Il programma governativo, chiuso il 30 settembre 2024 senza aver esaurito le pratiche, lascia oltre 4.500 domande in sospeso. Storie di vite distrutte, battaglie burocratiche senza fine e un’azione collettiva in tribunale che non è ancora stata archiviata.
Kathleen ha 53 anni, faceva la fiorista, è una madre single. Dopo aver ricevuto il vaccino Pfizer ha sviluppato una pericardite severa: interventi chirurgici ripetuti, aritmie cardiache, la perdita dell’attività commerciale. Da allora sta aspettando. La sua domanda di risarcimento giace senza risposta, mentre lei non riesce a lavorare e non riceve alcun sostegno economico.
«Ho perso il mio sostentamento, non riesco a lavorare e non ho alcun supporto finanziario mentre la mia richiesta resta in sospeso», ha dichiarato alla trasmissione 7:30 della ABC. «Ho fatto la cosa giusta facendomi vaccinare. Ora sono stata completamente abbandonata.»
Chris ha 52 anni, era responsabile della logistica. Dopo il vaccino AstraZeneca ha sviluppato la sindrome di Guillain-Barré, poi reclassificata come polineuropatia infiammatoria demielinizzante cronica — la forma cronica della stessa malattia. Oggi vive con neuropatia severa, annebbiamento mentale e stanchezza cronica. Ha bisogno di farmaci quotidiani e di un’infusione settimanale.
«Ho perso la capacità di lavorare e di condurre una vita normale» , ha spiegato.
E anche dopo aver finalmente ricevuto un risarcimento parziale, è stato colpito da un’enorme bolletta fiscale: il governo ha tassato tutti i guadagni passati e futuri riconosciuti nell’arco di un singolo anno, recuperando di fatto oltre un terzo della somma ricevuta.
«È come essere puniti due volte per qualcosa che non era colpa mia», ha detto.
Quelle di Kathleen e Chris non sono storie isolate. Sono diventate il simbolo di una crisi sistemica che il programma 7:30 dell’emittente pubblica australiana ABC ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica: migliaia di australiani che hanno subìto effetti avversi gravi dai vaccini anti-Covid si trovano oggi senza risorse, senza risposte e senza prospettive.
Lo schema di indennizzo: cos’era e cosa non ha funzionato
Nel 2021, in riconoscimento del rischio raro ma reale di lesioni gravi da vaccino, e a sostegno del programma di vaccinazione anti-Covid, il governo australiano ha introdotto uno schema di risarcimento per le richieste relative al vaccino Covid. L’obiettivo era fornire un processo semplice e snello per indennizzare chi aveva subìto una lesione da moderata a grave, senza la necessità di complessi procedimenti giudiziari.
Lo schema era aperto a coloro che avevano subìto effetti avversi riconosciuti da qualsiasi vaccino anti-Covid approvato per l’uso in Australia. Tra gli effetti avversi riconosciuti figuravano condizioni cardiache come miocardite e pericardite, certi tipi di trombosi, l’eritema multiforme (una grave patologia cutanea), la mielite trasversa (infiammazione del midollo spinale), la sindrome da perdita capillare e la sindrome di Guillain-Barré.
Per essere ammessi al risarcimento, era necessario dimostrare che la reazione avversa aveva comportato almeno 1.000 dollari australiani di spese vive o di reddito perduto. I familiari potevano presentare domanda anche per conto di una persona deceduta dopo la vaccinazione, qualora questa avesse manifestato una delle condizioni cliniche riconosciute. Il governo non aveva fissato un tetto massimo all’importo totale risarcibile per persona.
Tuttavia, lo schema è risultato non idoneo allo scopo e ha finito per causare danni economici, fisici e psicologici aggiuntivi a chi aveva già subìto una lesione da vaccino. E il 30 settembre 2024 ha chiuso i battenti: chi non ha presentato domanda in tempo o ha manifestato danni da vaccino anti-Covid successivamente a quella data non può più accedere ad alcun risarcimento.
«Un sistema disfunzionale»: la denuncia di Justice for Vaccine Injured
Tanya Neilson, fondatrice e direttrice della campagna Justice for Vaccine Injured, ha dichiarato che lo schema si è trasformato in un incubo burocratico invece di essere la rete di sicurezza che avrebbe dovuto essere.
«Questo schema avrebbe dovuto dare alle persone la fiducia di vaccinarsi, sapendo che sarebbero state sostenute se qualcosa fosse andato storto», ha detto Neilson. «È invece diventato un sistema completamente disfunzionale — lento, complesso, incoerente e profondamente ingiusto, che lascia australiani gravemente malati a combattere contro il proprio governo per ricevere aiuto.»
Neilson, avvocato specializzato in infortuni con oltre vent’anni di esperienza, ha aggiunto:
«Nella mia carriera non ho mai incontrato uno schema così complesso e problematico come questo.»
