Nel corso della trasmissione “Piazzapulita”, Corrado Formigli ha affrontato con parole di forte condanna la vicenda della flottiglia per Gaza intercettata dalla marina israeliana in acque internazionali. Il confronto con Maurizio Molinari ha portato alla luce le gravissime implicazioni delle scelte compiute dall’Italia.
Formigli ha rivelato che il ritiro della nave militare italiana dalla zona pochi ore prima dell’operazione israeliana non fu una semplice precauzione, ma una mossa calcolata e politicamente significativa. Secondo il diritto internazionale, una nave battente bandiera italiana è considerata territorio nazionale. Se la fregata italiana fosse rimasta e avesse assistito all’abbordaggio, avrebbe avuto l’obbligo giuridico di intervenire, anche con l’uso della forza, per difendere quella sovranità.
Questa scelta, come ha sottolineato Formigli, ha comportato una rinuncia consapevole a reagire di fronte a un atto che egli non esita a definire un “atto illegale di pirateria”. In questo modo, lo Stato italiano ha non solo compromesso la tutela dei propri cittadini sulla flottiglia, ma ha anche abdicato alla difesa della propria sovranità e del diritto internazionale.
Il ritiro della Marina, invece di essere uno strumento di protezione, è diventato il simbolo di una ritirata politico-morale. Di conseguenza, si è consolidato un pericoloso sistema a due pesi e due misure, dove le violazioni dei più forti restano impunite, mentre i più deboli sono costretti a subirle.
In sintesi, Formigli ha denunciato un’amara verità: al di là della facciata della prudenza diplomatica, si cela una sconfitta per l’Italia e per il diritto internazionale. Un atto di complicità silenziosa con una palese illegalità, che nessuno ha finora avuto la volontà o il potere di fermare.



con la coda tra le gambe, mamma mia e meglio filarsela se no le buschiamo dai sionisti
per me è omissione di soccorso non prudenza estrema