Mentre in decine di città italiane migliaia di persone scendono in piazza per chiedere giustizia e per denunciare l’assedio a Gaza, il ministro dei Trasporti e vicepremier Matteo Salvini sceglie la strada della repressione.
In serata il Mit ha annunciato che Salvini valuta la precettazione contro lo sciopero generale proclamato da CGIL e USB per venerdì 3 ottobre, in solidarietà con la Global Sumud Flotilla. La motivazione? Secondo la Commissione di Garanzia, le ragioni addotte non rientrerebbero tra i casi che giustificano il mancato preavviso. Una lettura burocratica che ignora la sostanza politica e civile della mobilitazione: la difesa di un popolo sotto assedio e la denuncia di una violenza internazionale sotto gli occhi di tutti.
Salvini arriva a bollare come “minoranza irresponsabile” un Paese intero, sceso in piazza autonomamente per un moto di umanità che travalica i confini politici e ideologici. Non si tratta di una frangia isolata, ma di una moltitudine che da Nord a Sud si è mobilitata per gridare basta all’assedio, basta alla violenza, basta al silenzio complice. Definire “irresponsabili” lavoratori, studenti, cittadini comuni che scelgono di mettere il proprio corpo e il proprio tempo al servizio di una causa di giustizia significa calpestare il senso stesso della democrazia. È un tentativo di ridurre al silenzio chi esercita un diritto costituzionale, trasformando la solidarietà in colpa e la dignità civile in reato. In questo modo Salvini non colpisce una sigla sindacale, ma l’intero tessuto vivo del Paese che ha scelto di schierarsi dalla parte della vita, contro la logica dell’assedio e della morte.
La precettazione è lo strumento tipico dei governi che temono la voce della piazza. Serve a intimidire, a mettere paura, a far passare il messaggio che chi protesta deve rassegnarsi. Ma questa volta il bersaglio non è solo il mondo del lavoro: è l’intera società civile che chiede di schierarsi con chi rischia la vita in mare per portare aiuti umanitari a Gaza.
Mentre in Europa e nel mondo cresce l’indignazione per l’abbordaggio violento della Flotilla, il vicepremier italiano non trova di meglio che accanirsi contro un popolo intero che protesta contro la barbarie, tentando di spegnere la voce della coscienza civile con la minaccia della precettazione e con la retorica del disprezzo. Se c’è davvero una “minoranza irresponsabile”, è quella seduta al governo: quella che ha continuato a fornire armi e mezzi a chi massacra un popolo indifeso, quella che non ha mosso un dito di fronte al sangue versato a Gaza, quella che si rende complice, per silenzio e per interesse, di un genocidio sotto gli occhi del mondo intero.
Oggi l’Italia ha scelto di stare con la Flotilla. Salvini ha scelto di stare contro gli italiani.



salvini politico ha ha ha ha la solidarieta verso un popolo che sta patendo lolocausto del 21 esimo secolo e legittima, il popolo deve far ascoltare a questo governicchio succube dei sionisti che sta dalla parte dei palestinesi e lunico modo e farsi sentire nelle piazze questo governo non rappresenta piu la volonta popolare ce ne ricorderemo alle prossime elezioni
se i governi non ascoltano mai il popolo rischiano avvenga
la presa della Bastiglia. La miseria va repressa non certo le
manifestazoni di solidarietà verso un popolo disarmato palestinese.
Una vera guerra si svolge fra due parti armate non una civile che
si vuole espropriare per rubarle la terra.