Skip to content
  • LASCIA UNA RECENSIONE
  • SEGNALA PROBLEMI
  • ATTIVA NOTIFICHE
  • PROFILO
  • DONAZIONI
  • ACCEDI
  • REGISTRATI
Grandeinganno

Grandeinganno

Il mondo rimane sempre preda delle miserabili nullità che lo sanno ingannare.

  • 5G e WI-FI
  • Alimenti
  • Cancro
  • Clima
  • Dopo vaccino
  • Economia
  • Eutanasia e Espianti
  • Evoluzione
  • Fake
  • Gender
  • Green Pass
  • Guerra
  • Immigrazione
  • Lavoro
  • Malori improvvisi
  • Massoneria
  • Notizie
  • Religione
  • Satira
  • Spazio e Ufologia
  • Storia
  • Studi scientifici
  • Tecnologia
  • Vaccini
  • Video
  • virus
  • Neuroscienze
  • Robotica
  • Epstein files
  • Toggle search form

L’Australia, primo paese al mondo a vietare i social media ai minori di 16 anni, un passo verso il controllo totale.

Posted on sabato 30 Novembre 2024sabato 30 Novembre 2024 By Grande inganno 1 commento su L’Australia, primo paese al mondo a vietare i social media ai minori di 16 anni, un passo verso il controllo totale.

L’Australia è diventato il primo paese al mondo a vietare l’accesso ai social media a tutti i minori di 16 anni. La legge, approvata a novembre 2024, impone a piattaforme come Facebook, Instagram, TikTok e Snapchat di adottare sistemi di verifica dell’età per evitare che i ragazzi di età inferiore ai 16 anni possano creare un account. Questa misura è stata introdotta per contrastare i rischi legati all’uso eccessivo dei social​.

La legge ha suscitato opinioni contrastanti: se da un lato è vista come una risposta necessaria per proteggere i ragazzi, dall’altro alcuni esperti e genitori ritengono che un’educazione adeguata sull’uso consapevole dei social sarebbe una soluzione migliore, invece di un divieto totale.

Ad esempio, Susan Grantham, ricercatrice della Griffith University di Brisbane, sottolinea che è fondamentale educare i giovani a riflettere criticamente su ciò che vedono online e a sapere quando allontanarsi da contenuti problematici​. Inoltre, alcuni ritengono che l’uso responsabile delle piattaforme social possa essere supportato con strumenti di educazione digitale, che aiutano i ragazzi a comprendere meglio le implicazioni psicologiche e sociali del loro comportamento online​

Elon Musk ha espresso forti critiche contro la proposta di legge australiana che vieterebbe l’accesso ai social media ai minori di 16 anni. Secondo Musk, questa iniziativa rappresenta una “via di accesso secondaria” per il controllo di Internet in Australia, ponendo seri interrogativi sull’impatto che potrebbe avere sulla libertà online e sul rischio di un controllo eccessivo da parte del governo. Il magnate tecnologico ha sollevato preoccupazioni circa le implicazioni di tale legge, evidenziando come essa potrebbe portare a limitazioni della libertà digitale, oltre a suscitare dubbi riguardo alla protezione della privacy degli utenti​.

Verifica per tutti gli utenti

Per verificare se un utente ha meno di 16 anni, l’Australia potrebbe adottare diversi sistemi di identificazione digitale. Tutti gli utenti potrebbero essere obbligati a fornire documenti d’identità ufficiali, come passaporti o patenti, da verificare attraverso database governativi per confermare la data di nascita. Un altro metodo potrebbe essere l’uso della biometria, come il riconoscimento facciale, per stimare l’età tramite algoritmi di intelligenza artificiale, magari confrontando le immagini con archivi ufficiali. In alcuni casi, potrebbe essere richiesto il consenso di un genitore o di un tutore legale, verificato mediante documenti o codici autorizzativi forniti da un’autorità centrale. Questi sistemi potrebbero essere integrati anche con dati già disponibili, come informazioni registrate presso istituzioni scolastiche o sanitarie, per accertare l’età dell’utente.

Sorveglianza totale

L’obbligo di fornire dati personali per accedere ai social media comprometterebbe la libertà online, trasformando ogni interazione in un’azione tracciata e archiviata, alimentando un sistema di controllo capillare. Non si tratta di fantasie, ma di un rischio reale: un sistema burocratico che sacrifica la privacy in nome della sicurezza.

La verifica obbligatoria dell’identità sarebbe il primo passo verso una rete dove la libertà digitale cede il posto a una sorveglianza onnipresente. Ogni attività online, dai post ai messaggi, potrebbe essere utilizzata per costruire un profilo dettagliato, sfruttabile da governi o aziende per scopi di controllo o manipolazione.

