Israele ha “illegalmente detenuto” il senatore irlandese Chris Andrews, a bordo della Global Sumud Flotilla, una missione umanitaria che trasportava aiuti verso Gaza. La denuncia arriva dal partito Sinn Féin, che ha chiesto al governo irlandese di intervenire immediatamente per ottenere il rilascio del parlamentare e degli altri 22 cittadini irlandesi coinvolti.
Secondo un comunicato diffuso da Sinn Féin, “Il governo irlandese deve agire ora e pretendere il rilascio immediato e sicuro del senatore Chris Andrews e di tutti i cittadini irlandesi,”. Il partito ha definito la flottiglia “una missione pacifica e umanitaria che trasporta cibo e aiuti a Gaza. Questa violenta intercettazione è una palese violazione del diritto internazionale.”
La flottiglia trasportava acqua, medicinali e cibo: beni elementari per una popolazione assediata e stremata. Eppure, in acque internazionali, Israele ha scelto la forza. Non un’operazione di sicurezza, ma un atto di pirateria di Stato.
Il presidente irlandese Michael D. Higgins ha rincarato la dose, sottolineando come “nelle ultime settimane c’era stato un quasi consenso tra i membri delle Nazioni Unite sul fatto che uno Stato palestinese dovesse essere riconosciuto come un elemento essenziale per la pace nella regione.” E ha aggiunto: “Possiamo ben chiederci quale sia il valore di questo impegno se una flottiglia con più di 40 barche e oltre 500 persone provenienti dalla comunità internazionale, che cercano di portare aiuti umanitari – acqua, medicine e cibo a chi ne ha disperato bisogno – viene impedita nel raggiungere il suo obiettivo umanitario.”
Israele si muove con arroganza e impunità, protetto dal silenzio colpevole delle cancellerie occidentali. Intercettare una missione umanitaria non è solo un gesto politico: è criminalizzare la solidarietà e usare la fame e le malattie come armi di guerra.
Se l’Europa resta a guardare, è complice. Se il governo irlandese tace, abbandona i propri cittadini e piega la testa.
Israele non ha fermato solo una flottiglia: ha sequestrato parlamentari, civili e aiuti umanitari in mare aperto. Non è un incidente. È un crimine.



trattasi di imbarcazioni a vela prive di armi , non cavalli di Troia. Gli interventi di Israele fra droni e interruzioni vie di comunicazione
erano già fuori luogo in questi giorni, figurarsi arrestare persone che
si muovono in acque internazionali. Caliamo un velo pietoso sui
governi fuggitivi che di responsabilità verso i cittadini ne dimostrano
ben poca.