L’ex pugile, noto per i video contro i borseggiatori, è stato colpito alle spalle mentre documentava attività criminali. Ferita anche una guardia giurata.
Una violenta aggressione ha scosso ieri sera la fermata Ottaviano della linea A della metropolitana di Roma. Vittima dell’assalto è stato Simone Ruzzi, in arte “Cicalone”, youtuber cinquantenne ed ex pugile seguito da quasi un milione di persone sui social, noto per i suoi video-denuncia sulla microcriminalità nelle stazioni della Capitale.
L’episodio si è verificato intorno alle 18:44 di martedì 12 novembre, a pochi passi dal Vaticano, mentre Ruzzi stava girando materiale per il suo canale YouTube “Scuola di Botte”, dedicato alla documentazione delle attività delle gang di borseggiatori che operano nella metropolitana romana.
Secondo quanto ricostruito dalla Polizia del commissariato Borgo, che ha avviato le indagini, Cicalone è stato circondato e colpito alle spalle da un gruppo di almeno cinque persone. L’aggressione ha coinvolto anche personale della vigilanza in servizio presso la stazione, rimasto ferito mentre tentava di intervenire. Gli aggressori si sono poi dati alla fuga in direzione di viale Giulio Cesare.
La dinamica dell’aggressione
La videomaker Evelina, che accompagnava Cicalone al momento dell’assalto, ha fornito una testimonianza dettagliata dell’accaduto all’agenzia Adnkronos.
“Sono profondamente sotto shock. Per fortuna non mi hanno toccata altrimenti, per la loro violenza, mi avrebbero massacrata”, ha dichiarato visibilmente scossa.
La donna ha spiegato che si trattava di “sei o sette volti noti, rom o dell’est Europa, brutti ceffi e molto aggressivi, che poco prima avevano minacciato anche le guardie giurate”. Persone che Cicalone ed Evelina avevano già incontrato in precedenti sopralluoghi e che li avevano minacciati verbalmente. “Sembravano essere più dei ‘capi’ che dei borseggiatori comuni”, ha precisato la videomaker.
“Di solito si appostano vicino alle macchinette per i biglietti, per rubare i bancomat ai turisti”.
Un’aggressione premeditata
Secondo il racconto di Evelina, l’aggressione sarebbe stata mirata e coordinata:
“Prima si sono avvicinati in due, forse anche sotto l’effetto di stupefacenti, e ci hanno lanciato offese e accuse. Dopodiché, il più grosso dei due ha preso il cellulare e ha fatto una telefonata: neanche 5 secondi dopo i due si sono scagliati contro le guardie giurate, poi sempre quello più grosso ha sferrato un forte pugno alla nuca di Simone”.
Il colpo è stato così violento che Cicalone è caduto a terra “rigido e inerme, come fosse svenuto”, subendo anche alcuni calci mentre era steso al suolo.
“Simone si sarebbe potuto difendere utilizzando lo spray al peperoncino che ha sempre con lui: ma, conoscendolo, non lo avrebbe mai usato in un luogo chiuso”, ha aggiunto Evelina.
L’intera scena è stata documentata da Evelina, che ha ripreso tutto sia con la telecamera in mano sia con gli occhiali dotati di videocamera, mentre anche la camera a 360 gradi in possesso di Cicalone ha registrato l’aggressione.
Le condizioni dello youtuber
Ruzzi è stato immediatamente soccorso dal personale del 118 e trasportato in ambulanza. Lo stesso Cicalone ha documentato l’accaduto pubblicando su Instagram una foto che lo ritrae nel retro dell’ambulanza con evidenti escoriazioni sul sopracciglio, sullo zigomo e alla bocca, accompagnata dalla didascalia:
“Infami veri da dietro in 10”.
Non è la prima volta che Cicalone subisce aggressioni durante le sue attività di documentazione. In passato è stato aggredito a Roma, a Napoli e a Firenze mentre realizzava i suoi reportage sulla criminalità di strada. Lo scorso giugno era già finito in ospedale dopo un’aggressione alla stazione Spagna della metro A, denunciando un “agguato” subito insieme alla videomaker Evelina da parte di “almeno dieci persone delle bande dei latinos”.
La reazione delle istituzioni
Alessandro Onorato, assessore ai Grandi eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale, ha espresso solidarietà allo youtuber:
“Simone è ancora in osservazione in ospedale: è surreale che personaggi noti e dediti al borseggio, nella nostra città ma anche nel resto d’Italia, siano liberi di delinquere e rimangano ad agire indisturbati”. Poi ha aggiunto: “Non è accettabile che turisti e pendolari continuino a essere bancomat di questi criminali organizzati in squadre. Non è tollerabile che talvolta la politica si indigni più di chi denuncia e documenta questi episodi rispetto a chi li compie”.
Il contesto della microcriminalità nella metro
La metropolitana di Roma rappresenta da anni uno scenario critico per quanto riguarda la microcriminalità. Le stazioni centrali e turistiche, come Termini, Spagna, Barberini e Ottaviano, registrano un flusso costante di cittadini e visitatori che crea condizioni favorevoli all’azione dei gruppi dediti ai furti con destrezza.
I borseggiatori operano spesso in modo coordinato, sfruttando affollamenti, frenate improvvise dei convogli o momenti di discesa e salita dei passeggeri. Nonostante le misure di prevenzione adottate nel tempo, come l’aumento delle pattuglie e il rafforzamento della videosorveglianza, la densità del traffico passeggeri rende difficile un controllo capillare delle aree più sensibili.
Le indagini della Polizia proseguono con l’analisi delle telecamere di videosorveglianza della stazione e dei filmati realizzati dalla videomaker e dallo stesso Cicalone, nel tentativo di identificare i responsabili dell’aggressione.



solidarietà a cicalone
vergogna sul governo cazzaro che diceva di blocco navale e invece sbarcano immigrati come e più che con la sinistra senza contare la situazione di sicurezza ormai a livello di barrios delle città italiane
alle prossime elezioni meglio state a casa
Ma questo prende sempre botte? 😂😂😂