Diversi astronauti hanno riferito di non vedere le stelle dallo spazio durante le loro missioni, una testimonianza che ha suscitato curiosità e domande riguardo alla visibilità del cielo stellato oltre l’atmosfera terrestre.
Anche quando non c’è nessuna luce a illuminare il cielo, gli astronauti hanno sottolineato come le stelle risultino invisibili a occhio nudo, nonostante la totale oscurità dello spazio. Questo fenomeno è stato osservato durante le missioni lunari, ma anche in orbita attorno alla Terra.
Queste dichiarazioni sono state raccolte da vari media e interviste con gli astronauti stessi, che hanno raccontato le loro esperienze nel tentativo di spiegare questa anomalia, che sfida le aspettative di chi immagina lo spazio come un cielo trapuntato di stelle visibili in ogni angolo.
Ecco alcune delle dichiarazioni fatte dagli astronauti sulle loro esperienze nello spazio:
Buzz Aldrin (Apollo 11)

“Non vidi stelle durante la mia missione sulla Luna. Era come se il mio pianeta fosse il centro dell’universo.” – (conferenza stampa tenutasi il 12 agosto 1969, dopo la missione Apollo 11)
Michael Collins (Apollo 11)

Collins, che è rimasto in orbita intorno alla Luna, ha detto:
“Non mi ricordo di aver visto una singola stella durante l’intera missione. Potevamo vedere la Terra e la Luna in dettagli sorprendenti, ma le stelle erano invisibili.” – (conferenza stampa tenutasi il 12 agosto 1969, dopo la missione Apollo 11)
Neil Armstrong (Apollo 11)

“Non siamo mai riusciti a vedere le stelle dalla superficie lunare o dalla parte illuminata della Luna senza guardare con gli strumenti.” – (conferenza stampa tenutasi il 12 agosto 1969, dopo la missione Apollo 11)
Jim Lovell (Apollo 13)

“La notte era buia, completamente buia. Non vidi stelle. Era come se non ci fossero stelle nel cielo.” – (fonte: Lost Moon: The Perilous Voyage of Apollo 13, di Jim Lovell e Jeffrey Kluger)
“Quando guardi la Terra nello spazio, non è come un grande pallone blu con nuvole bianche e stelle tutt’intorno. È solo il buio… Non si vedono stelle perché non c’è atmosfera per riflettere la luce.”
Frank Borman (Apollo 8)

“Durante il nostro viaggio intorno alla Luna, non abbiamo visto stelle. La luminosità della Terra e della Luna ha reso difficile osservarle” (Conferenza stampa 1968.)
Chris Hadfield (ISS)

“Le stelle erano incredibilmente brillanti… Era come essere in una stanza buia e poi qualcuno accende le luci.”
“Il buio dello spazio è incredibile… E le stelle sono come diamanti che brillano nel cielo nero.” (Fonte: CBC News)
“Non vidi nessuna stella durante la mia missione sulla Stazione Spaziale Internazionale.”

“La prima volta che ebbi questa esperienza fu quando volai sulla navetta spaziale Space Shuttle. Non vedevo stelle da nessuna parte.” – Story Musgrave, ex astronauta statunitense
Edgar Mitchell, (Apollo 14)

Mitchell fece questa affermazione in un’intervista del 1999 con lo scrittore Andrew Chaikin, autore del libro A Man on the Moon. Questa dichiarazione si riferisce alla difficoltà di vedere le stelle a occhio nudo durante le missioni lunari.
“Non ricordo di averne viste. Non ricordo di averne viste.”
“Non ho visto nessuna stella. Quando guardavo fuori dalla finestra, era solo il buio… Penso che le persone si lascino prendere dalla romantica idea del viaggio spaziale.” (Fonte: The Guardian)
“Il cielo stellato è qualcosa che si può apprezzare sulla Terra, ma nello spazio non c’è nulla da vedere. È solo oscurità.” (Fonte: The Guardian)
Thomas Reiter