La campagna ha rivolto al governo federale una serie di richieste urgenti: elaborare con criteri equi e coerenti le oltre 4.500 domande di risarcimento ancora in sospeso, e introdurre uno Schema Nazionale di Risarcimento per i Danni da Vaccino che copra una gamma più ampia di lesioni riconosciute.
«il governo guidato da Anthony Albanese non ha progettato questo sistema, ma ora ha l’opportunità e la responsabilità di correggerlo», ha affermato Neilson. «Gli australiani che hanno fatto la cosa giusta vaccinandosi non devono essere abbandonati a soffrire in silenzio.»
32 milioni di dollari pagati, migliaia ancora in attesa
Il governo australiano ha pagato più di 32 milioni di dollari in risarcimenti a persone che hanno avuto reazioni avverse ai vaccini anti-Covid. Una cifra che tuttavia racconta solo una parte della storia: il dipartimento della Salute non ha fornito dettagli sul numero totale di domande presentate, né su quante siano state approvate o rifiutate.
Al 27 marzo 2025, risultavano 1.048 decessi segnalati e oltre 141.000 eventi avversi associati ai vaccini anti-Covid, a fronte di circa 73 milioni di dosi somministrate. La TGA — la Therapeutic Goods Administration australiana, l’ente regolatore dei farmaci — ha indicato che circa il 15% degli eventi avversi segnalati, ovvero circa 22.000 casi, è classificato come «grave».
Le difficoltà pratiche: medici reticenti, moduli kafkiani
Il racconto di Michelle Grace Hunder, una donna di Melbourne che ha sviluppato pericardite dopo le prime due dosi del vaccino Pfizer, illustra un altro aspetto del problema: non solo il sistema è complesso, ma scoraggia attivamente i richiedenti.
Hunder ha scelto di non presentare domanda allo schema governativo e ha invece aderito a un’azione collettiva contro il governo federale, avendo constatato che molte persone nei suoi gruppi di sostegno avevano visto le proprie domande respinte. Ha detto che i professionisti sanitari con cui era entrata in contatto erano riluttanti a collegare il vaccino alle condizioni di salute manifestate, e ancor di più a mettere tutto per iscritto. Alla fine, un cardiologo ha documentato che la sua condizione era «in linea con quanto si osserva nella pericardite indotta dal vaccino».
Hunder ha descritto il processo di richiesta come «molto laborioso, molto stressante e molto ri-traumatizzante», e ha riferito che la maggior parte dei suoi conoscenti che avevano tentato di presentare domanda erano stati respinti.
L’azione collettiva che il governo non riesce a fare archiviare
Parallelamente alle vicende dello schema di indennizzo, si svolge una battaglia legale che ha raggiunto un passaggio cruciale. Un’azione collettiva per danni da vaccini anti-Covid contro il governo australiano si è bloccata, ma non è ancora terminata, dopo che un giudice ha negato la richiesta del governo di archiviare il caso.
Oltre duemila persone danneggiate da vaccini anti-Covid e familiari di deceduti si sono uniti all’azione come membri, cercando di ritenere responsabili i principali funzionari governativi e di ottenere un risarcimento per i danni e le perdite subìte.
I convenuti nell’azione collettiva includono il governo australiano, l’ex capo del Dipartimento della Salute, il professor Brendan Murphy, l’ex capo della TGA, il professor John Skerritt, l’ex ministro della Salute Greg Hunt e l’ex Chief Medical Officer, il professor Paul Kelly.
L’azione sostiene che i convenuti hanno approvato i vaccini senza le prove o le basi logiche necessarie «per determinare ragionevolmente che i vaccini fossero sicuri, efficaci e con un profilo rischio-beneficio positivo». Si argomenta inoltre che la TGA «non ha adempiuto al suo dovere di regolamentare adeguatamente i vaccini anti-Covid-19, causando danni considerevoli agli australiani».
La dottoressa Melissa McCann, medico di base nelle Whitsundays che ha avviato la causa, ha dichiarato dopo la decisione del giudice di essere «molto grata per quest’ultima opportunità di preparare e depositare una domanda di ricorso che sia accettabile per il tribunale».
Un aspetto che ha suscitato sconcerto nell’opinione pubblica riguarda una delle argomentazioni difensive del governo federale: la dichiarazione secondo cui «non si poteva dimostrare che alti funzionari governativi avessero un dovere di cura nei confronti degli australiani».
Il vuoto sistemico: Australia indietro rispetto agli altri paesi sviluppati
Al di là della vicenda specifica dei vaccini anti-Covid, emerge un problema strutturale di lungo corso. A differenza di molti altri paesi sviluppati, l’Australia non dispone di uno Schema Nazionale di Risarcimento per i Danni da Vaccino a copertura di una gamma più ampia di vaccini.
