L’Associazione Medica Israeliana (IMA) ha annunciato una ferma opposizione al coinvolgimento dei medici nel processo di esecuzione previsto dal nuovo emendamento sulla pena di morte per i terroristi, approvato in prima lettura dalla Knesset. La proposta di legge introduce l’esecuzione tramite iniezione letale, un metodo che richiederebbe personale sanitario per essere attuato.
La posizione dell’Associazione Medica
Il Bureau Etico dell’IMA ha ribadito che nessun medico israeliano potrà partecipare, né direttamente né indirettamente, alla procedura. L’organizzazione ha richiamato le linee guida internazionali e i codici deontologici che vietano l’uso della competenza medica per scopi punitivi e non terapeutici.
Secondo la posizione ufficiale, ai medici sarà vietato:
- somministrare l’iniezione letale,
- monitorare parametri vitali durante l’esecuzione,
- stabilire l’idoneità fisica del condannato,
- fornire consulenze tecniche o logistiche relative alle procedure.
L’IMA ha motivato il rifiuto affermando che la professione medica «non può trasformarsi in uno strumento dello Stato per causare la morte di una persona».

Il contenuto della proposta di legge
È passato alla prima lettura in Knesset un disegno di legge, promosso dal ministro della Sicurezza Nazionale Itamar Ben-Gvir (partito Otzma Yehudit), che reintroduce la pena di morte per certi atti di “terrorismo”.
Cosa prevede davvero il disegno di legge sulla pena di morte in Israele
I punti principali della proposta
Ambito di applicazione
- La pena di morte sarebbe obbligatoria per chi commette omicidio motivato da “razzismo o ostilità verso un gruppo” e con l’intento di danneggiare lo Stato di Israele e la “rinascita del popolo ebraico nella sua terra”.
Secondo i critici (tra cui l’Israel Democracy Institute), la formulazione è discriminatoria: verrebbe applicata quasi esclusivamente a “terroristi” arabi/palestinesi.
Procedura nei tribunali militari
- Il disegno di legge modificerebbe le regole per i tribunali militari: basterebbe una maggioranza semplice di giudici per imporre la condanna a morte, anziché l’unanimità.
Non ci sarebbe la possibilità di “commutare” (ridurre) la pena una volta che la condanna diventa definitiva.
Esecuzione
- L’esecuzione dovrebbe avvenire entro 90 giorni dalla sentenza definitiva.
- Il metodo proposto è l’iniezione letale, eseguita dal servizio carcerario (Israel Prison Service).
- Il progetto di legge include un divieto di appello (“without the possibility of appeal”), secondo quanto emerso nei dibattiti in commissione.
Motivazione ufficiale
- I promotori affermano che la pena di morte è giustificata perché l’ergastolo non sarebbe deterrente sufficiente: molti condannati per terrorismo, secondo il testo del disegno, hanno visto ridurre le loro pene in scambi di prigionieri.
- L’obiettivo dichiarato è “tagliare il terrorismo alla radice” instaurando un forte deterrente.
Le critiche più forti
- Discriminazione: secondo l’Israel Democracy Institute, la legge mira solo a “terroristi arabi”, creando un doppio regime punitivo.
- Legalità e diritti umani: alcune organizzazioni affermano che la legge contravverrebbe agli obblighi internazionali di Israele.
- Mancanza di appelli: l’assenza (o la drastica riduzione) delle possibilità di ricorso è vista come una violazione dei principi di giustizia.
Reazioni politiche
La presa di posizione dei medici ha provocato immediate reazioni politiche. Alcuni esponenti della maggioranza hanno criticato l’IMA, dichiarando che lo Stato «troverà comunque professionisti disponibili» a condurre le esecuzioni. Altri hanno accusato l’associazione di interferire con un processo legislativo volto a rafforzare la sicurezza interna.
All’interno del governo è stato inoltre discusso l’invio di una delegazione all’estero per studiare i protocolli di esecuzione in Paesi che adottano la pena capitale, in particolare gli Stati Uniti.
Un nodo aperto per l’attuazione della legge
Il netto rifiuto dell’Associazione Medica apre un problema operativo cruciale: se la legge dovesse essere approvata, le autorità dovranno stabilire chi potrà legalmente e tecnicamente eseguire le condanne. Senza il coinvolgimento dei medici, la procedura rischia di diventare difficilmente applicabile.
Al momento, la legge deve ancora passare le successive letture parlamentari. Il disegno di legge ha passato solo la prima lettura in Knesset (39 voti a favore, 16 contrari). La distanza tra governo e comunità medica rimane ampia e potrebbe influire sul percorso legislativo nelle prossime settimane.



qualcosa mi dice che i vari alfieri contro la pena di morte come nessunotocchicaino non diranno una parola contro questa legge
qualche deficente politico e giornalista italiano a definito israele lunica democrazia del medio oriente bo non mi pare
i politici italiani e il giornalismo italiano sono tutti al servizio dei sionisti
se nessun politico di peso ha mai preso posizione contro israele negli ultimi 30 anni ci sarà un motivo l’ultimo fu Craxi ai tempi di sigonella quindi anni ottanta circa 40 anni fa
Non esistono più politici, sono tutti servi.
in diversi contesti si cambiano le regole e dall’unanimità si
passa alla maggioranza utile per approvare cio’ che
fa comodo. I dissidenti diventano terroristi , narcotrafficanti ,
e ci troviamo stretti nella morsa senza possibilità di uscita.
Togliendo pure le condizioni per appellarsi ………………fra dico e non
dico, faccio e non faccio ……..