In un inaspettato colpo di scena, Piers Morgan ha chiesto pubblicamente scusa a Novak Djokovic, ammettendo di aver esagerato nelle sue critiche e di aver usato un linguaggio troppo duro nei confronti del campione serbo. Le scuse arrivano dopo una lunga serie di attacchi personali e pubblici che Morgan aveva lanciato contro Djokovic, specialmente in relazione al caso legale dell’Australian Open 2022 e alle sue posizioni contro il vaccino contro il COVID-19.
Nel gennaio 2022, Novak Djokovic fu al centro di uno dei casi più discussi nella storia recente del tennis. Il campione serbo venne espulso dall’Australia e privato della possibilità di partecipare agli Australian Open perché non era vaccinato contro il Covid-19. Sebbene avesse ricevuto un’esenzione medica grazie al fatto di aver contratto il virus poco prima del viaggio, le autorità australiane ritennero che non soddisfacesse i requisiti per l’ingresso e inizialmente gli revocarono il visto. Dopo un ricorso, il visto fu temporaneamente reintegrato, ma pochi giorni dopo il ministro dell’Immigrazione Alex Hawke utilizzò poteri speciali per annullarlo nuovamente, citando motivi di “ordine pubblico” e possibili tensioni legate al dibattito sui vaccini. Il 16 gennaio 2022 Djokovic fu infine espulso dall’Australia.
Durante questa vicenda, l’opinionista Piers Morgan accusò Djokovic di diverse cose: lo definì un “imbroglione delle regole Covid”, un “bugiardo nei moduli d’immigrazione” e persino un’“icona anti-vaccino”. Queste affermazioni contribuirono a una forte pressione mediatica sul tennista e a una percezione pubblica negativa nei suoi confronti.
Ora Morgan ha fatto un passo indietro e ha chiesto scusa a Djokovic per le accuse e il linguaggio intemperante usato all’epoca. Ha ammesso di aver frainteso la situazione e di non aver considerato correttamente i fatti: Djokovic aveva contratto il Covid settimane prima, compilato correttamente i moduli richiesti e non aveva violato le regole.
Morga (intervistatore)
«Inizio chiedendo scusa. E lo faccio per questo: sono stato molto critico nei tuoi confronti riguardo allo scandalo del Covid in cui sei stato coinvolto. In poche parole, sei stato espulso dall’Australia per quello che, a prima vista, dai resoconti dei media, sembrava fosse un tentativo di aggirare le regole per poter giocare agli Australian Open senza aver fatto il vaccino contro il Covid.
Quando è diventato chiaro che avere il vaccino non cambiava il rischio di trasmettere il virus, per me a quel punto è diventata una scelta personale, dato che il pericolo potenziale era irrilevante rispetto alla decisione di vaccinarsi o meno.
Quando sono emerse più informazioni sulla tua situazione — il fatto che avevi avuto il Covid alcune settimane prima di andare in Australia, il fatto che non avevi realmente fatto nulla di sbagliato nel compilare i moduli, e che alla fine la decisione di espellerti era politica, presa probabilmente per l’indignazione pubblica se non avessero agito — guardando indietro e riflettendo su tutto questo, vorrei dire che mi dispiace per il linguaggio intemperante che ho usato contro di te.»
Djokovic (tennista)
«Apprezzo molto la tua onestà, grazie mille.
Sono stati tempi difficili. Non sono mai stato né a favore né contro i vaccini. Ho sempre creduto nella libertà di scelta, e questo è stato frainteso. Mi hanno etichettato da una parte o dall’altra, come se fosse tutto bianco o nero, e io ho sempre detto che non deve essere così.
Come atleta, come persona che si prende cura dell’integrità del proprio corpo e fa ricerche per capire, chiaramente, che non rappresento una minaccia per nessuno e che non ho bisogno di vaccinarmi, ho attraversato due o tre volte il Covid nell’arco di un anno e mezzo, quindi avevo già tutti gli anticorpi, eccetera.»


