Sindacati della Polizia e Guardia di Finanza accusano i vertici europei e farmaceutici di crimini contro l’umanità. Otto reati del codice penale italiano e 450.000 pagine di documenti interni Pfizer come prove.
Un atto di denuncia senza precedenti è stato depositato presso una Procura italiana da tre organizzazioni sindacali delle forze dell’ordine contro i vertici europei e farmaceutici coinvolti nella campagna vaccinale anti-Covid. La denuncia, mantenuta riservata per evitare pressioni sui magistrati inquirenti, accusa sei figure di primo piano di aver commesso reati gravissimi, dall’omicidio alla corruzione, dalla frode alla somministrazione di farmaci pericolosi.
OSA APS (Associazione Operatori Sicurezza Associati), OSA Polizia (Sindacato della Polizia di Stato) e S.F.D. (Sindacato della Guardia di Finanza) hanno presentato la denuncia attraverso gli avvocati Angelo Di Lorenzo, Antonietta Veneziano e Roberto Martina dell’associazione Avvocati Liberi, con il supporto tecnico del consulente scientifico Gabriele Segalla.
Le sei persone denunciate sono:
- Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Europea
- Albert Bourla, amministratore delegato di Pfizer Inc.
- Ugur Sahin, cofondatore e CEO di BioNTech SE
- Stella Kyriakides, commissaria europea alla salute all’epoca dei fatti
- Margaritis Schinas, vicepresidente della Commissione Europea all’epoca dei fatti
- Emer Cooke, direttore generale dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA)
Gli otto reati contestati nel dettaglio
La denuncia contesta otto specifici reati previsti dal codice penale italiano, tutti relativi alla produzione, commercializzazione e distribuzione del vaccino Comirnaty (nome tecnico Tozinameran, sigla sperimentale BNT162b2):
1. Corruzione (art. 319 c.p.) Le accuse si concentrano sui rapporti tra von der Leyen e Bourla durante le trattative per il contratto da 35 miliardi di euro. La presidente della Commissione avrebbe condotto personalmente le negoziazioni attraverso messaggi di testo privati, bypassando i team di negoziazione ufficiali e le normali procedure di trasparenza. I denuncianti sostengono che questa condotta configuri atti contrari ai doveri d’ufficio in cambio di vantaggi.
2. Frode nelle pubbliche forniture (art. 356 c.p.) Si contesta la consegna di un prodotto farmaceutico che, secondo i denuncianti, non corrisponderebbe alle caratteristiche di sicurezza ed efficacia dichiarate nei contratti di fornitura con gli Stati membri dell’UE. Vengono citati i 450.000 documenti interni Pfizer che rivelerebbero effetti avversi noti ma non dichiarati.
3. Frode in commercio (art. 515 c.p.) L’accusa riguarda la presunta commercializzazione di un farmaco presentato come sicuro ed efficace mentre, secondo i documenti interni dell’azienda, vi sarebbero stati dati sugli effetti avversi non adeguatamente comunicati al pubblico e alle autorità regolatorie.
4. False dichiarazioni all’autorità giudiziaria (art. 374-bis c.p.) Si riferisce alle dichiarazioni rese durante i procedimenti di autorizzazione e alle comunicazioni con le autorità di controllo, che avrebbero omesso o falsificato informazioni rilevanti sulla sicurezza del prodotto.
5. Falso ideologico (art. 479 c.p.) Le accuse riguardano la documentazione presentata per ottenere l’autorizzazione condizionata dall’EMA nel dicembre 2020. I denuncianti sostengono che i rapporti di valutazione avrebbero contenuto attestazioni false o incomplete sui dati di sicurezza ed efficacia.
6. Omicidio (art. 575 c.p.) È la più grave delle accuse. I sindacati denuncianti citano casi letali che sarebbero derivati dalla somministrazione del vaccino, sostenendo che i responsabili fossero consapevoli dei rischi ma abbiano proceduto ugualmente. Tra le categorie più colpite vengono menzionati gli appartenenti alle forze dell’ordine, sottoposti a obbligo vaccinale.
7. Lesioni (art. 582 c.p.) Si fa riferimento a centinaia di migliaia di eventi avversi documentati, inclusi 542 effetti avversi neurologici gravi emersi dai Pfizer Papers. Le lesioni contestate vanno dalle miocarditi alle trombosi, dalle convulsioni alle paralisi, che avrebbero “segnato inevitabilmente la vita delle persone” colpite.
8. Somministrazione di medicinali in modo pericoloso per la salute pubblica (art. 445 c.p.) e Commercio di medicinali guasti (art. 443 c.p.) I denuncianti sostengono che il vaccino sia stato somministrato nonostante la consapevolezza di gravi problemi di sicurezza. Vengono citati problemi di stabilità del prodotto, presenza di elettroliti che destabilizzano la sospensione, lipidi funzionali potenzialmente cancerogeni, e questioni legate alla conservazione a temperature non idonee durante la sperimentazione.
