Mentre il mondo intero si concentra sulla drammatica vicenda degli ostaggi israeliani nelle mani di Hamas, emerge una verità sconcertante: Israele detiene un numero spaventoso di ostaggi palestinesi. Questa realtà, finora sistematicamente ignorata o volutamente occultata dai media e dalla diplomazia internazionale, rappresenta il cuore oscuro di un conflitto che si nutre di sangue, paura e sopraffazione.
Il recente piano di pace proposto dal presidente Donald Trump, strutturato in 20 punti, mette in luce uno degli aspetti meno raccontati di questa guerra: lo scambio di ostaggi. Secondo il documento, entro 72 ore dall’accettazione dell’accordo, Hamas dovrà restituire tutti gli ostaggi israeliani ancora vivi e consegnare i corpi di quelli morti. Ma ciò che il piano impone a Israele in cambio è agghiacciante e rivelatore: la liberazione di oltre 1.900 ostaggi palestinesi, tra cui 250 condannati all’ergastolo catturati dopo il 7 ottobre 2023.
Questo dato sconvolgente mette a nudo una dinamica spietata e spesso taciuta nel dibattito internazionale: il conflitto israelo-palestinese non è solo un dramma umano, ma una guerra di leve, pressioni e calcoli brutali che si basa su un vasto sistema di ostaggi da entrambe le parti. Gli ostaggi israeliani in mano ad Hamas, sebbene siano al centro del dramma mediatico e dell’indignazione globale, rappresentano soltanto una frazione di un quadro molto più oscuro e complesso.
Israele, da parte sua, detiene una massa enorme di ostaggi palestinesi, molti dei quali incarcerati in condizioni che sfidano la dignità umana e che sono state denunciate ripetutamente da organizzazioni internazionali per i diritti umani. Questi ostaggi non sono semplicemente numeri o nomi su una lista, ma vittime di una strategia sistematica di repressione e intimidazione, tenuti in condizioni che rasentano la tortura psicologica e fisica. Questa rete di detenzioni rappresenta una leva potente nelle mani di Israele, un’arma silenziosa ma crudele, capace di piegare volontà e mantenere un feroce controllo sul territorio e sulla popolazione palestinese.
La proposta di Trump, ha involontariamente svelato questa verità taciuta: per ottenere la liberazione degli ostaggi israeliani, si chiede la liberazione di migliaia di ostaggi palestinesi. Una dinamica che mette in luce il baratro di ingiustizie e compromessi sporchi in cui è intrappolato questo conflitto. È la conferma che dietro ogni narrazione ufficiale e ogni appello alla pace si nascondono calcoli brutali e interessi feroci, che difficilmente lasciano spazio all’umanità o alla giustizia.
La questione degli ostaggi, quindi, non può essere vista con superficialità o solo attraverso il prisma emotivo dei media occidentali. È un grido di dolore e una battaglia feroce per il potere e la sopravvivenza, che coinvolge migliaia di vite spezzate e famiglie distrutte da entrambe le parti. E finché questa realtà rimarrà nascosta o minimizzata, ogni tentativo di pace sarà soltanto un fragile castello di sabbia, destinato a crollare sotto il peso delle contraddizioni e delle crudeltà che definiscono questa guerra.
Ostaggi palestinesi nelle mani di Israele
- Totale ostaggi: oltre 9.500
(senza contare quelli trattenuti nei campi militari a Gaza) - Bambini: più di 350
- Donne: almeno 21
- Detenuti senza processo né accusa: 3.405
- Detenuti di Gaza sotto la legge dei “combattenti illegali”: 1.555
Confronto con il periodo pre-guerra (prima del 7 ottobre 2023):
- Totale detenuti: 5.250
- Donne: 40
- Bambini: 170
- Detenuti amministrativi: 1.320
Ostaggi israeliani nelle mani di Hamas
Il 7 ottobre 2023, Hamas ha rapito 251 israeliani.
Totale ostaggi ancora detenuti: 48



Trump si sta rivelando un altro vile affarista che mente e manipola
per ottenere guadagni spaventosi. Il clima è lo stesso :ricatti – terrori
sotto varie forme – militari alle porte. Vedo continuità nelle azioni di
Biden non certo azioni diplomatiche e pace da raggiungere.