L’aviazione israeliana ha condotto un attacco aereo nella zona di Msayleh, nel sud del Libano. Il bombardamento ha provocato la morte di un cittadino siriano e il ferimento di almeno sette persone, tra cui sei libanesi e una donna siriana, secondo quanto riportato da diverse agenzie stampa.
L’attacco ha colpito un’area dove erano parcheggiati mezzi da costruzione. Più di 300 veicoli pesanti, tra cui bulldozer ed escavatori, sono stati distrutti o danneggiati. L’area, secondo le fonti, era un deposito utilizzato da un imprenditore locale. La strada Al‑Msayleh, una delle principali vie di comunicazione nella regione, è stata danneggiata, insieme a infrastrutture circostanti come reti elettriche, negozi e abitazioni.
Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) non hanno ancora rilasciato un commento dettagliato sul raid, ma in precedenti comunicazioni hanno indicato obiettivi legati a Hezbollah nel sud del Libano.
Il Ministero degli Esteri libanese ha condannato l’attacco, definendolo una “chiara violazione della sovranità nazionale” e delle risoluzioni internazionali, in particolare la risoluzione 1701 dell’ONU, che regola il cessate il fuoco tra Libano e Israele dal 2006.
Nel frattempo, sul fronte sud, la situazione a Gaza rimane estremamente fragile. Nonostante un fragile cessate il fuoco parziale, centinaia di migliaia di sfollati stanno cercando di rientrare a Gaza City. Le condizioni umanitarie restano critiche.