Le quattro fonti probatorie principali
La denuncia si basa su un imponente apparato documentale diviso in quattro categorie:
A) I Pfizer Papers (450.000 pagine) Si tratta della documentazione interna confidenziale di Pfizer che descrive l’iter degli studi clinici condotti sul vaccino Comirnaty per ottenere l’autorizzazione d’emergenza (EUA) dalla FDA statunitense nel dicembre 2020. Questi documenti sono stati resi pubblici negli Stati Uniti in seguito a un procedimento giudiziario e contengono:
- Elenchi dettagliati di effetti avversi noti durante la sperimentazione
- Almeno 542 effetti avversi neurologici gravi
- Dati su problemi di fertilità e rischi per donne in gravidanza
- Informazioni su decessi verificatisi durante i trial clinici
- Problemi di qualità e conservazione del prodotto
B) Studi scientifici peer-reviewed Tre studi pubblicati sulla rivista americana International Journal of Vaccine Theory, Practice, and Research (IJVTPR) nei mesi di gennaio 2023, ottobre 2023 e marzo 2024, tutti a firma del consulente tecnico Gabriele Segalla. Questi studi analizzano:
- La composizione del vaccino Comirnaty
- I problemi di stabilità della sospensione lipidica
- L’indice di polidispersione dei nanomateriali
- La presenza di lipidi funzionali potenzialmente pericolosi (causa di problemi cardiovascolari, aborti e possibili effetti cancerogeni)
- Le fasi di diluizione dopo lo scongelamento che comprometterebbero la stabilità del prodotto
C) Procedure di verifica e autorizzazione EMA La documentazione include l’autorizzazione condizionata (CMA) rilasciata dall’EMA il 21 dicembre 2020 e il primo Rapporto di Valutazione dell’EMA del 19 febbraio 2021. I denuncianti sostengono che questi documenti contengano omissioni e valutazioni inadeguate sui rischi del farmaco.
D) Interrogatorio dell’ex ministro Roberto Speranza Le dichiarazioni rese dall’ex ministro della Salute italiano nel procedimento penale a suo carico (RG n. 7/2024 Tribunale di Roma) vengono citate come prova delle pressioni subite e delle decisioni prese senza adeguato fondamento scientifico.
I crimini contro l’umanità
Oltre ai reati del codice penale italiano, la denuncia configura le condotte contestate come “crimini contro l’umanità” di rilevanza internazionale. Secondo i denuncianti, si tratterebbe di:
- Violenze e abusi contro popolazioni: centinaia di migliaia di persone avrebbero subito la perdita del lavoro, l’emarginazione e discriminazioni come conseguenza del rifiuto dell’inoculazione
- Danni fisici, psicologici, economici e sociali su scala di massa
- Offese ai valori fondamentali della comunità internazionale nella dimensione umana individuale e collettiva
I denuncianti sostengono che questi crimini abbiano “natura universale” e siano quindi “perseguibili ovunque e da chiunque”, pur avendo prodotto i loro effetti nell’ordinamento sociale e giuridico italiano, configurando quindi la giurisdizione italiana.
Le irregolarità nella sperimentazione: il caso Ventavia
A sostegno delle accuse, la denuncia cita anche le rivelazioni di Brook Jackson, ex direttrice regionale del gruppo di ricerca Ventavia Research Group, uno dei centri incaricati da Pfizer di condurre i trial clinici del vaccino. Jackson ha denunciato al British Medical Journal una serie di gravi irregolarità:
- Falsificazione di dati: date di intervento modificate nei casi di reazioni avverse
- Violazione delle procedure di ricerca: identificativi dei pazienti lasciati incustoditi, compromettendo la sperimentazione in cieco
- Cattiva conservazione dei vaccini: stoccaggio a temperature non idonee
- Mancato monitoraggio: pazienti non adeguatamente seguiti dopo l’inoculazione
- Personale non qualificato: addetti ai vaccini inadeguatamente formati
- Follow-up insufficiente: mancato controllo sistematico delle reazioni avverse
Jackson fu licenziata il 25 settembre 2020, il giorno dopo aver segnalato questi problemi alla FDA. L’agenzia americana, nonostante la denuncia circostanziata con foto e documenti, decise di non ispezionare i siti Ventavia. Nonostante le irregolarità denunciate, Pfizer ha successivamente affidato a Ventavia altri quattro studi clinici sui vaccini.
