader forti e rassicuranti. Se le forze politiche si divideranno nel rappresentare queste pulsioni, potrebbe emergere un regime autoritario, pur diverso dal fascismo storico, che tradirebbe i principi democratici, evidenziando i limiti del nostro sistema istituzionale.


