Franco Bechis, in un suo intervento, solleva una questione cruciale e spinosa relativa alla comunicazione dei dati sulla pandemia da COVID-19 in Italia, con particolare riferimento alla distinzione tra decessi per e con il virus.
La sua critica si appunta sull’interpretazione e sulla divulgazione delle informazioni da parte delle autorità sanitarie, come l’Istituto Superiore di Sanità (ISS), evidenziando un presunto disallineamento tra i dati reali e la narrazione ufficiale.
Bechis prende come riferimento un rapporto ISS del 19 ottobre, che indicava in 130.000 il numero ufficiale dei decessi per COVID-19. Tuttavia, fa notare come l’analisi di un campione di 7.900 cartelle cliniche riveli un dato significativo: solo nel 2,9% dei casi il decesso è attribuibile esclusivamente al coronavirus. Nella stragrande maggioranza dei casi, il virus ha agito in concomitanza con altre patologie gravi preesistenti. Questo elemento, a suo avviso, indicherebbe che la maggior parte dei deceduti versava già in condizioni di salute estremamente compromesse.
La sua contestazione principale riguarda la validità statistica e la rappresentatività di questi dati su scala nazionale, accusando le autorità di opacità metodologica. Pur riconoscendo che i dati ISS fossero una “base” per analisi esemplificative, Bechis ne contesta l’applicazione generalizzata a tutti i decessi.
Un altro caposaldo della sua argomentazione investe la strategia comunicativa del governo. Second Bechis, nella fase iniziale della pandemia, le autorità avrebbero minimizzato l’impatto del virus, sottolineando la presenza di comorbidità per non generare panico. In una fase successiva, con l’avvento dei vaccini, la narrazione sarebbe mutata, spostando l’attenzione sulla pericolosità del virus anche per i giovani, al fine di giustificare le campagne vaccinali.
In conclusione, Bechis ribalta le accuse di manipolazione dei dati: sostiene di non essere lui a “manipolare” i numeri, bensì di essere vittima di una “fake news” costruita dalle stesse istituzioni per esigenze di comunicazione politica.



Patologie pregresse visibili dopo inoculazioni, mai prima. Quindi si firma uno scudo penale alla cieca.