L’Italia continua ad essere uno degli approdi principali per i flussi migratori nel Mediterraneo, e ieri ne è arrivata l’ennesima conferma: quasi 500 migranti sono sbarcati tra Lampedusa, Roccella Jonica e Reggio Calabria in una sola giornata. Numeri che smentiscono in modo clamoroso le promesse del governo Meloni, che nel 2022 aveva fatto della linea dura sui migranti – con lo slogan “porti chiusi” – uno dei suoi cavalli di battaglia.
A Lampedusa si sono registrati ben sei sbarchi nel giro di poche ore. Le motovedette della Guardia di Finanza e i mezzi Frontex hanno soccorso quattro barconi partiti dalle coste libiche di Zuwara e Zawiya, trasportando 238 persone a terra. A bordo c’erano bengalesi, egiziani, eritrei, pakistani e sudanesi. Uno di loro, con problemi respiratori, è stato trasferito d’urgenza al poliambulatorio. Gli altri sono stati condotti all’hotspot di contrada Imbriacola, che si trova nuovamente sotto pressione.
In serata, altri due barconi sono stati intercettati: 134 migranti soccorsi, tra cui numerosi minori e una donna in stato di gravidanza avanzata. La situazione ricorda da vicino le ondate del 2023, quando il sistema di accoglienza andò vicino al collasso.
Anche la costa jonica non è rimasta fuori da questo nuovo flusso: una motovedetta ha attraccato a Roccella Jonica con 93 persone soccorse in mare, provenienti da Iraq, Iran, Afghanistan e Pakistan. Sempre ieri, altri 14 migranti sono sbarcati a Reggio Calabria dalla nave umanitaria Sea Eye 5.
Eppure, il governo Meloni continua a rivendicare il controllo della situazione. Una narrazione sempre più distante dalla realtà dei numeri: oltre 32.000 migranti sono approdati in Italia dall’inizio del 2025, quasi 3.000 in più rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Un aumento che smentisce ogni proclama elettorale sui “confini protetti” e sulle “partenze fermate alla radice”.
Il Bangladesh si conferma tra le principali nazionalità di provenienza, insieme a numerosi Paesi del Corno d’Africa e dell’Asia centrale. Le partenze dalla Libia non accennano a diminuire, mentre l’accordo con Tunisi, ampiamente propagandato dal governo come un successo diplomatico, ha mostrato gravi limiti nel contenere i flussi.
Le promesse di blocco navale, respingimenti sistematici e “tolleranza zero” si stanno rivelando propaganda vuota. La realtà è che l’Italia continua ad affrontare l’emergenza migranti con strumenti logori e strutture insufficienti. Mentre gli hotspot si riempiono e i sindaci chiedono aiuto, da Roma si continuano a invocare soluzioni che non arrivano.
Quella dei “porti chiusi” appare ormai come una promessa tradita. I numeri parlano chiaro, e l’ondata di sbarchi di ieri è solo l’ennesima prova che le politiche migratorie del governo Meloni, più ideologiche che efficaci, non stanno reggendo l’urto della realtà.



questo serva di lezione a credere alle balle dei poltiici io che erano tutti uguali non lo ho scoperto iieri losapevo dal 1998 quanto vedevo destra e sinistra votare insieme le guerre atlantiche in quell’epoca la serbia con la finta opposizione di lega e rifondazione comunista che effettivamente votarono allora contro per poi pero votare a favore e sostenere govenri che riconoscevano lo stato illegale del kosovo e in seguito votare e sostenere le guerre chiamate missioni di pace negli anaii a seguire la situazione e peggiorata e i politici gia scadenti allora sono diventuti sempre piu servi e allineati ai dettami massonici della eu di israele della nato e siamo arrivati ai giorno nosrtri con il governo piu a destra della storia di italia che tra leggi di femminicidio mancato blocco navale guerra alla russia legge fornero espansa fine vita educazione sessuale si e e dimiostrato identico al pd alla prossima state piu accorti e non votate