Le tensioni geopolitiche in Medio Oriente continuano a spingere verso l’alto i prezzi dell’energia, mentre negli Stati Uniti cresce la preoccupazione per l’aumento della benzina legato al conflitto con l’Iran. A intervenire sulla questione è stato l’ex presidente Donald Trump, che ha commentato l’impennata delle quotazioni del greggio sottolineando il ruolo dominante degli Stati Uniti nella produzione mondiale.
“Gli Stati Uniti sono il più grande produttore di petrolio al mondo, quindi quando il prezzo del petrolio sale, noi facciamo un sacco di soldi”.
Parola di Donald Trump, che replica così alle preoccupazioni e pressioni crescenti negli Usa per l’aumento del prezzo della benzina provocato dal conflitto con l’Iran.
Nel frattempo, la comunità internazionale prova a contenere gli effetti della crisi energetica. A fronte del boom dei prezzi del petrolio, ieri i 32 Paesi membri dell’Agenzia Internazionale per l’Energia – tra cui gli Usa e l’Italia – hanno intanto “deciso all’unanimità di lanciare il più grande rilascio di scorte petrolifere di emergenza mai effettuato” nella storia dell’agenzia.
L’obiettivo è stabilizzare il mercato e compensare le difficoltà negli approvvigionamenti causate dalle tensioni nello Stretto di Hormuz, uno dei passaggi chiave per il traffico mondiale di petrolio.
I paesi dell’Aie, ha annunciato il direttore esecutivo Fatih Birol, “metteranno a disposizione del mercato 400 milioni di barili di petrolio per compensare la perdita di approvvigionamento dovuta all’effettiva chiusura dello Stretto” di Hormuz.
Anche l’Unione Europea è coinvolta nelle decisioni operative. Gli Stati membri sono chiamati a comunicare rapidamente le proprie posizioni sull’iniziativa.
Gli Stati membri dell’Ue dovrebbero quindi notificare “entro le ore 18” di oggi le loro intenzioni riguardo alla proposta dell’Aie, ha spiegato la portavoce della Commissione Europea per l’Energia Anna-Kaisa Itkonen, durante il briefing quotidiano con la stampa, dopo che stamani a Bruxelles si sono riuniti il gruppo di coordinamento per il petrolio (Ocg, Oil Coordination Group) e quello per il gas (Gcg, Gas Coordination Group).


