Il segretario alla Difesa britannico, John Healey, ha dichiarato che il drone di fabbricazione iraniana che ha colpito la base RAF Akrotiri a Cipro non proveniva direttamente dall’Iran. Il velivolo, del tipo Shahed, è stato analizzato dalle autorità britanniche, che hanno esaminato la sua traiettoria e le capacità di volo, arrivando alla conclusione che non è partito dal territorio iraniano. Healey ha sottolineato che questo dettaglio è importante per evitare fraintendimenti: il fatto che il drone fosse di origine iraniana non significa automaticamente che l’Iran abbia lanciato l’attacco.
Il ministro ha aggiunto che l’incidente potrebbe essere una provocazione deliberata, pensata per spingere il Regno Unito a entrare in guerra.
In altre parole, un gruppo armato potrebbe aver utilizzato un drone di fabbricazione iraniana per creare tensione e cercare di coinvolgere il Regno Unito in un conflitto più ampio tra Stati Uniti, Israele e Iran, senza che l’Iran stesso fosse direttamente responsabile del lancio.
Le autorità britanniche e cipriote sospettano che il drone possa essere stato lanciato da un’altra zona del Mediterraneo, come il Libano o la Siria. L’attacco, fortunatamente, non ha causato feriti e i danni alla base sono stati limitati, ma ha comunque sollevato preoccupazioni sulla sicurezza delle basi britanniche e sulla necessità di rafforzare le misure difensive nella regione.
Il primo ministro Keir Starmer ha dichiarato che il Regno Unito non è in guerra con l’Iran e che tutte le azioni britanniche nella regione rimangono di natura difensiva, finalizzate alla protezione del personale e delle infrastrutture. Healey ha ribadito che il governo sta monitorando attentamente la situazione e che, al momento, non considera l’Iran responsabile del lancio diretto del drone.