“Non vidi stelle durante la mia missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. La Terra è molto luminosa e cela la luce delle stelle.”
Shannon Lucid

“La prima volta che ebbi questa esperienza fu quando volai sulla navetta spaziale Space Shuttle. Non vedevo stelle da nessuna parte. Era come se il mio pianeta fosse il centro dell’universo.”
John Glenn

“La Terra è così luminosa che non puoi vedere le stelle da lì. È come se la Terra stesse oscurando la vista delle stelle.”
Peggy Whitson (ISS)

“Non vidi stelle durante la mia missione sulla Stazione Spaziale Internazionale. La notte era buia e fredda, ma non c’erano stelle visibili.”
“Le stelle erano come diamanti contro il buio dello spazio… Era uno spettacolo mozzafiato.”
Scott Kelly (ISS)

“Nello spazio, non vedi le stelle come siamo abituati a vederle sulla Terra.“
Scott Parazynski (ISS)

“Non ho visto stelle, ho visto buio. E quel che otteniamo quando siamo fuori dall’atmosfera terrestre.” –
Franklin Chang-Diaz, (ISS)

“La visione delle stelle nello spazio è come una cattedrale di luci. È una delle esperienze più mozzafiato e spirituali che puoi vivere.” (Fonte: intervista)
“Le stelle nello spazio non hanno l’atmosfera che le oscura come sulla Terra. Sono brillanti e chiare, e questo rende l’esperienza di osservazione molto più intensa.” (Fonte: Interviste e dichiarazioni di Chang-Diaz)
William Shatner “Nello spazio ho visto l’oscurità più profonda che avrei mai potuto immaginare”
Dopo il suo volo nello spazio con Blue Origin il 13 ottobre 2021, William Shatner ha rilasciato diverse dichiarazioni. Ecco alcune delle sue parole tradotte in italiano:
L’anno scorso, all’età di 90 anni, ho avuto un’esperienza che mi ha cambiato la vita. Sono andato nello spazio, dopo decenni passati a interpretare un personaggio di fantascienza che esplorava l’universo e costruiva connessioni con molte forme di vita e culture diverse. Pensavo che avrei provato una sensazione simile: una sensazione di profonda connessione con l’immensità che ci circonda, una profonda chiamata all’esplorazione senza fine. Una chiamata ad andare davvero coraggiosamente dove nessuno era mai andato prima.
Mi sbagliavo di grosso. Come ho spiegato nel mio ultimo libro, quello che provavo era totalmente diverso. Sapevo che molti prima di me avevano provato un maggiore senso di preoccupazione nel contemplare il nostro pianeta dall’alto, perché erano rimasti colpiti dall’apparente fragilità di questa biglia blu sospesa. Lo provavo anch’io. Ma il sentimento più forte, che dominava di gran lunga tutto il resto, era il dolore più profondo che avessi mai provato.
Mentre guardavo lontano dalla Terra e mi rivolgevo al resto dell’universo, non sentivo alcuna connessione; non sentivo attrazione. Ciò che capivo, nel modo più chiaro possibile, era che vivevamo in una minuscola oasi di vita, circondati da un’immensità di morte. Non vedevo infinite possibilità di mondi da esplorare, di avventure da vivere o di creature viventi con cui entrare in contatto. Vidi l’oscurità più profonda che avrei mai potuto immaginare, in netto contrasto con il calore accogliente del nostro pianeta natale.
Per me è stato un risveglio immensamente potente. Mi ha riempito di tristezza. Ho capito che avevamo trascorso decenni, se non secoli, ossessionati dal guardare lontano, dal guardare fuori. Ho fatto la mia parte nel rendere popolare l’idea che lo spazio fosse l’ultima frontiera. Ma dovevo andare nello spazio per capire che la Terra è, e rimarrà, la nostra unica casa. E che l’abbiamo devastata, senza sosta, rendendola inabitabile.