Le piattaforme social, da luoghi di espressione e creatività, si trasformerebbero in strumenti di monitoraggio. La raccolta di dati su larga scala potrebbe favorire la repressione politica, con dissidenti, giornalisti e attivisti identificati e messi a tacere. Parallelamente, il controllo sull’accesso ai contenuti potrebbe influenzare le opinioni pubbliche e indirizzare i comportamenti, spingendo verso una visione uniforme e controllata della realtà.

Questa non è un’ipotesi lontana, ma una prospettiva imminente nascosta dietro regolamentazioni apparentemente innocue. Un Internet libero e sicuro rischia di diventare un sistema in cui la sorveglianza elimina sia la privacy che l’autonomia personale.

Agire ora è fondamentale. Difendere il diritto all’anonimato e alla libertà di espressione è l’unico modo per preservare il controllo sulle nostre vite, digitali e non. Senza anonimato, il rischio è un mondo dominato dalla paura, dalla sorveglianza e dalla conformità forzata.

Un esempio pratico

Un esempio pratico di come la sorveglianza totale potrebbe essere utilizzata per scopi repressivi è il seguente: immagina un sistema in cui l’identità di ogni utente sui social media è obbligatoriamente verificata e collegata a database sanitari, finanziari o governativi. Se una persona esprime pubblicamente opinioni contrarie alla vaccinazione sui social (ad esempio, un no-vax), il sistema potrebbe associarla a queste dichiarazioni e contrassegnarla come “a rischio”.

Di conseguenza, un governo o un’istituzione sanitaria potrebbe, in teoria, prendere decisioni discriminatorie: negare l’accesso a determinate cure, limitare i diritti a partecipare a eventi pubblici o addirittura segnalare questa persona per ulteriori controlli. Tutto ciò sarebbe possibile senza che l’individuo ne sia pienamente consapevole, poiché le decisioni verrebbero giustificate da algoritmi o normative opache.

Questo scenario non riguarda solo le cure mediche. Potrebbe estendersi ad altri ambiti: limitazioni su mutui bancari, difficoltà nel trovare lavoro, o discriminazione in ambiti privati, come l’accesso a servizi. In un mondo di sorveglianza totale, ogni opinione o comportamento online può avere ripercussioni reali, creando un clima di paura e autocensura generalizzata.

Verifica dell’età

La verifica dell’età online, spesso indicata come “age assurance”, può avvenire tramite vari metodi tecnologici e processi. Ogni sistema ha dei problemi in termini di sicurezza, privacy e praticità. Ecco i principali metodi utilizzati per verificare l’età di un utente:

1. Autodichiarazione dell’età

Questo è il metodo più semplice e comune. Gli utenti inseriscono manualmente la loro data di nascita o dichiarano la loro età. Sebbene facile da implementare, questo sistema è altamente vulnerabile: gli utenti, in particolare i minori, possono facilmente mentire sulla loro età, accedendo a contenuti non adatti.

2. Verifica tramite documento d’identità

Un metodo più sicuro consiste nell’utilizzare documenti ufficiali (come la carta d’identità, la patente di guida o il passaporto) per confermare l’età dell’utente. Questo processo può avvenire in vari modi:

  • Upload di una foto del documento: l’utente carica un’immagine del proprio documento di identità, che viene poi verificata dal sistema tramite tecnologie di riconoscimento ottico dei caratteri (OCR) per estrarre i dati e verificarne l’autenticità.
  • Verifica tramite terze parti: alcuni servizi esterni possono essere utilizzati per convalidare il documento di identità in tempo reale, riducendo il rischio di frodi.

Sebbene questo metodo sia più sicuro, comporta preoccupazioni per la privacy, poiché richiede la raccolta di informazioni sensibili come il numero di documento e la data di nascita.

3. Riconoscimento facciale

Alcuni sistemi usano il riconoscimento facciale per stimare l’età dell’utente, analizzando i tratti del viso. Questa tecnologia utilizza algoritmi di intelligenza artificiale per determinare l’età approssimativa di una persona in base alla morfologia del suo viso. Tuttavia, questo metodo ha sollevato preoccupazioni legate alla privacy e alla possibile discriminazione legata all’accuratezza delle tecnologie di riconoscimento facciale.

4. Verifica tramite metodi di pagamento

Alcuni servizi utilizzano metodi di pagamento (come carte di credito o debito) per verificare l’età, poiché i minorenni non possono ottenere legalmente carte di pagamento. Questo sistema può essere efficace, ma è limitato a coloro che hanno accesso a strumenti di pagamento adulti.

