Il Cremlino non usa mezzi termini: l’invio di missili Tomahawk all’Ucraina sarebbe “una seria escalation”. A dirlo è Dmitry Peskov, portavoce di Putin, che ricorda come questi missili da crociera abbiano “capacità di trasportare testate nucleari” e un raggio di 2.500 chilometri, sufficiente a colpire Mosca e San Pietroburgo.
L’avvertimento arriva dopo le parole di Donald Trump, che ha annunciato di aver “preso una decisione” sul possibile invio dei Tomahawk a Kiev, ma senza rivelare i dettagli. Trump ha aggiunto di voler prima “fare alcune domande” alle autorità ucraine su come intendono usare questi missili.
Il Cremlino, intanto, aspetta “dichiarazioni più precise” da Washington prima di reagire ufficialmente.
In questo scenario, l’Italia si muove con il presidente Sergio Mattarella che venerdì visiterà la base NATO di Amari, in Estonia, dove gli F-35 italiani sono già stati impegnati per intercettare i caccia russi.



ma noi ci meritiamo questo presidente ? me lo domando sempre piu’ spesso , chi provoca la guerra andrebbe fermato o perlomeno non
preso in considerazione.