Il professore Bizzarri intervistato a La Verità ha rilasciato dichiarazioni relativamente ai vaccini Covid
Intervistato ai microfoni di La Verità da Alessandro Rico, il dottore Mariano Bizzarri, oncologo e professore di patologia clinica all’Università La Sapienza di Roma, ha contestato fortemente l’utilizzo dei vaccini anti Covid-19.
“Il tasso d’infezione in Italia è tra i più alti d’Europa” afferma il prof. Bizzarri, “da un lato, l’incidenza è sovrastimata per l’alto numero di persone positive ai test ma che non veicolano il virus e non sono infettanti. Come Associazione mondiale delle società di patologia clinica abbiamo pubblicato un report in cui evidenziamo che su 100 positivi, 70-80 sono falsi positivi. Questo problema non sussisteva all’inizio della pandemia, quando i tamponi venivano fatti a chi aveva sintomi e il test serviva a confermare la diagnosi. A partire da febbraio 2022 il rialzo della curva di incidenza, che andrà avanti con alti e bassi, riflette un altro fenomeno ancora e cioè la comparsa di Omicron. Il vaccino non ci protegge dalle ultime varianti“.
“Rivolgendosi a un unico bersaglio, questi farmaci hanno favorito i ceppi mutanti capaci di eluderli. Dopo 6-8 mesi la loro efficacia diventa negativa. Hanno aiutato gli over 80, ma sui più giovani sono stati inutili. Al di sopra degli 80 anni, queste vaccinazioni hanno significativamente ridotto il tasso di letalità, ma sotto gli 80 anni la protezione è stata minima e per i giovani inutile. Il tasso di letalità del Covid è dello 0,00015% sotto i 20 anni: irrilevante” continua ancora il professore Bizzarri.
“L’mRna trasferisce alle cellule le informazioni per produrre un’unica proteina, la Spike (il target). Ma se il virus modifica il target, in seguito a una mutazione, gli anticorpi sviluppati dal vaccino non sanno più cosa colpire. Il discorso vale anche per i vaccini “aggiornati”, che proteggono solo dal primo ceppo di Omicron. Un vaccino tradizionale sarebbe stato meglio, perché identificava più target” continua il prof. Bizzarri spiegando perché i vaccini starebbero favorendo la comparsa di nuove varianti.
“Devo aspettarmi un elevato tasso di mutazione da un virus a RNA, – afferma l’esperto spiegando anche che i limiti della tecnologia a mRna erano noti – mentre da sempre i farmaci a mRna hanno mostrato problemi di instabilità solo in parte risolti con l’incapsulamento del materiale genetico in particelle lipidiche. Ma ciò ha causato un altro problema, la stabilizzazione è andata oltre l’atteso e in molti casi l’mRNA del vaccino continua a trasmettere l’istruzione di sintetizzare la Spike per mesi. E questo è uno dei meccanismi che può spiegare alcune delle reazioni avverse. Uno studio su Cell, una delle più importanti riviste scientifiche, mostra che l’mRNA e la Spike del vaccino persistono per oltre otto settimane“.
Bizzarri, in un’intervista di ieri a Radio Radio, ha citato anche Bill Gates:
“ha detto con molta onestà intellettuale che questi vaccini hanno mancato i due obiettivi principali. Non hanno bloccato il contagio – facendo il vaccino non ho la garanzia che io non possa infettare, anzi infetto come e più degli altri – e hanno mostrato di assicurare una protezione molto limitata del tempo (oggi sappiamo che addirittura questa protezione diventa negativa dopo il sesto mese) con i vaccinati che sviluppano maggiori possibilità di ammalarsi“.
