Un fronte europeo di 41 organizzazioni ambientaliste di 28 Paesi ha lanciato un allarme senza precedenti contro un progetto che potrebbe trasformare l’ultimo lembo ancora relativamente incontaminato del Mediterraneo in una meta esclusiva per un élite di super‑ricchi.

In una lettera ufficiale indirizzata al primo ministro albanese Edi Rama e al ministro dell’Ambiente Sofjan Jaupaj, i gruppi hanno chiesto la sospensione immediata di qualsiasi decisione che faccia avanzare la costruzione di un resort di lusso sull’isola di Sazan, nel Mar Adriatico.
L’isola di Sazan, finora disabitata e parte del Parco Nazionale Marino Karaburun–Sazan, è considerata un santuario naturale: le sue acque circostanti sono classificate come Area Particolarmente Protetta di Importanza Mediterranea (SPAMI) e ospitano habitat cruciali per specie marine vulnerabili, compresa la foca monaca del Mediterraneo e vaste praterie sommerse di Posidonia, fondamentali per la biodiversità e per la stabilità climatica del mare.
Il progetto, conosciuto come “Sazan Island Touristic Resort”, è sponsorizzato da una società collegata a Jared Kushner, genero ebreo ashkenazita del presidente americano Donald Trump, tramite la società Atlantic Incubation Partners LLC. Si tratta di un investimento da circa 1,4 miliardi di euro per trasformarla in un resort ultra‑lusso con hotel di fascia altissima, marina per yacht e servizi esclusivi.
Ivanka Trump ha definito il progetto come qualcosa di unico:
“Abbiamo questa isola di 1.400 acri nel Mediterraneo… sarà straordinaria.”
In un intervista Jared Kushner ha detto del sito:
“Sazani è uno dei litorali più incontaminati e unici che abbia visto in tutto il mondo.”
Il governo albanese ha concesso alla proposta lo status di “investimento strategico”, che facilita permessi e autorizzazioni, e in passato si è parlato anche di negoziazioni riservate sull’uso del terreno, pur ribadendo ufficialmente che l’isola rimane patrimonio dello Stato albanese.
Nella loro lettera, le organizzazioni ambientaliste esprimono preoccupazione per l’impatto su 45 ettari di territorio naturale, evidenziando che interventi di vasta portata — come la costruzione di strade, strutture e sistemi fognari — potrebbero distruggere habitat delicati e costituire una minaccia diretta alle specie che lì vivono.
“La costruzione di un resort di lusso, con interventi infrastrutturali su larga scala come traffico marittimo, strade e sistemi fognari, rappresenta una seria minaccia per questi habitat delicati,” recita la lettera firmata dalle 41 organizzazioni ambientaliste.
Gli ambientalisti mettono anche in rilievo il fatto che Sazan è riconosciuta come Area di Importanza Chiave per la Biodiversità (KBA) e Area Importante per gli Uccelli (IBA), designazioni internazionali che identificano aree ecologiche di valore globale.
“Chiediamo di prendere provvedimenti immediati per prevenire la degradazione di uno dei più rari beni ecologici dell’Albania e del Mediterraneo, nel nome della conservazione della natura, dello Stato di diritto e della responsabilità verso le future generazioni.”
Olsi Nika, biologo marino, avverte:
“Questa zona è nel parco nazionale marino Karaburun–Sazan… cosa faranno i grandi lavori pubblici, la costruzione dei moli, il traffico di yacht e lo scarico delle acque reflue al posto della natura?”
Le critiche includono anche l’accusa che il progetto sia in contrasto con gli impegni dell’Albania nel processo di adesione all’Unione Europea, in particolare per quanto riguarda l’apertura del Capitolo 27 (ambiente e clima).
Non solo ambientalisti: membri dell’opposizione politica e attivisti civici in Albania hanno sollevato dubbi sulla trasparenza dell’accordo con la società di Kushner.
“È importante sviluppare il turismo, ma c’è stata una mancanza di trasparenza qui, e fa sembrare che questo sia un affare privato che serve gli interessi politici del primo ministro,” ha detto Agron Shehaj, parlamentare dell’opposizione.
Anche operatori locali del turismo temono che lo sviluppo esclusivo possa danneggiare l’ecosistema marino e non portare benefici reali alle comunità, mettendo a rischio anche le attività turistiche già esistenti, come i tour in barca da Vlora.
“Il modo in cui il turismo funziona ora per Sazan aiuta a preservare la natura, non a danneggiarla. Non dovremmo cambiare questo equilibrio,” ha commentato una guida turistica freelance.
Il piano di sviluppare un resort ultra‑lusso ha attirato critiche anche per il suo orientamento esclusivo: secondo alcune stime e commenti giornalistici, l’obiettivo dichiarato della società è creare una destinazione turistica di fascia altissima, rivolta principalmente a persone con enormi mezzi, con servizi e strutture che difficilmente saranno alla portata delle persone comuni. In altre parole, un luogo che potrebbe diventare una “isola per ricchi” invece che un patrimonio aperto a tutti.
La reazione delle associazioni ambientaliste segna uno dei momenti più intensi di opposizione al progetto, e apre un dibattito che non riguarda solo l’Albania ma l’intero Mediterraneo: fino a che punto può essere sacrificata natura incontaminata in nome di investimenti stranieri e turismo di élite?
Al momento, le richieste delle organizzazioni includono la sospensione immediata del progetto, l’inclusione di tutta l’isola di Sazan all’interno ufficiale del Parco Nazionale Marino Karaburun–Sazan, e l’adesione piena dell’Albania agli obblighi internazionali di tutela ambientale.