Lo Pfizergate
La denuncia dei sindacati si inserisce in un quadro di crescenti polemiche sulla trasparenza nella gestione dei contratti vaccinali europei. Il cosiddetto “Pfizergate” ruota attorno a diversi nodi critici:
Il mega-contratto opaco Nel maggio 2021, la Commissione Europea ha firmato il più grande accordo vaccinale della storia: 1,8 miliardi di dosi di vaccino Pfizer-BioNTech per un valore stimato tra 20 e 35 miliardi di euro. Questo contratto rappresentava oltre il 40% di tutte le dosi acquistate dall’UE (4,2 miliardi totali).
Le trattative via SMS Secondo il New York Times, von der Leyen ha condotto personalmente le negoziazioni con Albert Bourla attraverso messaggi di testo e comunicazioni private. Questo è “altamente inusuale” secondo il Corte dei Conti europea, che nel 2022 ha pubblicato un rapporto in cui si lamenta di non aver ricevuto “alcuna informazione sulle negoziazioni preliminari del più grande contratto dell’UE”.
La violazione delle procedure Il Rapporto della Corte dei Conti conferma che von der Leyen ha agito al di fuori delle regole stabilite dalla stessa Commissione:
- Non faceva parte dei team di negoziazione ufficiali
- Non apparteneva al Comitato Direttivo per l’approvvigionamento vaccinale
- Ha condotto trattative personali bypassando i canali istituzionali
- Non ha fornito documentazione delle conversazioni private
Gli SMS spariti Quando l’Ombudsman europeo Emily O’Reilly ha chiesto accesso ai messaggi tra von der Leyen e Bourla, la Commissione ha risposto che “la ricerca dei messaggi non ha prodotto alcun risultato”. La commissaria alla Trasparenza Věra Jourová ha confermato che i messaggi non sono stati conservati.
Nel luglio 2022, l’Ombudsman ha confermato una “grave cattiva amministrazione” da parte della Commissione, criticando aspramente il rifiuto di fornire questa documentazione.
Le azioni legali in corso Il caso ha generato molteplici procedimenti:
- New York Times vs Commissione Europea (2023): la testata ha citato in giudizio la Commissione davanti alla Corte di Giustizia UE per ottenere accesso agli SMS. Nel novembre 2024, la Corte ha tenuto un’udienza pubblica sul caso, al centro della quale vi è la questione se i messaggi di testo debbano essere considerati documenti soggetti alle norme sulla trasparenza.
- Denuncia Baldan in Belgio (2023): il lobbista belga Frédéric Baldan ha presentato denuncia penale a Liegi per “interferenza nelle funzioni pubbliche, distruzione di SMS, corruzione e conflitto di interessi”. La denuncia include anche una richiesta di danni morali per 50.000 euro.
- Indagine della Procura Europea (2024): la European Public Prosecutor’s Office (EPPO) ha preso in carico il caso, conducendo indagini paneuropee sui presunti illeciti finanziari. La Procura potrebbe teoricamente sequestrare telefoni e materiale rilevante dagli uffici della Commissione.
- Denunce di Stati membri: Ungheria e Polonia hanno presentato proprie denunce contro von der Leyen in relazione alle trattative Pfizer (la Polonia ha poi cercato di ritirare la denuncia dopo il cambio di governo).
Le quantità eccessive Diversi Stati membri hanno contestato le forniture, sostenendo che le quantità ordinate superassero ampiamente il fabbisogno reale. Nel giugno 2022, una coalizione di dieci Stati dell’Est Europa ha chiesto la rinegoziazione dei contratti. Pfizer ha citato in giudizio Ungheria e Polonia per mancati pagamenti dopo che questi paesi hanno interrotto le consegne.
Forze dell’ordine al centro della denuncia
La denuncia di OSA e S.F.D. ha una particolare rilevanza poiché proviene da sindacati delle forze dell’ordine, categorie sottoposte a obbligo vaccinale. Secondo i denuncianti, tra poliziotti, carabinieri e finanzieri si sarebbero verificati:
- Decessi improvvisi attribuiti a reazioni avverse al vaccino
- Miocarditi e pericarditi in soggetti giovani precedentemente sani
- Effetti neurologici gravi che hanno compromesso la capacità lavorativa
- Perdita del posto di lavoro per chi ha rifiutato l’inoculazione
- Discriminazione e ostracismo nei confronti del personale non vaccinato
Il sindacato Les (anch’esso della Polizia) aveva già presentato una denuncia separata nel 2023 insieme al Comitato Ascoltami contro l’ex ministro Speranza e l’ex direttore AIFA Nicola Magrini, citando specificamente i problemi cardiovascolari e le morti tra gli uomini in divisa.
