Nel maggio 2025, il Laboratorio di Astronomia Solare dell’Istituto di Ricerca Spaziale dell’Accademia delle Scienze Russa (IKI RAN) ha pubblicato un’immagine ripresa dallo spazio che mostrava una struttura insolita vicino al Sole, descritta come un “oggetto simile a un uccello”, con un’ala e una scia luminosa dietro.

L’oggetto sembrava enorme, con un’apertura alare stimata intorno a 150.000 km, ovvero più di 10 volte la dimensione della Terra. La sua posizione appariva a circa 2 milioni di km dalla superficie solare.
Reazioni degli scienziati
Il direttore del laboratorio di astronomia solare, Sergei Bogachev, ha descritto la foto come rara e ha incoraggiato la comunità scientifica e il pubblico a discutere e inviare osservazioni su fenomeni simili. Ha ammesso che tutte le teorie, anche quelle più speculative — inclusi alieni o teorie del complotto — erano benvenute per stimolare il dibattito, ma ha sottolineato che spiegazioni scientifiche erano particolarmente apprezzate.
“Chiediamo una discussione su cosa si tratti. In via eccezionale, sono ammesse assolutamente tutte le teorie e le discussioni, comprese quelle sugli alieni, sulla vita nel plasma e sulle teorie del complotto. Le spiegazioni scientifiche sono particolarmente gradite”, ha affermato lo scienziato.
Il fisico nucleare Evgeny Anpilogov ha suggerito che l’immagine potesse mostrare una protuberanza solare: un’espulsione di materiale relativamente freddo che si allontana dalla corona solare, intrappolato nel campo magnetico del Sole e osservato di profilo. La sua spiegazione sottolinea che l’emissione non era diretta verso la Terra, il che ha reso visibile la struttura nella sua interezza.
La seconda apparizione: febbraio 2026
Il 2 febbraio 2026 è stata pubblicata una nuova immagine dallo stesso laboratorio, che mostra nuovamente una struttura con un aspetto pressoché identico: un “uccello” con una scia di plasma dietro, che sembra replicare la stessa forma osservata nel 2025.

L’analisi delle immagini e il punto di vista scientifico
L’osservazione di due eventi quasi identici a distanza di mesi è un dato importante. Le immagini mostrano una struttura con:
- stessa morfologia,
- stessa posizione relativa nel campo visivo,
- stessa scia luminosa a impulsi,
- stessa saturazione e artefatti di immagine.
Tale ripetizione suggerisce che non sia un fenomeno casuale o un semplice artefatto isolato. Tuttavia, la comunità scientifica spiega che questo tipo di immagini può derivare da:
- Interazioni tra particelle energetiche e sensori CCD, che causano saturazione e scie luminose;
- Fenomeni solari estremamente rari e ben incanalati magneticamente, come alcune protuberanze solari o plasma ionizzato;
- Comete o detriti in prossimità del Sole, che producono scie luminose nelle osservazioni coronografiche.
Le spiegazioni più accreditate sono legate a fenomeni naturali o effetti strumentali, non a strutture fisiche solide o artificiali.
Cosa non torna
- La coerenza visiva e la forma identica nei due eventi sono difficili da spiegare con un semplice artefatto strumentale, poiché difetti o particelle energetiche tendono a produrre effetti più casuali e variabili.
- La scia a impulsi discreti, visibile in entrambe le immagini, suggerisce una struttura dinamica e non solo un riflesso o saturazione del sensore.
- Le dimensioni stimabili sono enormi, e benché ciò non sia impossibile per fenomeni solari, la forma definita è singolare e meriterebbe maggiore attenzione.
- Il fatto che gli scienziati stessi non abbiano liquidato la cosa come un artefatto noto, ma abbiano invitato a un’ampia discussione, lascia uno spazio aperto a ipotesi alternative.
Le immagini del maggio 2025 e del febbraio 2026 mostrano uno stesso fenomeno insolito, la cui interpretazione più accreditata è quella di particelle energetiche o fenomeni solari rari, ma non si può escludere completamente l’ipotesi di una struttura fisica reale, anche se finora non ci sono prove concrete.
L’ipotesi di una struttura artificiale di origine extraterrestre
Se allarghiamo lo sguardo alla pura speculazione razionale, senza cercare prove concrete, è possibile immaginare uno scenario in cui le immagini del “uccello” vicino al Sole non siano un fenomeno naturale, ma una struttura artificiale di una civiltà tecnologicamente avanzata.
- Dimensioni colossali
L’apertura alare stimata di circa 150.000 km potrebbe sembrare impossibile per la nostra tecnologia, ma per una civiltà capace di manipolare campi gravitazionali o magnetici, costruire strutture così gigantesche potrebbe rientrare nelle possibilità. - Prossimità al Sole
L’oggetto si trova in un ambiente estremo, dove radiazioni e plasma solare raggiungono valori letali per materiali conosciuti. Una civiltà avanzata potrebbe avere scudi magnetici o tecnologie per dissipare energia e proteggere la struttura, trasformando il Sole stesso in una fonte di energia praticamente illimitata. - Forma definita e ripetuta
Le immagini del maggio 2025 e del febbraio 2026 mostrano una forma simile, con scie luminose coerenti. Una struttura artificiale, progettata per sopravvivere e funzionare in un ambiente così ostile, potrebbe spiegare questa ripetizione visiva meglio di fenomeni naturali che tendono a mutare più rapidamente. - Motivazione plausibile
Se l’ipotesi fosse vera, lo scopo dell’oggetto potrebbe essere legato a:- Raccolta diretta di energia solare;
- Osservazione o studio del Sole e della corona;
- Esperimenti avanzati sul plasma ad alta energia;
- Eventuali applicazioni tecnologiche che superano le nostre capacità di comprensione.
Pur restando una speculazione estrema, questa ipotesi dimostra che, se ci limitiamo alla logica e alla fisica teorica, non è fisicamente impossibile immaginare un oggetto artificiale di origine extraterrestre in prossimità del Sole.
Tuttavia, non esistono prove che confermino questa possibilità.
In assenza di dati temporali più dettagliati e conferme indipendenti, la cautela è d’obbligo. La scienza continua a osservare e analizzare, mentre il pubblico e i ricercatori si interrogano su questo “uccello” misterioso vicino al Sole. Resta dunque un mistero affascinante: un enigma che oscilla tra la scienza osservabile e le ipotesi più audaci, lasciando aperta la porta alla curiosità e all’immaginazione.


