Sta suscitando ampio dibattito la proposta di legge in discussione al Senato che introduce la possibilità per i creditori di avviare pignoramenti accelerati senza passare da un giudice. Il testo, presentato dalla Lega e attualmente all’esame della Commissione Giustizia, propone una radicale semplificazione delle procedure di recupero crediti, ma solleva interrogativi costituzionali e timori sul fronte dei diritti dei cittadini.
Secondo la proposta, un creditore (ad esempio un’azienda o un professionista) potrebbe, attraverso il proprio avvocato, inviare una “intimazione stragiudiziale” al debitore, allegando documenti che attestano il credito – come bollette non pagate, fatture, contratti, o prestiti.
Se il debitore non risponde entro 40 giorni dalla ricezione della lettera – né pagando né opponendosi – il creditore potrebbe procedere direttamente con il pignoramento dei beni o del conto corrente, senza dover prima ottenere un decreto da un giudice.
Una misura che, nei fatti, sposta l’onere della difesa sul cittadino, che dovrebbe attivarsi autonomamente e rapidamente per evitare conseguenze gravi.
Nella sua versione iniziale, il ddl sembrava destinato a coinvolgere anche i cittadini privati debitori di utenze domestiche, rate di finanziamento e spese ordinarie.
Ma dopo le prime polemiche, hanno assicurato che il provvedimento sarà modificato per limitarsi ai rapporti commerciali tra aziende o professionisti, escludendo i debitori privati.
Tuttavia, finché il testo definitivo non sarà approvato, restano validi i timori che il provvedimento, anche in forma ristretta, possa aprire la porta a nuove forme di pressione e squilibri giuridici.
Le opposizioni, insieme a diverse associazioni di consumatori, parlano apertamente di una “pericolosa deriva autoritaria” che rischia di compromettere il diritto alla difesa sancito dalla Costituzione.
In particolare, si temono:
- Abusi da parte di società di recupero crediti aggressive;
- Errore o scarsa consapevolezza da parte del debitore, che potrebbe ignorare una comunicazione pensando si tratti di spam;
- Asimmetria informativa, soprattutto per persone fragili o poco istruite;
- Mancanza di controllo giurisdizionale preventivo, che garantisce equità tra le parti.
Secondo molti giuristi, è proprio l’intervento del giudice a garantire la legalità, la proporzionalità e l’esistenza certa del debito. Senza questo filtro, la procedura rischia di diventare opaca e vulnerabile a usi impropri.
Il governo, ha rassicurato che il testo sarà modificato per evitare applicazioni sui cittadini. Tuttavia, non è chiaro se questa esclusione sarà esplicita nel testo normativo, o se resterà affidata all’interpretazione giurisprudenziale futura.
In ogni caso, il ddl ha già ottenuto il via libera in commissione con emendamenti sostanziali, e ci si avvicina al passaggio in Aula, dove le forze politiche dovranno scegliere se sostenere o respingere un modello che cambia profondamente il rapporto tra credito e giustizia.
La giustizia non deve essere vista solo come una questione di velocità o di efficienza procedurale. Prima di tutto, la giustizia è una tutela fondamentale per le persone più vulnerabili, che spesso si trovano in difficoltà e hanno bisogno di protezioni specifiche. Qualsiasi legge che modifica l’equilibrio tra chi ha un credito e chi deve rispondere del proprio debito deve essere esaminata con grande attenzione e responsabilità. Questo perché, anche quando una norma appare giuridicamente legittima e funzionale, può facilmente trasformarsi in uno strumento che favorisce abusi o ingiustizie, soprattutto se viene a mancare un adeguato controllo o filtro che garantisca il diritto alla difesa. Per questo motivo, ogni intervento legislativo che snellisce le procedure deve sempre contemperare l’efficienza con la tutela dei diritti fondamentali, per evitare di penalizzare chi, spesso per condizioni personali o sociali, non ha le risorse per difendersi adeguatamente.



ennesima proposta infame da parte di un partito di traditori che sono decenni che spara menzogne dai vaccini liberi che poi anno votato l’obbligo vaccinale al ridilicolo filo-russo che poi è diventato votare a favore delle armi all’ucraina sempre e comunque e non dimentichiamo la mancata abolizione della legge mancino divenuta poi tentativo che andrà a buon fine di estenderla persino a chi osa criticare lo stato di israele stato per il quale i leghisti vanno in brodo di giuggole e vogliamo dimenticare la falsa battaglia contro l’euro divenuta poi appoggio all’euro o l’appoggio al governo sbarcamigranti meloni dopo aver cianciato di fuori i clandestini per decenni
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la lega viene tuttoggi definita da alcuni cialtroni interessati come “filo-russa” e “anti-immigrazione” ma il gioco è semplice da scoprire chi lo fa sa benissimo che la lega non è ne filo-russa ne anti-immigrazione però attaccandola sa bene il fesso li sente e dice “adesso gli faccio vedere io a li euroepisti voto lega e no-euro no-vaccini obbligatori e abolisce sanzionir ussia” salvo poi che al governo votano le stesse leggi come avreebe votato pd
… una proposta fatta da un cialtrone che ha portato un partito dal 40% al 4% che spera di riportarlo al 40%. Ormai gli elettori sanno di chi si tratta!
qualora questa proposta di legge venisse approvata, ci vorrebbe poco
per estenderla ai cittadini privati. E con questa economia di guerra
in corso sarebbe un gioco da ragazzi pignorare casa a chi non ce la fa
a procurarsi un pasto regolare o pagare spese amministrative.
Chi dorme in auto non controlla gli spam al pc, anzi lo ha venduto
per sopravvivere. Meglio che perdere un rene ……..
💯