La premier danese Mette Frederiksen ha commentato le dichiarazioni di Donald Trump sulla Groenlandia, affermando:
“Se gli Stati Uniti scegliessero di attaccare militarmente un altro Paese della Nato, allora tutto si finirebbe. Compresa la nostra Nato e quindi il sistema di sicurezza istituito dalla fine della Seconda guerra mondiale. Farò tutto il possibile per impedire che ciò accada”.
Trump aveva dichiarato: “Abbiamo bisogno della Groenlandia dal punto di vista della sicurezza nazionale”, sostenendo che il governo danese non garantirebbe adeguatamente la sicurezza dell’isola: “Sapete cosa ha fatto di recente la Danimarca per rafforzare la sicurezza in Groenlandia? Hanno aggiunto un’altra slitta trainata da cani”, ha ironizzato Trump.
Il sostegno europeo è arrivato dalla Germania, con il ministro degli Esteri Johann Wadephul:
“La Groenlandia, come le Isole Faroe, fa parte del Regno di Danimarca e, poiché la Danimarca è membro della Nato, anche la Groenlandia sarà difesa dalla Nato in linea di principio. E se ci saranno ulteriori esigenze per rafforzare gli sforzi di difesa riguardanti la Groenlandia, dovremo discuterne nell’ambito dell’alleanza”,
Anche la Spagna ha espresso il suo sostegno, con il premier Pedro Sánchez:
“Il rispetto della sovranità e dell’integrità territoriale di tutti gli Stati è un principio non negoziabile. Dall’Ucraina a Gaza, passando per il Venezuela. La Spagna sarà sempre attivamente impegnata nelle Nazioni Unite e pienamente solidale con la Danimarca e il popolo della Groenlandia”.
Trump, invece, continua a mostrare interesse personale per la Groenlandia, rilanciando vecchie strategie post-Seconda guerra mondiale, con l’obiettivo di sfruttare la rotta artica e i giacimenti di terre rare, indipendentemente dall’opinione dei suoi alleati europei.