I danneggiati e il Comitato Ascoltami
La denuncia dà voce anche a centinaia di migliaia di cittadini che affermano di aver subito conseguenze dalla campagna vaccinale:
- Effetti avversi gravi: dalle trombosi alle paralisi, dalle convulsioni alle malattie autoimmuni
- Danni economici: perdita del lavoro per rifiuto dell’obbligo vaccinale
- Emarginazione sociale: esclusione da attività pubbliche tramite il sistema di green pass
- Danni psicologici: stress, ansia, depressione derivanti dalla pressione sociale e dall’esclusione
Il Comitato Ascoltami, che rappresenta i danneggiati da vaccino e i familiari di chi ha subito effetti avversi letali, ha collaborato alle denunce fornendo testimonianze dirette e documentazione medica.
Le implicazioni più ampie
Al di là dell’esito giudiziario della denuncia, questa vicenda solleva questioni fondamentali:
Trasparenza democratica: può un organo esecutivo gestire miliardi di euro di denaro pubblico attraverso comunicazioni private non documentate? Il caso von der Leyen-Bourla stabilisce un precedente preoccupante per la gestione opaca degli affari pubblici.
Rapporti pubblico-privato: quali garanzie esistono quando le istituzioni negoziano con multinazionali farmaceutiche in situazioni di emergenza? I contratti Pfizer contenevano clausole di indennizzo che scaricano su gli Stati ogni responsabilità per eventuali danni.
Procedura di autorizzazione: l’autorizzazione condizionata concessa dall’EMA era giustificata? I dati disponibili erano sufficienti? Le irregolarità nella sperimentazione (caso Ventavia) sono state adeguatamente valutate?
Obbligo vaccinale: era legittimo imporre l’obbligo vaccinale con minaccia di licenziamento su un farmaco con autorizzazione condizionata e sperimentazione ancora in corso? Le conseguenze per chi ha rifiutato l’inoculazione erano proporzionate?
Consenso informato: i cittadini sono stati adeguatamente informati sui rischi noti? Le campagne di comunicazione istituzionali hanno minimizzato o occultato dati sugli effetti avversi?
Responsabilità scientifica: quale responsabilità hanno le istituzioni sanitarie che hanno definito il vaccino “sicuro ed efficace” nonostante i dati sugli effetti avversi? Esiste un conflitto d’interessi nelle agenzie regolatorie?
Diritto internazionale: la qualificazione dei fatti come “crimini contro l’umanità” apre scenari giuridici inediti. Se confermata, questa qualificazione permetterebbe di perseguire i responsabili anche in altre giurisdizioni.
Questioni aperte:
- Il rapporto rischio-beneficio varia significativamente per età e condizioni di salute
- Gli effetti a lungo termine dei vaccini a mRNA non sono completamente noti
- La protezione conferita è risultata inferiore e più breve di quanto inizialmente dichiarato
- La trasmissibilità del virus non viene bloccata dalla vaccinazione, contrariamente alle comunicazioni iniziali
Questa denuncia potrebbe rappresentare soltanto l’inizio di un lungo e complesso percorso giudiziario. È possibile, infatti, che azioni legali analoghe vengano intraprese anche in altri Paesi europei, aprendo così la strada a una serie di procedimenti coordinati su scala internazionale. Allo stesso tempo, non si può escludere che vengano avviate class action da parte di cittadini o gruppi che ritengono di aver subito danni, con l’obiettivo di ottenere risarcimenti collettivi.
Parallelamente, diversi parlamenti nazionali stanno valutando la possibilità di istituire commissioni d’inchiesta per approfondire le responsabilità politiche e amministrative legate alla gestione dell’emergenza. Anche la comunità scientifica sarà chiamata a un esercizio di autocritica, attraverso una revisione approfondita delle decisioni prese in quel periodo, per comprendere se e in che misura siano stati commessi errori o valutazioni affrettate.
Indipendentemente dall’esito dei procedimenti penali, questo caso solleva una riflessione più ampia sulla governance delle crisi sanitarie, sul delicato equilibrio tra sicurezza, trasparenza ed efficienza, e sulla necessità di costruire meccanismi di risposta più solidi e responsabili per il futuro.



I nodi vengono al pettine…
Ben fatto….era ora che si muovesse qualcosa, ma non dimentichiamoci si AIFA governo conte, meloni, e tutti i virologia da salotto complici e venduti….altro che immunità. Sarebbero da lasciare alle genti che sono stati colpiti causa l’intruglio malefico creato di proposito x “sfoltire” il mondo.e zio Bill…
Metteteli in galera e buttate la via la chiave.Tutto questo x il dio denaro.
Speriamo in pene esemplari
… tanto la sfanga anche ‘sta volta!
meglio tardi che mai
👍
… potremo davvero “gioire” solo quando questa nazista psicopatica sarà definitivamente sparita dalla circolazione …