La procura di Viterbo ha avviato un’inchiesta, al momento contro ignoti, per fare chiarezza sulla tragica morte del paracadutista dell’esercito Vincenzo Aiello, avvenuta durante un’esercitazione al lago di Bolsena. L’ipotesi di reato è quella di omicidio colposo. Secondo quanto riportato da ViterboToday, l’apertura del fascicolo rappresenta un atto dovuto per permettere di condurre tutti gli accertamenti necessari a ricostruire la dinamica della tragedia. Nei prossimi giorni è stata disposta un’autopsia sul corpo del 45enne, originario di Catanzaro, per determinare se la causa della morte sia stata un malore fatale o se ci siano stati errori o problematiche durante l’addestramento.
Vincenzo Aiello, paracadutista del reggimento Folgore e in servizio da oltre vent’anni a Livorno, era impegnato in un’esercitazione congiunta il 22 ottobre. L’attività coinvolgeva il suo reparto e il terzo reggimento elicotteri per operazioni speciali “Aldebaran”, un’unità d’élite dell’Aviazione dell’esercito basata a Viterbo. Durante l’esercitazione, che simulava un salvataggio in acqua, Aiello è scomparso nel lago di Bolsena dopo il lancio dall’elicottero e non è riemerso.
Dopo la sua scomparsa, sono iniziate immediatamente le ricerche, che si sono concluse nelle prime ore del giorno successivo, mercoledì 23 ottobre, con il ritrovamento del corpo a 24 metri di profondità, adagiato sul fondale nell’area dell’esercitazione. Il corpo è stato poi affidato all’autorità giudiziaria e messo sotto sequestro.
Vincenzo Aiello, 45 anni, era originario di Catanzaro e da oltre vent’anni faceva parte del 185esimo reggimento paracadutisti ricognizione acquisizione obiettivi (RRAO) di Livorno, una delle unità più prestigiose e specializzate dell’Esercito italiano. Specialista in paracadutismo e acquisizione obiettivi, aveva partecipato a numerose missioni all’estero, dove si era distinto per il suo coraggio e la sua professionalità. Nel corso degli anni, il reggimento era diventato per lui una vera e propria famiglia, e i commilitoni che ora piangono la sua scomparsa erano per lui come fratelli, con i quali aveva condiviso gioie e dolori nel servizio. La comunità militare e non solo, si unisce nel cordoglio per la perdita di un uomo dedicato alla sua missione e ai suoi compagni.
