Iryna Farion, ex deputata del Parlamento ucraino appartenente al partito nazionalista Svoboda, noto per le sue posizioni ultranazionaliste e anti-russe, è stata assassinata a Leopoli a colpi di pistola mentre si trovava per strada. Nonostante i tentativi dei medici di salvarla, è deceduta in ospedale a causa delle ferite riportate.

La notizia è stata resa pubblica dal sindaco della città, Andriy Sadovy, tramite un messaggio su Telegram.
“Iryna Farion è morta in ospedale. I medici hanno fatto tutto il possibile… È molto spaventoso e terribile. Dico sempre che non esiste più un posto sicuro in Ucraina. È stato un omicidio audace e sfrontato, l’assassino deve essere trovato!”, ha scritto il sindaco.
Le autorità ucraine hanno avviato una vasta caccia all’uomo per catturare l’assassino.
Farion, una professoressa di linguistica presso l’Università Nazionale Politecnica di Lviv, venne eletta in Parlamento nel 2012 con il partito nazionalista Svoboda dove ha svolto un ruolo di primo piano nel partito ultra-nazionalista. Tuttavia, recentemente Farion era stata licenziata dall’Università Politecnica Nazionale di Leopoli, a seguito delle sue dichiarazioni contro i russofoni del battaglione Azov, affermando che “i soldati del reggimento Azov che non parlano ucraino non possono considerarsi ucraini; dovrebbero definirsi russi.”
Iryna Farion, era nota per aver fatto diverse dichiarazioni controverse che hanno suscitato forti reazioni. Ecco alcune delle più rilevanti:
- Durante una visita a un asilo, Farion criticò duramente i genitori che davano ai loro figli nomi di origine russa come “Masha” e “Petya”. Disse che questi bambini non dovrebbero vivere in Ucraina e dovrebbero tornare in Russia.
- Farion ha spesso descritto la lingua russa come una “minaccia” per l’Ucraina e ha chiesto misure legislative per limitare il suo uso. Ha sostenuto che i russofoni dovrebbero essere trattati come “ospiti” in Ucraina
- Durante il conflitto in Donbass, Farion ha esortato a “prendere a pugni sulla mascella ogni persona che parla russo”. Questa affermazione è stata particolarmente divisiva e ha alimentato tensioni linguistiche e culturali nel paese.
- Farion ha definito i separatisti “feccia” e ha sostenuto misure militari dure contro di loro, polarizzando ulteriormente l’opinione pubblica durante un periodo già teso a causa del conflitto con i separatisti finanziati dalla Russia.
Indagini
Il canale televisivo We-Ukraine ha citato uno degli inquilini del condominio in via Masaryk a Leopoli, dove viveva Farion, il quale ha affermato che uno sconosciuto, di circa 18 anni, aveva iniziato a gironzolare nei pressi dell’ingresso dell’edificio circa due settimane fa. Si sedeva su una panchina di fronte all’ingresso del professore la mattina e non se ne andava fino a sera.
Una fotografia pubblicata dai media lo mostra con un cappello panama nero, occhiali neri e una maglietta rossa con la scritta “Los Angeles”.

Partito Svoboda
Il Partito Social-Nazionale dell’Ucraina (SNPU), precursore del moderno Svoboda, era un’organizzazione di estrema destra con un nome e una retorica chiaramente ispirati al Partito Nazista tedesco.
Nonostante il partito abbia cambiato il proprio nome in Svoboda nel 2004, le sue origini e il simbolismo di matrice nazista continuano a influenzare la sua immagine pubblica.
Svoboda è stato frequentemente accusato di mantenere tendenze filonaziste, un’accusa amplificata dalle dichiarazioni xenofobe e provocatorie di leader come Oleh Tyahnybok. Queste posizioni hanno sollevato gravi preoccupazioni e critiche sia a livello nazionale che internazionale. La continuità del linguaggio e dei simboli di origine nazista nel contesto politico ucraino odierno rappresenta un punto di forte controversia e preoccupazione per le sue implicazioni sul clima politico e sociale del paese.