5. Verifica tramite account di terze parti

Alcuni servizi consentono di utilizzare account di piattaforme come Google, Facebook o altre reti sociali per verificare l’età. Questi account spesso contengono informazioni di età raccolte durante la registrazione. Tuttavia, il sistema dipende dalla veridicità delle informazioni fornite durante la registrazione su piattaforme di terze parti e potrebbe non essere sempre accurato.

6. Verifica tramite tecnologie biometriche

Oltre al riconoscimento facciale, esistono altre forme di biometria che possono essere utilizzate per stimare l’età. Ad esempio, alcune tecnologie analizzano il tono della voce o la scrittura a mano per determinare l’età dell’utente. Questi metodi sono ancora in fase di sviluppo e non sono ampiamente utilizzati, ma promettono di diventare strumenti efficaci in futuro.

7. Test comportamentali e analisi dei dati

Alcuni sistemi di age assurance combinano più segnali per determinare l’età dell’utente. Ad esempio, analizzano il comportamento online, la frequenza di determinati tipi di contenuti o la navigazione web. Questi metodi, tuttavia, non sono infallibili e possono portare a risultati errati o imprecisioni, specialmente se gli utenti non seguono modelli di comportamento tipici per la loro fascia di età.

8. Verifica tramite videochiamata

In alcuni casi, la verifica dell’età avviene tramite una videochiamata, dove l’utente è invitato a mostrare un documento di identità davanti alla telecamera. Questo metodo è usato in alcune piattaforme online, specialmente nei servizi che trattano transazioni finanziarie o contenuti ad alto rischio, come il gioco d’azzardo online.

Conclusione

Il divieto dei social media per i minori in Australia rappresenta un attacco diretto alle libertà civili e alla privacy dei cittadini, mascherato da una preoccupazione per il benessere dei giovani. Questa misura non è solo una semplice regolamentazione: è una manovra calcolata per giustificare un sistema di sorveglianza sempre più invasivo, dove il governo si arroga il diritto di monitorare e controllare le vite dei cittadini sotto il pretesto della protezione.

Non possiamo permettere che la paura giustifichi la creazione di un ambiente di controllo e repressione. Ogni passo verso la sorveglianza di massa è un passo verso la perdita della nostra libertà. La verità è che, dietro il velo della sicurezza, si nasconde un intento autoritario che mira a ridurre la nostra autonomia, la nostra vita privata e i nostri pensieri anche quelli più intimi.

Questa legge non è solo un problema che riguarda i minori; è un sintomo di una società che si sta cedendo lentamente la propria anima. Se non ci opponiamo a questa deriva, rischiamo di consegnare il futuro a un regime che considera la libertà un lusso, non un diritto. È tempo di alzare la voce e denunciare questa pericolosa tendenza: la nostra libertà non è negoziabile, e ogni tentativo di limitarla deve essere combattuto con determinazione. La storia ci ha mostrato che la libertà non si conquista una volta per tutte, ma va difesa ogni giorno. Non possiamo rimanere in silenzio mentre si erode il nostro diritto fondamentale a essere liberi.

☕️ Sostienici con una libera donazione ☕️
Se apprezzi il nostro lavoro offri un caffè allo staf di Grandeinganno. Questo piccolo gesto può fare una grande differenza. Grazie
Tecnologia

Navigazione articoli

Previous Post: Trump Invita Zuckerberg a Mar-a-Lago: Meta collaborerà con il Governo americano per la “rinascita nazionale”
Next Post: Trump minaccia il BRICS: non tollereremo alcuna iniziativa che minacci la supremazia del dollaro

Notizie correlate

  • Bill Gates investe in Poste Italiane. L’Italia sta diventando una sua filiale? Economia
  • L’ ingegnere Fabio Castellucci demolisce le auto elettriche. Tecnologia
  • La Cina sta raccogliendo il DNA da decine di milioni di uomini e ragazzi, utilizzando attrezzature statunitensi Massoneria
  • Criopreservazione: farsi congelare per rivivere in futuro quando le malattie saranno curabili. Tecnologia
  • Chi ha inventato veramente FACEBOOK? Tecnologia
  • Dott. Stefano Montanari: Quelle strane proteine magnetizzabili Tecnologia

Comment (1) on “L’Australia, primo paese al mondo a vietare i social media ai minori di 16 anni, un passo verso il controllo totale.”

  1. laurette ha detto:
    mercoledì 4 Dicembre 2024 alle 09:49

    quanta ipocrisia , prima bambini ed anziani venivano indotti ad
    abbracciare la tecnologia in tutte le forme, 5g incluso, ora che i suddetti
    sono dipendenti dai social e propaganda, si riduce loro la libertà
    espressiva . Ma della salute mentale delle fasce deboli, non gliene
    frega a nessuno. Ci avviano verso la dittatura ………..

