È in corso un’operazione di altissima ingegneria sociale e politica. Sotto la rassicurante etichetta di “riserva di 10 mila volontari per guerre, calamità”, si cela il primo, tangibile passo per trasformare l’Italia da paese di pace in una nazione pronta alla guerra. Una guerra che nessun italiano ha chiesto e della quale la stragrande maggioranza ignora persino l’esistenza nel dibattito pubblico.
Il governo parla di 10.000 “volontari” per “guerre e calamità”. È una scelta linguistica calcolata per anestetizzare l’opinione pubblica. La parola “calamità” scatena immagini di terremoti e alluvioni, evocando uno spirito civico e solidaristico. È la copertura perfetta. Il vero cuore del progetto, infatti, è quella parola, “guerra“, messa lì come se fosse un dettaglio tecnico, un’evenienza remota al pari di un’alluvione. Ma non lo è. Questo è il meccanismo della menzogna: enfatizzare il marginale per nascondere l’essenziale.
La narrazione ufficiale si scontra con la cruda realtà dei fatti. Durante il G20 in India, quando Vladimir Putin accennò a una via diplomatica, fu la stessa Giorgia Meloni a ergersi a paladina dell’intransigenza, rifiutando qualsiasi mediazione. Questa non è politica estera, è miopia strategica. Hanno prima affossato sistematicamente ogni canale di dialogo, e ora, di conseguenza, ci presentano il conto: un conto salatissimo, che si paga in soldi, risorse e, in ultima analisi, vite umane di giovani italiani.
Crosetto sta applicando alla lettera la lezione di Machiavelli: a un popolo dalla cultura profondamente pacifista come il nostro, non puoi parlare di guerra. Devi quindi vendere il riarmo come “difesa”, la preparazione al conflitto come “prevenzione”, e la creazione di un esercito di riserva come “volontariato civico”. È un’operazione di manipolazione di una trasparenza imbarazzante.
Oltre le Alpi, i vertici militari e politici francesi parlano chiaro: “Dobbiamo prepararci all’idea di avere i nostri figli morti in battaglia”. Dichiarano la necessità di costruire più ospedali da campo. Questo, per quanto crudo, è onesto. È il riconoscimento che la posta in gioco in Ucraina è il futuro assetto geopolitico dell’Europa e che la guerra con la Russia è un’ipotesi concreta per cui prepararsi.
Crosetto, al contrario, cosa dice? Parla di “difesa italiana in ginocchio” e della necessità di “riarmarsi”. Ma non dice perché. Non dice che questo riarmo è funzionale alla visione di Ursula von der Leyen di un’Unione Europea potenza militare globale, pronta a uno scontro frontale con la Russia. Preferisce la rassicurante nebbia della retorica, lasciando intendere che si tratti di una vaga e asettica “precauzione”.
Il progetto di legge sulla riserva non è una semplice riforma tecnica. È la cartina al tornasole di un fallimento politico epocale. È l’ammissione che, avendo fallito sulla via della diplomazia, l’unica opzione che questa classe dirigente sa proporre è la preparazione alla guerra.
Chiediamo quindi che la menzogna cessi. Che il Ministro Crosetto abbia il coraggio, che non manca ai suoi colleghi francesi e dica apertamente al Parlamento e al paese che si sta preparando una riserva perché l’Italia e l’Europa stanno andando verso un conflitto armato con la Russia. Ciò significherà mandare i nostri figli a morire, con un costo umano spaventoso e moralmente inaccettabile.



ma si facciamola la guerra alla russia spezziamogli le reni mandiamoli al macello come nel 40
Vogliono la guerra a tutti i costi!!!
una guerra contro la russia potrebbe portare seriamente al crollo della ue voglio vedere come faranno a mandare soldati i giovani oggi non vanno a lavorare per stipendi bassi preferendo vivere di altro figurarsi andare in guerra per 2 spicci hanno già fallito con la leva volontaria con la obbligatoria sarà anche peggio la russia dal canto suo dovrebbe stringere un alleanza con la cina per potrer battere l’occidente visto che i vigliacchi se andranno in guerra ci andranno solo ed esclusivamente con l’appoggio degli stati uniti visto che militarmente la ue è una barzelletta
quando un governo abusa del suo potere, bisogna destabilizzarlo quanto prima. La Russia da anni tratta per la pace con Zelenski, ma appena si
avvicina ad un accordo si mette in mezzo l’inghilterra od altre situazioni
torbide ………questa è una guerra pilotata a tavolino.
Esiste al giorno d’ oggi qualche povero demente che vuole entrare in guerra con la Russia ? Dico demente perché crede ancora alla storiella di Davide e Golia )))))