Con il suo inconfondibile stile che mescola ironia, teatro e analisi politica, Maurizio Crozza ha ancora una volta centrato il bersaglio. Nella sua ultima performance satirica, l’artista genovese ha vestito i panni di una figura tanto paradossale quanto potente: Benjamin Netanyahu, nei panni di Mosè trasformato in simbolo di un potere che si arroga il diritto di decidere anche sulla volontà divina.
Lo sketch — visivamente semplice ma concettualmente esplosivo — mette in scena un “profeta” armato di tecnologia militare e retorica bellica, che, trovandosi in disaccordo con Dio, non esita a ordinare un bombardamento. Una trovata surreale, sì, ma tremendamente efficace nel mostrare la deriva dell’arroganza politica quando si veste di assolutismo morale.
Nel momento più forte dello sketch, Dio viene colpito e, simbolicamente, “eliminato”. E qui Crozza affonda il colpo: il suo personaggio si volta verso il pubblico e dice con freddo sarcasmo:
“Un antisemita in meno.”
Una battuta che congela la risata per trasformarla in riflessione. È la satira nella sua forma più pura: non semplice parodia, ma denuncia lucida. Crozza porta all’estremo l’assurdità di un certo discorso politico, in cui qualsiasi critica viene immediatamente bollata come odio etnico o religioso. Persino Dio, se dissente, può diventare “un nemico”.
Con questo sketch, Crozza non attacca una religione, né tantomeno un popolo. Attacca l’uso strumentale della fede e della storia per giustificare scelte politiche discutibili. Lo fa con intelligenza, senza mai perdere il controllo del tono, e restando sempre dentro i confini del paradosso comico.
Ancora una volta, Crozza dimostra di essere uno dei pochi comici italiani capaci di fare satira politica vera, senza paura di sfidare i tabù, senza inchinarsi al politicamente corretto, ma anche senza scadere nella provocazione vuota. Il suo Mosè-Netanyahu è uno specchio deformante, che ci mostra quanto sia facile manipolare i simboli più sacri quando si rinuncia al pensiero critico.
E il suo pubblico, tra una risata e l’altra, lo ha capito benissimo.


Crozza numero 1
Grande Crozza e bellissimo il commento di “Grande inganno” Peccato che relativamente pochi guardano la NOVE e la SETTE, ma tutti gli ignavi che continuano a guardare la RAI o le TV del defunto Berlusconi (restato Presidente per “Forza Italia”!!!)