Mentre Gaza è sotto assedio, travolta da una delle crisi umanitarie più drammatiche degli ultimi decenni, Giorgia Meloni sceglie la via più infima e ipocrita: attaccare chi prova a manifestare solidarietà e difendere il diritto al dissenso, liquidando lo sciopero generale indetto dai sindacati come una mera trovata per “allungare la settimana” e approfittare di un “weekend lungo”.
In un momento in cui migliaia di vite sono a rischio e centinaia di migliaia di persone vivono nel terrore, la presidente del Consiglio italiana si preoccupa di come il popolo italiano decide di esprimere la propria indignazione. Non le interessa il sangue versato, non le importa la sofferenza dei civili palestinesi, non la tocca il senso di urgenza che chiama il mondo a fermare la carneficina. No: per Meloni tutto si riduce a un problema di “disagi” e di calendario, a un fastidio per la routine quotidiana degli italiani.
La superficialità di questo atteggiamento è davvero sconcertante. Mentre la Flotilla umanitaria viene bloccata e il suo equipaggio sequestrato nel tentativo disperato di portare aiuti vitali a Gaza e sfidare il blocco navale israeliano, invece di focalizzarsi sulla drammatica realtà e sulla sofferenza di migliaia di civili, Giorgia Meloni sceglie di attaccare i sindacati, accusandoli di sfruttare una tragedia umana per trasformare lo sciopero in una serie di “vacanze mascherate”.
Quello che emerge con chiarezza è che, per la premier, l’unica vera preoccupazione sembra essere la possibile perdita di produttività e il fastidio causato da un venerdì senza lavoro. Non la crisi umanitaria, non il dolore di Gaza, ma il semplice disagio di un’interruzione della routine lavorativa quotidiana. Un cinismo politico che mostra un totale disinteresse per le vere priorità e una preoccupazione quasi esclusiva per gli aspetti più superficiali della situazione.
È agghiacciante pensare che in una democrazia, il diritto allo sciopero — uno dei pilastri fondamentali di ogni sistema libero — venga così spregiativamente deriso dalla massima carica del governo. Invece di ascoltare la voce dei lavoratori e della società civile che manifesta solidarietà, Meloni sceglie la strada dell’insulto e della banalizzazione, mettendo da parte qualsiasi forma di empatia e responsabilità morale.
Il suo silenzio sulle azioni militari israeliane, la mancanza di una condanna forte dell’aggressione e il disinteresse per le richieste di aiuto umanitario indicano una scelta politica ben precisa: schierarsi con i carnefici e ignorare le vittime. Le parole usate per denigrare chi sciopera sembrano quasi un’offesa diretta a chi soffre, a chi chiede giustizia e sta lottando per sopravvivere in condizioni disperate.
L’Italia avrebbe bisogno di un governo che sappia parlare al cuore della comunità internazionale, che sostenga concretamente la pace e la solidarietà, che ascolti le istanze dei suoi cittadini e non le reprima con l’arroganza del potere. Invece abbiamo una premier che, di fronte alla tragedia di Gaza, si limita a fare calcoli politici e a colpire chi alza la voce contro l’ingiustizia.
Non si tratta solo di una questione di gestione dello sciopero o di strategie comunicative, ma di etica, di umanità, di coscienza. E qui, Giorgia Meloni ha dimostrato tutta la sua mancanza di empatia.



per la mellllloni dare da bere agli assetati e da mangiare a chi soffre la fame e reato siamo al paradosso e poi hanno il coraggio di parlare ad assisi ma almeno gli attivisti per gaza hanno dato un segnale di forte umanita insieme alle piazze e lei la melllloni che ne ha fatto un caso politico ma e chiaro e stretta nella morsa sionista ricordiamoci le leggi raziali dei fascisti quindi deve compiacere qualcuno
melloni fatti questi 2 anni di governo e poi sarai allopposizione ose no dedicati alle sfilate di moda
Probabilmente sara’ preoccupata perche’ le fabbriche italiane che forniscono armi per Israele oggi saranno chiuse…..Mah….
non mi meraviglia nulla di come pensa questa donna ambiziosa,
spietata ed arrivista.
Spero che chi l’ha votata non rifaccia il medesimo errore qualora
non saltassimo prima per aria, con guerrafondai basta poco..