    Accedi per rispondere

Lascia un commento Annulla risposta

Devi essere connesso per inviare un commento.

Potrebbero interessarti

Studi scientifici

  • Due clamorosi studi squalificano le vaccinazioni nei bambini e l’immunità indotta da vaccino
  • Nuovissimo studio: i vaccini mRNA possono causare più eventi avversi in chi ha già avuto il Covid
  • Clamoroso anche in Inghilterra trovano il grafene nei vaccini Covid-19 ma questa volta a prova di tribunale
  • L’alluminio presente nei vaccini causa problemi permanenti nel cervello e nel sistema immunitario dei bambini piccoli
  • Studio: ecco come la tecnologia HAARP crea terremoti di grande magnitudo
  • ENCEFALOMIELITE POST-VACCINAZIONE: REVISIONE DELLA LETTERATURA E UN CASO ILLUSTRATIVO
  • Covid, l’idrossiclorochina funziona. 7 scienziati inchiodano l’Oms. Lo studio
  • “A1 Milano” la proteina che rende immuni dall’infarto scoperta nel 1985 e nascosta per contenere la sovrappopolazione
  • Dr. Ulrike Kämmerer, Ospedale universitario di Würzburg “Il test PCR è come leggere i fondi di caffè”.
  • Peter Doshi, editore associato di BMJ: abbiamo vaccinato miliardi di persone e non abbiamo ancora accesso agli studi originali

Potrebbero interessarti

Alimenti

  • Big Food, la potenza delle lobby alimentari: così Nestlé, Unilever e Coca Cola manipolano il sistema
  • Osservatorio Anbi sulle risorse idriche: “l’acqua dal rubinetto non può più essere data per scontata”
  • Arrivano le larve dei vermi nei nostri piatti, autorizzati dall’Unione Europea
  • Agricoltori rivendicano il diritto di coltivare: noi ostacolati per imporre la carne sintetica, il latte sintetico e la farina di grilli.
  • In Veneto sarà possibile allevare e mangiare insetti.
  • “Gli insetti sono fonte di proteine” Barilla nella bufera
  • Impatto sulla salute dei coloranti: Rosso E122, Giallo E110 e Giallo E102
  • Utilizzo dell’ossido di grafene nella preparazione di mangimi per insetti Lepidotteri e Ditteri (Domanda di brevetto). 
  • McDonald’s lascia la Bielorussia, Lukashenko esulta: “Grazie a Dio”
  • La nuova Agenda Gates, punta il suo focus sull’agricoltura con l’obiettivo di ottenere un controllo totale.
  • La dottoressa Harriet Hall, forte sostenitrice delle vaccinazioni, muore improvvisamente nel sonno Dopo vaccino
  • La Danimarca chiede a Trump di smettere di minacciare di impadronirsi della Groenlandia Guerra
  • “Ho adottato un operatore sanitario sospeso”: ecco l’iniziativa di Cub Sanità per aiutare il personale in difficoltà Vaccini
  • Le truppe OGM saranno allevate come bestiame, immuni da malattie e sentimenti.  Guerra
  • E’ nato il “giornalismo di stato”: Radio, tv e giornali tutti allineati al pensiero unico come marionette al soldo di un élite Video
  • E ora la Pfizer fa affari d’oro anche con il farmaco per trattare la miocardite e con la terapia anticoagulante Dopo vaccino
  • Stato di emergenza fino a dicembre, Palazzo Chigi e l ipotesi dei pieni poteri fino a dicembre Notizie
  • Mediaset chiude TG4, Studio Aperto e Sportmediaset, ascolti sempre più in calo Notizie

Elisa
Sep 5, 2025
 by Elisa on Grandeinganno
Considerate anche le mode!

Sono Elisa, salve a tutti. Con molte cose da voi affermate sono d' accordo, non con tutte. Attenti anche... leggi tutto

Luchixeddu
Nov 14, 2024
 by Luchixeddu on Grandeinganno

Grazie per il vostro onesto e importante lavoro.

Maurizio Vallese
Oct 25, 2024
 by Maurizio Vallese on Grandeinganno
Ottimo

Ottima informazione. Grazie

Luchixeddu
Oct 4, 2024
 by Luchixeddu on Grandeinganno

Grazie per la vostra seria e onesta informazione, avete contribuito affinché ci siano in giro meno covidioti... leggi tutto

Pietro
May 3, 2024
 by Pietro on Grandeinganno
Interessante

Molto interessante, bravi ho letto molte cose che ignoravo. Continuate così.

  • PRIVACY POLICY
  • TERMINI E CONDIZIONI
  • CONTATTACI

Copyright © 2026 Grandeinganno.