Roberto Vannacci e i suoi tre deputati di Futuro Nazionale hanno scelto di votare sì alla fiducia posta dal governo sul decreto Ucraina, che include l’invio di armamenti a Kiev. Una scelta che ha suscitato stupore e polemiche, perché va in netto contrasto con la loro posizione ufficiale: sono contrari al contenuto del decreto.
Vannacci ha cercato di giustificare il voto come una necessità politica: “Abbiamo votato la fiducia non perché condividiamo il decreto, ma per garantire la stabilità dell’esecutivo,” ha dichiarato. Ma per molti osservatori questa motivazione appare debole: il gesto sembra più un compromesso opportunistico che un atto di responsabilità istituzionale.
Il paradosso è evidente: si dice “no” alle armi per l’Ucraina, ma allo stesso tempo si vota un meccanismo che permette al governo di far passare la legge che autorizza l’invio delle armi all’Ucraina. In altre parole, Vannacci e il suo partito contribuiscono a ciò che formalmente dicono di contrastare.
Il decreto, ormai approvato, permette all’Italia di fornire supporto militare e logistico all’Ucraina, una decisione che continua a dividere il Parlamento e l’opinione pubblica. Ma il caso Vannacci resta emblematico.



questa di votare dicendosi contario tentando quindi di salvare inutilmente capra e cavoli mi ricorda quegli osceni partiti di sinistra detta “estrema” che votavano le missioni di guerra proclamandosi allo stesso tempo pacifisti e tirando la scusa che se no al governo saliva la destra (con la quale rispetto alla sinistra di diverso ce solo il nome)
se il buongiorno si vede dal mattino..mi sa che l’esperimento di vannacci non andrà tanto lontano e alle prossime elezioni farà flop dal canto mio pernso che ormai non ci sia più speranza di cambiare le cose per via democratica troppi voltagabbana girati cambia-idee e bugiardi hanno ormai squalificato e reso inaffidabile il sistema dei partiti dal canto mio mi asterrò dal votare