Donald Trump, l’ex presidente degli Stati Uniti, non smette mai di sorprendere con le sue mosse politiche controverse, ma la sua ultima proposta sembra essere una delle più azzardate e pericolose della sua carriera.
La proposta che gli Stati Uniti potrebbero estendere all’Ucraina una “garanzia di difesa simile all’articolo 5 della NATO”, senza che il Paese diventi membro dell’Alleanza, rappresenta una delle mosse più irresponsabili e pericolose che Donald Trump abbia mai lanciato.
L’articolo 5 della NATO è un principio sacro: un attacco a uno degli alleati è considerato un attacco a tutti, e obbliga gli altri membri a rispondere con la forza.
Questo impegno, se formalizzato, non solo sfida le regole fondamentali della sicurezza collettiva internazionale, ma rischia di portare direttamente alla guerra totale. Una guerra in cui, senza alcuna ombra di dubbio, l’intero Occidente sarebbe coinvolto, con tutte le devastanti implicazioni che ne deriverebbero.
Un passo verso una guerra globale inevitabile
Quello che Trump sembra non comprendere – o forse ignora deliberatamente – è che un impegno formale a proteggere l’Ucraina da un attacco esterno, senza che essa sia parte della NATO, equivarrebbe a dichiarare guerra a una potenza nucleare come la Russia. La Russia ha già mostrato chiaramente che considererà ogni supporto militare significativo da parte dell’Occidente come una provocazione diretta, e una “garanzia” di difesa come quella dell’articolo 5 sarebbe percepita da Mosca come una minaccia diretta alla sua sicurezza nazionale.
La garanzia di difesa NATO per l’Ucraina, senza che essa faccia parte formalmente dell’Alleanza, sarebbe un atto di guerra camuffato. Con una guerra in corso, è impossibile non violarlo. Questo significa che, se la Russia non smettesse immediatamente di attaccare l’Ucraina, gli Stati Uniti e i loro alleati sarebbero obbligati a rispondere.
L’escalation sarebbe garantita, e ogni giorno che passa ci avvicina alla catastrofe di un conflitto su scala totale.
Se gli Stati Uniti si impegnano a difendere l’Ucraina come se fosse un membro della NATO, l’idea di mantenere una “guerra limitata” diventa impossibile. Ogni attacco alla sovranità ucraina diventa un atto di guerra contro l’intero blocco occidentale. È la certezza di una guerra totale, senza possibilità di ritorno.
La Russia, la potenza nucleare: un passo troppo azzardato
Con la Russia come antagonista, il rischio di escalation nucleare è concreto. Donald Trump dovrebbe essere consapevole del fatto che Mosca non esiterebbe a rispondere con tutte le risorse a sua disposizione se percepisse un attacco diretto o una minaccia esistenziale. Gli Stati Uniti, impegnati in una guerra diretta con la Russia, non avrebbero altra scelta che rispondere con la forza. E in un conflitto di queste proporzioni, le armi nucleari non sono un’opzione astratta, ma una possibilità concreta e devastante.
La protezione dell’Ucraina, senza l’adesione formale alla NATO, avrebbe effetti disastrosi: porterebbe la guerra dai confini dell’Ucraina ai territori della NATO stessa, coinvolgendo l’intera Europa e, potenzialmente, il resto del mondo. Non c’è “spazio” per un conflitto limitato in questa situazione. La guerra sarebbe totale e, in un mondo nucleare, ogni errore potrebbe significare la fine del mondo come lo conosciamo oggi.
Non solo Trump, ma anche i membri del Congresso e i leader politici statunitensi dovrebbero rendersi conto che una guerra totale contro la Russia non è una questione che può essere presa alla leggera. Non si tratta di una “guerra per procura” o di un conflitto limitato, ma di un’eventuale guerra mondiale, con le sue conseguenze devastanti per la vita sulla terra.



Trump è una scheggia impazzita che pensa solo al guadagno ,occupazioni del territorio e potenze militari.
io personalmente non mi sono mai fidato di trump anche se devo riconoscere che il suo tentativo di salvare la pace sembra sincero infatti egli predeve articolo 5 ma anche donbass alla russia essendo il donbass russo non ci vedo neinte di ingiusto vediamo come finira
Sai che significa mettere l’articolo 5 in un paese in guerra?