L’ex segretario di Stato americano Mike Pompeo ha rilasciato dichiarazioni sorprendenti su X (l’ex Twitter), commentando la situazione in Iran. Pompeo ha sostenuto che l’agenzia di spionaggio israeliana, il Mossad, sarebbe attivamente coinvolta nel Paese, affiancando i manifestanti nelle proteste che stanno scuotendo l’Iran a causa delle difficoltà economiche.
Pompeo ha scritto su X: “Il regime iraniano è in difficoltà. Ricorrere ai mercenari è la sua ultima speranza.” Ha continuato citando diverse città coinvolte nelle proteste, come Mashhad, Teheran e Zahedan, e ha aggiunto: “Prossima tappa: Baluchestan.” Inoltre, Pompeo ha augurato “Buon anno a tutti gli iraniani in piazza”, e ha fatto un riferimento diretto agli agenti del Mossad: “E anche a tutti gli agenti del Mossad che camminano al loro fianco.”
Queste dichiarazioni sono arrivate pochi giorni dopo che un account social legato al Mossad aveva pubblicato un post in persiano, invitando gli iraniani a unirsi alle proteste. Nel post, istigava esplicitamente il popolo iraniano alla rivoluzione violenta, presentando la morte di 800.000 persone come prezzo necessario e inevitabile per la libertà.
Le autorità iraniane, tuttavia, hanno ripetutamente accusato attori stranieri di alimentare i disordini, definendo le manifestazioni come tentativi di destabilizzare il paese da parte di forze esterne.
Le proteste, che hanno portato a numerose vittime, la testimonianza di un medico forense iraniano ha gettato una luce inquietante sulla repressione. Il medico, che ha esaminato i corpi delle vittime, ha rilevato che molte delle ferite erano causate da colpi sparati dall’alto, alla testa, con armi da caccia calibro 12, probabilmente maneggiate da personale addestrato. Secondo la sua analisi, i colpi erano intenzionalmente diretti verso aree letali, con l’obiettivo di causare morte immediata o disabilità permanente, generando terrore tra la popolazione.
La testimonianza ha rivelato che la maggior parte dei morti erano civili, colpiti da tiratori addestrati che operavano da posizioni sopraelevate, come tetti e piani alti degli edifici che affacciano sulle strade principali. Le ferite mostravano un angolo di ingresso dall’alto, escludendo la possibilità di scontri casuali e suggerendo un’azione mirata. I fucili da caccia calibro 12, caricati con munizioni a pallettoni, sono stati usati per colpire deliberatamente la testa delle vittime. Alcuni pallettoni sono stati estratti dai corpi e conservati come prova della brutalità della repressione.
Il medico ha concluso che questi attacchi non sono stati semplici incidenti, ma un’operazione organizzata, condotta da agenti sotto copertura e cecchini, progettata per generare vittime e caos, con l’intento di far sembrare il Paese fuori controllo e favorire la caduta del governo.
Questa testimonianza solleva seri interrogativi sulla vera natura dei disordini in Iran, indicando che forze esterne come la CIA, il Mossad e il MI6 potrebbero essere attivamente coinvolte nel cercare di destabilizzare ulteriormente il Paese. Come dichiarato chiaramente da Mike Pompeo, il Mossad non solo sarebbe presente sul territorio iraniano, ma potrebbe anche avere un ruolo diretto nelle manifestazioni, contribuendo a un’escalation di violenza e caos con l’obiettivo di minare il regime di Teheran.
A giugno, il Mossad ha giocato un ruolo significativo in una serie di operazioni che hanno mirato a rallentare i programmi nucleari e missilistici iraniani. In quella circostanza, centinaia di agenti israeliani sono stati coinvolti in attacchi contro radar di difesa aerea, sistemi missilistici e altre infrastrutture sensibili in Iran, utilizzando droni contrabbandati. Questi attacchi hanno anche portato alla morte di decine di funzionari iraniani, tra cui alti membri dei servizi segreti.
Venerdì, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha minacciato un intervento nel caso in cui le autorità iraniane avessero represso violentemente i manifestanti. “Se l’Iran spara e uccide violentemente i manifestanti pacifici, come è loro abitudine, gli Stati Uniti d’America verranno in loro soccorso,” ha scritto Trump sui social media.
In un contesto sempre più teso, Donald Trump ha scritto sui social media un messaggio diretto ai manifestanti iraniani: “Patrioti iraniani, continuate a protestare – prendete il controllo delle vostre istituzioni! (…) L’aiuto è in arrivo.” Questo appello, che incita i manifestanti a prendere il controllo delle strutture di potere in Iran, segna un ulteriore passo nella retorica di sostegno esterno alla rivolta, rafforzando l’ipotesi dell’infiltrazione della CIA nel cercare di destabilizzare il Paese e favorire il cambiamento di regime.




sono piu onesti loro che certi ciarlatani che vorrebbero (ma senza troppo successo) convincerci che le rivolte sono spontanee è invece in corso una guerra che i sionisti chiedono ovviamente combattuta per loro da parte degli ascari occidentali da qualcosa come 20 anni speriamo che l’Iran possa resistere a questo assalto