Circa 200 militari statunitensi hanno denunciato alcuni loro comandanti per le dichiarazioni religiose fatte durante briefing o momenti di comunicazione interna legati a possibili operazioni militari contro l’Iran.
Secondo quanto riportato dall’organizzazione Military Religious Freedom Foundation (MRFF), i militari avrebbero inviato segnalazioni e testimonianze nelle quali affermano che alcuni ufficiali avrebbero presentato l’attacco all’Iran come parte di un disegno religioso. L’organizzazione, che si occupa di monitorare la libertà religiosa nelle forze armate degli Stati Uniti, sostiene di aver raccolto circa 200 reclami da parte di personale militare preoccupato per il contenuto di queste dichiarazioni.
Nelle testimonianze riportate, alcuni soldati affermano che durante i briefing sarebbero state pronunciate frasi come quella secondo cui un attacco contro l’Iran farebbe parte del “piano divino di Dio”. Secondo i denuncianti, tali affermazioni sarebbero state presentate nel contesto di spiegazioni o commenti sulle tensioni geopolitiche e sulle possibili operazioni militari.
Una delle citazioni riportate nelle segnalazioni attribuisce a un comandante la seguente dichiarazione:
“Il presidente Trump è stato unto da Gesù per accendere un fuoco di segnalazione in Iran, provocare l’Armageddon e segnare il suo ritorno sulla Terra.”
Il riferimento riguarda il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Secondo quanto riportato dai militari che hanno presentato le denunce, queste affermazioni avrebbero collegato le decisioni politiche e militari degli Stati Uniti a una visione religiosa legata alle profezie dell’Armageddon e al ritorno di Cristo.
La Military Religious Freedom Foundation ha dichiarato che i reclami provengono da personale di diversi reparti e che molti dei militari coinvolti avrebbero chiesto assistenza perché ritengono inappropriato l’uso di argomentazioni religiose nella catena di comando militare. L’organizzazione sostiene che tali dichiarazioni, se confermate, potrebbero rappresentare una violazione dei principi di neutralità religiosa previsti nelle forze armate statunitensi.
Secondo quanto riportato da alcuni media che hanno diffuso la notizia, le segnalazioni descrivono un clima in cui determinati comandanti avrebbero interpretato le tensioni internazionali con l’Iran in chiave religiosa, collegando possibili azioni militari a narrazioni apocalittiche presenti in alcune correnti del cristianesimo evangelico statunitense.
Le accuse arrivano in un momento di forte escalation delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e mentre il ruolo della religione nella politica americana è tornato al centro del dibattito.
Pochi giorni fa, il 5 marzo, il presidente Donald Trump ha ricevuto nello Studio Ovale un gruppo di leader evangelici provenienti da diverse organizzazioni religiose statunitensi.

Durante l’incontro i leader religiosi hanno pregato per il presidente e per le decisioni che l’amministrazione deve prendere nel contesto della guerra con l’Iran. Secondo le cronache dell’incontro, i partecipanti si sono riuniti attorno alla scrivania presidenziale e hanno pregato con le mani appoggiate sul presidente.
Una parte della preghiera recitava:
«Preghiamo affinché la tua benedizione continui a riposare su di lui.
Preghiamo affinché la saggezza del cielo guidi il suo cuore e la sua mente in questi tempi difficili».
Un video diffuso dalla Casa Bianca mostra circa venti leader religiosi riuniti attorno al presidente mentre viene guidata una preghiera per la protezione delle truppe statunitensi e per la leadership del paese.
Secondo i resoconti, l’incontro è stato organizzato dall’ufficio per la fede della Casa Bianca guidato dalla telepredicatrice Paula White-Cain e ha coinvolto diversi leader evangelici statunitensi.
Le dichiarazioni riportate nelle denunce dei militari richiamano idee presenti in alcune correnti religiose e in ambienti legati al movimento QAnon.
In queste narrazioni, eventi geopolitici e conflitti globali vengono talvolta interpretati come passaggi di uno scontro finale tra bene e male che dovrebbe culminare in una sorta di “grande risveglio” o in un evento apocalittico. All’interno di queste teorie, il presidente Donald Trump è spesso descritto da alcuni sostenitori come una figura chiamata a combattere il sistema di potere globale corrotto.
Le accuse dei militari, se confermate, suggerirebbero che interpretazioni religiose e apocalittiche di questo tipo sarebbero state evocate anche in contesti militari formali.
La vicenda ha riaperto negli Stati Uniti il dibattito sul rapporto tra religione, politica e forze armate.
La Military Religious Freedom Foundation sostiene che la catena di comando militare dovrebbe mantenere una posizione neutrale sul piano religioso, per evitare pressioni o discriminazioni nei confronti dei militari che professano altre fedi o che non sono religiosi.
Nel frattempo, le immagini della preghiera dei leader evangelici nello Studio Ovale e le denunce presentate da centinaia di soldati stanno alimentando un intenso dibattito pubblico negli Stati Uniti sul ruolo della fede nella leadership politica e militare del paese.

