È aperta sulla piattaforma del Ministero della Giustizia la raccolta firme per la proposta di legge di iniziativa popolare denominata “Cieli Blu – Divieto di modifica delle condizioni meteorologiche (geoingegneria)”. L’iniziativa mira a introdurre nell’ordinamento italiano un divieto specifico riguardante interventi artificiali destinati ad alterare o influenzare i fenomeni atmosferici.
La proposta nasce dalla crescente attenzione di una parte dell’opinione pubblica verso le tecniche di geoingegneria, un insieme di tecnologie e interventi studiati per modificare processi climatici o meteorologici. Tra questi rientrano, ad esempio, la semina delle nuvole per favorire le precipitazioni o altri progetti sperimentali finalizzati a influenzare la radiazione solare e le dinamiche atmosferiche.
Secondo i promotori, l’assenza di una normativa specifica renderebbe necessario un intervento legislativo che impedisca qualsiasi attività volta a modificare artificialmente il clima o le condizioni meteorologiche sul territorio nazionale. L’obiettivo è quello di tutelare l’ambiente, la salute pubblica e il principio di precauzione, evitando possibili conseguenze non previste derivanti da sperimentazioni o applicazioni tecnologiche in questo ambito.
La proposta è stata pubblicata nella Gazzetta Ufficiale nel maggio 2026 e ha avviato ufficialmente la raccolta delle sottoscrizioni. I cittadini italiani aventi diritto al voto possono aderire sia presso i comuni che attraverso la piattaforma online del Ministero della Giustizia, utilizzando sistemi di identità digitale come SPID o Carta d’Identità Elettronica.
Il tema della geoingegneria è oggetto di un ampio dibattito internazionale. Numerosi studiosi e associazioni evidenziano i rischi scientifici, ambientali ed etici connessi a interventi su larga scala nei sistemi atmosferici.
La raccolta firme resterà aperta fino al novembre 2026. Qualora venga raggiunto il numero di sottoscrizioni richiesto dalla legge, la proposta potrà essere trasmessa al Parlamento per l’avvio dell’iter legislativo.
Come firmare online
La procedura è semplice e richiede pochi minuti:
- Accedere alla piattaforma del Ministero della Giustizia dedicata alla raccolta firme.
- Effettuare l’accesso tramite:
- SPID;
- Carta d’Identità Elettronica (CIE);
- altri sistemi di identità digitale eventualmente abilitati.
- Cercare la proposta denominata “Cieli Blu – Divieto di modifica delle condizioni meteorologiche (geoingegneria)”.
- Aprire la scheda dell’iniziativa.
- Leggere il testo e confermare la sottoscrizione seguendo le istruzioni visualizzate.
Una volta completata la procedura, la firma viene registrata digitalmente e non è necessario stampare o spedire alcun documento.
Come firmare presso il Comune
Chi preferisce la modalità tradizionale può rivolgersi all’Ufficio Elettorale o all’Ufficio Relazioni con il Pubblico (URP) del proprio Comune.
Per firmare è generalmente sufficiente presentare:
- un documento di identità valido;
- il codice fiscale o la tessera sanitaria.
È consigliabile contattare preventivamente il Comune per verificare giorni e orari di apertura degli uffici incaricati della raccolta firme.
Chi può firmare
Possono sottoscrivere la proposta:
- i cittadini italiani maggiorenni;
- gli elettori iscritti nelle liste elettorali.
Entro quando
La raccolta firme risulta aperta fino al 6 novembre 2026. Le sottoscrizioni effettuate dopo tale data non potranno essere conteggiate ai fini della presentazione della proposta.
Dove trovare l’iniziativa
La proposta è disponibile sulla piattaforma ufficiale del Ministero della Giustizia dedicata alle iniziative popolari e ai referendum. Cercando il titolo “Cieli Blu” oppure il codice identificativo 6500012, è possibile accedere direttamente alla scheda informativa e procedere alla sottoscrizione.
Al di là dell’esito dell’iniziativa, il dibattito sollevato da “Cieli Blu” contribuisce a riportare al centro dell’attenzione pubblica una questione destinata a diventare sempre più rilevante negli anni a venire: fino a che punto l’uomo può intervenire sui processi naturali del clima e dell’atmosfera, e quali limiti dovrebbero essere stabiliti dalla legge?