La legislazione per introdurre e allocare fondi a sostegno di uno schema australiano di risarcimento per tutti i vaccini è in ritardo. La bozza della Strategia Nazionale di Immunizzazione 2025–2030 ha accennato all’opportunità di esplorare la fattibilità di uno schema senza colpa per tutti i vaccini finanziati dal governo australiano, senza però impegnarsi in un tale programma.
In Australia, le persone con danni da vaccini non Covid, o danni da vaccini Covid non coperti dall’attuale schema, devono sobbarcarsi i costi associati alla propria lesione in maniera autonoma o accedere all’assistenza sanitaria pubblica, senza ricevere alcun risarcimento per la loro sofferenza.
Il professore Nicholas Wood, dell’Università di Sydney, è tra gli esperti che ritengono urgente colmare questa lacuna: uno schema australiano di risarcimento per i danni da vaccino, che copra tutti i vaccini del programma nazionale di immunizzazione e non solo quelli pandemici, dovrebbe essere considerato una componente cruciale del sistema sanitario pubblico e un impegno di responsabilità sociale verso tutti gli australiani.
Una promessa non mantenuta
Il quadro che emerge è quello di una promessa fatta dallo Stato ai propri cittadini — vaccinatevi, vi tuteleremo se qualcosa va storto — e poi ritirata, o almeno eseguita in modo così lacunoso da renderla quasi priva di senso.
Neilson ha sottolineato che l’introduzione di uno Schema Nazionale di Risarcimento per i Danni da Vaccino sarebbe determinante per rafforzare la fiducia del pubblico australiano nella vaccinazione, migliorare l’efficacia vaccinale e ottenere i migliori risultati possibili per la salute pubblica in caso di future epidemie o pandemie.
Nel frattempo, Kathleen aspetta ancora. E Chris, che ha già ricevuto qualcosa, ha dovuto cederne più di un terzo al fisco. E migliaia di altri australiani continuano a combattere contro lo stesso governo che li aveva incoraggiati a vaccinarsi.
Fonti:
Comunicato stampa — Justice for Vaccine Injured / Medianet https://newshub.medianet.com.au/2025/09/abc-exposes-federal-governments-broken-covid-19-vaccine-injury-claims-scheme/120221/
SBS News — Schema di risarcimento Covid, chiusura e dati https://www.sbs.com.au/news/article/australias-covid-vaccine-compensation-scheme-is-closing-heres-how-much-it-has-paid-out/vmsag6lb7
ABC News Australia — https://www.abc.net.au/news/2025-09-24/fight-for-compensation-for-covid-19-vaccination-injuries/105808630
Sito ufficiale dell’azione collettiva https://www.covidvaxclassaction.com.au/
Sentenza integrale — Rose v Secretary of the Department of Health and Aged Care [2025] FCA 339 https://canucklaw.ca/wp-content/uploads/Decision-Of-Justice-Anna-Katzmann.pdf
Letters from Australia — resoconto udienza dicembre 2024 https://lettersfromaustralia.substack.com/p/covid-vaccine-injured-face-tense
Letters from Australia — sentenza 10 aprile 2025, ultima possibilità https://lettersfromaustralia.substack.com/p/covid-vaccine-injured-have-one-last
Daily Declaration — governo non riesce a far archiviare il caso https://dailydeclaration.org.au/2025/04/14/aus-gov-fails-quash-covid-vaccine-injury-class-action/
Public Health Policy Journal — analisi della sentenza https://publichealthpolicyjournal.com/australias-covid-19-vaccine-injury-class-action-collapses-in-court/
The Conversation — articolo del prof. Nicholas Wood (Università di Sydney) https://theconversation.com/in-the-rare-event-of-a-vaccine-injury-australians-should-be-compensated-232396
Università di Sydney — https://www.sydney.edu.au/news-opinion/news/2024/09/26/in-the-rare-even-of-a-vaccine-injury-australians-should-be-compensated.html
NCIRS — perché l’Australia ha bisogno di uno schema nazionale https://ncirs.org.au/why-australia-needs-vaccine-injury-compensation-scheme



Vedo che non siamo i soli… Io sono uno dei Patrioti che non si piegarono, pur a nostro discapito da sospesi un mese e mezzo senza stipendio (da over 50), ma va benissimo così. La cosa triste è leggere più volte da loro: “… ho fatto la cosa giusta facendomi vaccinare”… Beh, allora siete stupidi pur se sfortunati e mi spiace, come lo foste allora!
Onore a noi, che abbiamo resistito alla propaganda, agli insulti e alle minacce! 🤚🖤
mi dispiace disilludere le vittime dei sieri sperimentali ma SE i governi
hanno usato questo mezzo per eliminare buona parte della popolazione, come affermava anni fa un militare americano, non è logico risarcire le vittime predestinate o loro famiglie. Ognuno eseguiva un ordine ………
Chiaramente è un’ipotesi non certezza.