Mosca torna a lanciare un forte monito contro qualunque nuova operazione militare contro l’Iran, affermando che un attacco — in particolare sfruttando i disordini interni — potrebbe avere ripercussioni gravissime non solo nella regione mediorientale, ma sull’intera sicurezza internazionale.
La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha pubblicato una dichiarazione ufficiale sul sito del dicastero in cui avverte:
“Chi intende usare i disordini in corso in Iran come pretesto per un nuovo attacco alla Repubblica islamica […] deve essere consapevole delle conseguenze disastrose di tali azioni per la situazione in Medio Oriente e per la sicurezza internazionale globale”.
Zakharova ha definito “catastroficamente inaccettabili” le minacce di nuove offensive esterne, criticando apertamente quelle forze che — secondo Mosca — considerano la situazione interna iraniana un’opportunità per un intervento militare.
Il riferimento implicito di Mosca è diretto soprattutto alle dichiarazioni di alcuni leader internazionali che hanno valutato opzioni militari nel contesto delle proteste e delle tensioni in Iran, dove il presidente degli Stati Uniti ha espresso sostegno ai manifestanti dicendo che “l’aiuto è in arrivo”.
Secondo la Russia, un intervento militare straniero rischierebbe non solo di aggravare un quadro già estremamente teso, ma di provocare una spirale di conflitto più ampia con impatti imprevedibili. Nel suo messaggio, il ministero degli Esteri ha richiamato l’attenzione sulla necessità di rispettare il diritto internazionale e ha respinto l’idea di sfruttare la situazione di instabilità interna per giustificare interferenze esterne.
Il contesto di questo avvertimento è segnato da settimane di proteste in Iran, nonché da forti tensioni diplomatiche e possibili pressioni esterne sulla leadership di Teheran. La posizione russa, tradizionalmente vicina a quella iraniana su molte questioni geopolitiche, ribadisce la richiesta di evitare escalation militari e di ricercare soluzioni attraverso il dialogo.


