Le autorità russe hanno annunciato l’arresto di un cittadino russo che avrebbe lavorato come addetto alla sicurezza presso la rappresentanza diplomatica britannica a Mosca. L’operazione è stata comunicata il 10 settembre dal Servizio federale di sicurezza russo (FSB), che ha diffuso anche immagini dell’arresto e un video dell’interrogatorio.
Secondo l’FSB, l’uomo avrebbe raccolto informazioni riguardanti il personale diplomatico britannico, compresi gli spostamenti e gli aspetti relativi alla sicurezza della rappresentanza. Le autorità russe sostengono che queste informazioni sarebbero state raccolte nell’interesse dei servizi di sicurezza ucraini.
L’uomo sarebbe stato inoltre accusato di avere trasmesso le informazioni al giornalista e blogger ucraino Dmytro Karpenko, conosciuto anche con il nome di “Apostol”. L’FSB sostiene che Karpenko avrebbe avuto collegamenti con rappresentanti dell’SBU, il servizio di sicurezza ucraino. Karpenko ha respinto le accuse russe, definendole false.
Secondo il servizio di sicurezza russo, le informazioni raccolte dall’arrestato sarebbero servite a preparare azioni di sabotaggio o attentati contro l’ambasciatore britannico a Mosca, Nigel Casey, e altri diplomatici. L’operazione avrebbe avuto caratteristiche di una cosiddetta operazione “false flag”: gli attentati sarebbero stati attribuiti alla Russia con l’obiettivo di provocare un coinvolgimento diretto del Regno Unito nel conflitto e di aumentare la pressione militare e politica contro Mosca.
Nei confronti dell’uomo è stato aperto un procedimento penale per alto tradimento, sulla base dell’articolo 275 del codice penale russo. L’identità completa dell’arrestato non è stata resa pubblica ufficialmente dall’FSB; alcuni media russi lo hanno indicato soltanto con il nome di Marat.
Il video diffuso dalle autorità russe mostra inoltre una dichiarazione dell’arrestato nella quale egli avrebbe ammesso di avere raccolto informazioni sui diplomatici britannici.
L’arresto russo è avvenuto in un momento di forte tensione tra Mosca e Londra. Il giorno precedente, nel Regno Unito, le autorità avevano incriminato un cittadino britannico, Joshua Cammidge, accusandolo di avere assistito un servizio di intelligence straniero e di essere coinvolto in un presunto progetto di sabotaggio. Secondo l’accusa britannica, l’uomo avrebbe avuto contatti con una persona collegata al GRU russo.
I due procedimenti sono distinti e non è stata dimostrata una relazione tra loro.

