Le tensioni in Medio Oriente tornano a salire mentre gli Stati Uniti rafforzano il dispositivo militare nell’area e la Russia interviene diplomaticamente chiedendo di evitare un’escalation contro l’Iran.
Gli Stati Uniti hanno intensificato il dispiegamento di forze navali e aeree nella regione mediorientale. Portaerei, gruppi d’attacco e velivoli strategici sarebbero già in posizione operativa, pronti a intervenire qualora venisse dato l’ordine.
Fonti internazionali come The Guardian riferiscono che il dispositivo militare sarebbe tecnicamente pronto per colpire obiettivi iraniani, inclusi siti legati al programma nucleare. Tuttavia, la decisione finale spetta a Donald Trump, che non avrebbe ancora autorizzato formalmente un’operazione.
«L’esercito americano è pronto per eventuali attacchi contro l’Iran, ma Donald Trump non ha ancora preso una decisione definitiva».
Analisi pubblicate da Al Jazeera parlano di un rapido accumulo di asset militari statunitensi nell’area.
Sul fronte opposto, Mosca ha assunto una posizione netta. Durante una riunione del Gruppo degli amici in difesa della Carta delle Nazioni Unite a Ginevra, il viceministro degli Esteri russo Dmitry Lyubinsky ha invitato gli Stati Uniti e i loro alleati a rinunciare a qualsiasi piano di attacco contro impianti nucleari civili iraniani.
La dichiarazione, riportata dall’agenzia russa TASS, sottolinea che colpire infrastrutture nucleari civili costituirebbe una grave violazione del diritto internazionale e comporterebbe rischi imprevedibili per la sicurezza regionale e globale.
«Invitiamo gli Stati Uniti e i loro alleati ad abbandonare i piani di attacco contro gli impianti nucleari civili dell’Iran», ha dichiarato il viceministro degli Esteri russo Dmitry Lyubinsky.
«Un attacco contro infrastrutture nucleari civili comporterebbe conseguenze imprevedibili per la sicurezza regionale e globale», ha aggiunto. «Siamo pronti a contribuire a una soluzione politico-diplomatica della questione del programma nucleare pacifico iraniano».
Mosca ha ribadito la necessità di una soluzione diplomatica alla questione nucleare iraniana, avvertendo che un’azione militare potrebbe destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente e compromettere la sicurezza internazionale.
à di una soluzione diplomatica alla questione nucleare iraniana, avvertendo che un’azione militare potrebbe destabilizzare ulteriormente il Medio Oriente e compromettere la sicurezza internazionale.
Il dispiegamento militare statunitense e la dura presa di posizione russa delineano uno scenario ad alta tensione.
La comunità internazionale osserva con attenzione l’evolversi degli eventi, consapevole che una decisione politica a Washington potrebbe trasformare rapidamente la crisi in un conflitto aperto, con conseguenze ben oltre i confini della regione.



Gli USA sono il male assoluto.
AMERI-CANI