Un recente studio pubblicato sulla rivista Heliyon suggerisce che l’uso prolungato delle mascherine possa comportare rischi significativi per la salute, in particolare per le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti, a causa dell’esposizione a livelli elevati di anidride carbonica (CO2).
La ricerca, condotta dal team tedesco guidato da Kai Kisielinski e pubblicata nell’aprile 2023, esamina gli effetti dell’accumulo di CO2 all’interno delle mascherine durante l’uso, mostrando che, le concentrazioni di anidride carbonica possono arrivare a livelli molto più alti rispetto a quelli presenti nell’ambiente esterno.
Secondo i risultati della ricerca, dopo soli cinque minuti di utilizzo, la concentrazione di CO2 può salire dal 1,41% al 3,2%. Questo equivale a un aumento fino a 80 volte superiore rispetto allo 0,04% di CO2 presente normalmente nell’aria.
L’esposizione cronica a livelli elevati di CO2 può avere effetti dannosi per la salute, in particolare per le categorie vulnerabili come le donne in gravidanza, i bambini e gli adolescenti.
Per fare un paragone, gli esperti della Marina degli Stati Uniti hanno stabilito, sulla base di studi sui sottomarini con equipaggio femminile, che la concentrazione di CO2 non dovrebbe superare lo 0,8%, al fine di prevenire rischi come l’aumento del rischio di mortalità neonatale. In effetti, uno studio sugli animali ha dimostrato che l’esposizione prolungata a concentrazioni superiori a tale livello può portare a gravi conseguenze, tra cui la morte del Feto in via di sviluppo.
Tossicità e rischi neurologici
La ricerca tedesca riporta i risultati di studi su mammiferi esposti cronicamente allo 0,3% di CO2, che hanno evidenziato effetti devastanti sul sistema nervoso. Gli animali hanno mostrato teratogenicità – ossia alterazioni dello sviluppo embrionale – con lesioni irreversibili ai neuroni del tronco encefalico. L’apoptosi cellulare in quest’area cerebrale ha provocato deficit nell’apprendimento spaziale e comportamenti ansiosi marcati.
Nei giovani esemplari sottoposti alla medesima esposizione, la distruzione del tessuto nervoso si è tradotta in una compromissione permanente delle capacità cognitive e mnemoniche. Concentrazioni superiori allo 0,5% hanno inoltre causato tossicità a carico dell’apparato riproduttivo maschile, con alterazioni della spermatogenesi documentate istologicamente già dopo 4 ore di esposizione.
Gli autori dello studio sottolineano che, pur con le dovute distinzioni tra sperimentazione animale e utilizzo umano delle mascherine, il profilo di rischio neurologico e riproduttivo emerso dalle ricerche dovrebbe essere attentamente valutato, specialmente per le fasce più vulnerabili della popolazione.
Potenziale legame con i fenomeni osservati durante la pandemia
Gli autori dello studio sollevano interrogativi su possibili correlazioni tra l’uso prolungato delle mascherine e alcune problematiche osservate durante la pandemia. In particolare, definiscono come “prove circostanziali” il fatto che l’uso esteso delle mascherine “potrebbe essere correlato alle attuali osservazioni di mortalità neonatale” che ha registrato un incremento documentato del 28% a livello mondiale, un aumento di 3 volte in Italia durante il lockdown del 2020 e la “riduzione delle prestazioni verbali, motorie e cognitive complessive nei bambini nati durante la pandemia”, con cali che possono arrivare fino a circa il doppio rispetto ai valori medi del decennio precedente, secondo uno studio condotto in Rhode Island.
Gli autori sottolineano l’urgenza di approfondire il possibile ruolo dell’esposizione cronica alla CO2, specialmente considerando che le concentrazioni misurate sotto le mascherine superano ampiamente i limiti di sicurezza stabiliti dalla Marina USA per le donne in gravidanza.
Conclusioni e raccomandazioni
Gli autori dello studio concludono che l’imposizione di obblighi prolungati di mascherine potrebbe avere effetti negativi sulle persone vulnerabili, e in particolare sui bambini, sulle donne in gravidanza e sugli adolescenti. Gli autori sottolineano la necessità di riconsiderare le politiche di uso obbligatorio delle mascherine, considerando le potenziali ripercussioni sulla salute a lungo termine. Sebbene il rischio di esposizione alla CO2 possa variare in base al tipo di mascherina e alla durata dell’utilizzo, gli esperti invitano a bilanciare i benefici della protezione contro il Covid-19 con i rischi per la salute derivanti dall’esposizione a livelli elevati di CO2.


