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L’Egitto schiera carri armati e mette in guardia Israele dalle operazioni di terra a Rafah

Posted on giovedì 15 Febbraio 2024giovedì 15 Febbraio 2024 By Grande inganno Nessun commento su L’Egitto schiera carri armati e mette in guardia Israele dalle operazioni di terra a Rafah
https://grandeinganno.it/wp-content/uploads/2024/02/Il-mio-video-53.mp4

L’Egitto avrebbe messo in guardia Israele dalle operazioni militari a Rafah nel contesto dell’imperversante guerra di Gaza. Ciò è avvenuto dopo che il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato all’IDF di intervenire al confine di Rafah e in due campi di Gaza, ritenuti le ultime roccaforti di Hamas. Il Cairo ha minacciato di abbandonare il trattato di pace con Israele del 1979 se le Forze di Difesa Israeliane (IDF) invadessero Rafah.

La storica stretta di mano tra il presidente egiziano Anwar Sadat e il primo ministro israeliano Menachem Begin a Camp David nel 1978 ha portato alla firma di un trattato di pace tra Israele ed Egitto. Questo accordo ha contribuito a mantenere la stabilità nella regione per oltre 40 anni, resistendo a rivolte palestinesi e conflitti tra Israele e Hamas.

Attualmente, con la minaccia del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu di inviare truppe a Rafah, al confine con l’Egitto, il governo egiziano ha espresso la possibilità di annullare l’accordo di pace. Se ciò dovesse accadere, potrebbe avere gravi implicazioni sulla stabilità regionale, aumentando le tensioni e minando decenni di relazioni diplomatiche. La situazione è in evoluzione, e la cancellazione dell’accordo avrebbe conseguenze significative sulla geopolitica del Medio Oriente.

Come è nato il trattato?

Nel 1977, il nuovo primo ministro israeliano, Menachem Begin, si oppose alla cessione di territori conquistati durante la guerra del 1967, compresa la penisola egiziana del Sinai. Nonostante quattro guerre tra Egitto e Israele, il presidente egiziano Anwar Sadat sorprese il mondo impegnandosi in colloqui diretti con gli israeliani.

I negoziati culminarono negli accordi di Camp David nel settembre 1978 e successivamente in un trattato di pace l’anno successivo. Secondo il trattato, Israele si impegnò a ritirarsi dal Sinai, che sarebbe rimasto smilitarizzato. Venne concesso alle navi israeliane il passaggio attraverso il Canale di Suez, una rotta commerciale cruciale. Questo accordo rappresentò la prima pace tra Israele e un paese arabo, stabilendo relazioni diplomatiche complete.

Gli accordi di Camp David furono lodati per la coraggiosa leadership dei tre uomini coinvolti: Sadat, Begin e il presidente americano Jimmy Carter. L’importanza di tale leadership è stata sottolineata in relazione alla necessità di affrontare sfide analoghe nella contemporaneità.

QUAL È LA POSIZIONE ATTUALE DELL’EGITTO?

Due funzionari egiziani e un diplomatico occidentale hanno dichiarato che l’Egitto potrebbe sospendere il trattato di pace se le truppe israeliane invadessero Rafah. Il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, sostiene che Rafah è l’ultima roccaforte di Hamas e ritiene essenziale l’invio di truppe di terra per sconfiggere il gruppo. Tuttavia, l’Egitto si oppone a mosse che potrebbero spingere i palestinesi a fuggire nel suo territorio. Rafah è anche un cruciale punto di ingresso degli aiuti umanitari a Gaza, e un attacco israeliano potrebbe ostacolare le forniture chiave. La popolazione di Rafah è cresciuta notevolmente a causa degli sfollati provenienti da altre parti di Gaza. Netanyahu ha ordinato la preparazione di un piano per evacuare i civili palestinesi prima dell’offensiva, ma il loro destino successivo è incerto. Nonostante Netanyahu suggerisca il ritorno a nord, le zone sono gravemente danneggiate dall’offensiva israeliana.

COSA SUCCEDE SE IL TRATTATO VIENE ANNULLATO?

Il trattato limita il numero di truppe su entrambi i lati del confine, consentendo ad Israele di concentrare le sue forze su altre minacce. Oltre alla guerra a Gaza, Israele è coinvolto in scontri quasi giornalieri con Hezbollah in Libano e dispiega forze di sicurezza nella Cisgiordania occupata.

L’annullamento dell’accordo da parte dell’Egitto avrebbe conseguenze significative. Israele non potrebbe più considerare il suo confine meridionale come un’area di relativa calma, e rafforzare le forze lungo il confine sarebbe una sfida per l’esercito già teso. Dall’altro lato, l’Egitto rischierebbe di perdere l’assistenza militare miliardaria degli Stati Uniti, mettendo a repentaglio la sua economia già in difficoltà.

Paige Alexander ha sottolineato che un attacco israeliano a Rafah potrebbe coinvolgere l’Egitto nelle ostilità, portando a conseguenze catastrofiche per l’intera regione.

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