Le forze UNIFIL hanno neutralizzato un velivolo che minacciava una pattuglia. Israele continua a violare la sovranità libanese ignorando il diritto internazionale
Per la prima volta dall’inizio delle ostilità, i caschi blu dell’UNIFIL sono stati costretti domenica pomeriggio ad abbattere un drone israeliano che stava attaccando una loro pattuglia nel sud del Libano. L’episodio rappresenta un’escalation preoccupante in una serie di aggressioni dell’esercito israeliano contro le forze di peacekeeping dell’ONU.
Intorno alle 17:45 del 26 ottobre, un drone israeliano ha sorvolato “in modo aggressivo” una pattuglia dell’UNIFIL nei pressi di Kfar Kila, nella zona di Marjayoun, quindi ha sganciato una granata contro i caschi blu. Di fronte a questa minaccia diretta, i peacekeepers hanno dovuto applicare “le contromisure difensive necessarie per neutralizzarlo”. La risposta israeliana non si è fatta attendere: un carro armato ha sparato un colpo di artiglieria nella direzione della pattuglia.
Solo per fortuna non si sono registrati feriti tra i caschi blu, che includono circa 1.200 militari italiani.
Un pattern di aggressioni sistematiche
L’UNIFIL ha denunciato che “queste azioni delle Forze israeliane violano la risoluzione 1701 del Consiglio di Sicurezza e la sovranità del Libano e dimostrano disprezzo per la sicurezza delle forze di pace”. Non è un caso isolato: nelle ultime settimane si è verificata “una serie di incidenti simili”, con attacchi ripetuti contro le postazioni dei caschi blu.
Israele, con una narrazione che ribalta la realtà dei fatti, ha accusato l’UNIFIL di aver “deliberatamente abbattuto il drone, nonostante non rappresentasse alcuna minaccia”. Una versione difficile da credere, considerato che il velivolo aveva appena sganciato esplosivi contro i peacekeepers.
Unanime condanna internazionale
L’Unione Europea ha condannato “l’attacco israeliano che il 26 ottobre 2025 ha nuovamente preso di mira un distaccamento dell’UNIFIL”, sottolineando che la sicurezza del personale ONU deve essere garantita secondo il diritto internazionale. Bruxelles ha invitato Israele a rispettare il cessate il fuoco del 26 novembre 2024 e a ritirarsi dal territorio libanese che continua illegalmente a occupare.
Anche la Francia ha condannato “il fuoco israeliano contro un distaccamento dell’UNIFIL”, ribadendo l’obbligo di proteggere i caschi blu. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha timidamente dichiarato che “La sicurezza dei nostri militari è fuori discussione”.
L’episodio solleva interrogativi preoccupanti sulla volontà israeliana di rispettare il diritto internazionale e le missioni di pace dell’ONU, in un contesto in cui Tel Aviv continua a operare militarmente in territorio libanese violando la sovranità di uno Stato confinante.



sanzionare e/o arrestare chiunque non rispetti gli accordi internazionali ed agisca con prepotenza. Vecchia regola
dimenticata quando in mezzo c’è Israele.