La tensione tra la comunità di Minneapolis e l’ICE non accenna a diminuire. Dopo l’uccisione di Renee Good, madre americana di 37 anni, per mano di un agente dell’ICE, molte famiglie vivono nel timore costante delle operazioni dell’agenzia. Alcuni genitori hanno iniziato a pattugliare le zone intorno alle scuole per proteggere i figli, spaventati dalle retate federali che coinvolgono bambini.
Negli ultimi giorni, almeno quattro minori del distretto scolastico di Columbia Heights sono stati arrestati da agenti dell’ICE. Tra questi, un bambino di 5 anni, Liam Conejo Ramos, è stato fermato nel vialetto di casa, mentre tornava a casa dalla scuola materna insieme al padre, e portato in un centro di detenzione a San Antonio, Texas, a circa 2.000 chilometri da casa. Secondo la direttrice del distretto, Zena Stenvik, il bambino è stato utilizzato come “esca” per fermare il padre, Adrian Alexander Conejo Arias, cittadino ecuadoriano senza documenti. La foto di Liam, piccolo, con zainetto e berretto di lana, affiancato da agenti armati con il volto coperto, ha fatto il giro del web, suscitando shock e indignazione.

Altri minori sono stati fermati nelle stesse ore: due ragazze di 17 anni – una prelevata dalla sua auto mentre si recava a scuola, l’altra a casa insieme alla madre – e una bambina di 10 anni, fermata fuori dalla scuola con la madre. Tutti sono stati trasferiti in centri di detenzione lontani dalle loro famiglie.
Il Dipartimento per la Sicurezza Interna sostiene che Liam non era l’obiettivo dell’operazione e che un agente è rimasto con lui per motivi di sicurezza mentre gli altri arrestavano il padre. Tuttavia, il risultato concreto è che un bambino di cinque anni è stato separato dai suoi familiari e spedito a miglia di distanza, provocando trauma e paura nella comunità.
L’avvocato della famiglia, Marc Prokosch, ha sottolineato che padre e figlio hanno seguito l’iter legale per richiedere asilo e hanno atteso che la procedura si concludesse. Nonostante ciò, il risultato delle operazioni è stato l’allontanamento coatto di bambini e adolescenti dalle loro case.
Questi episodi sollevano interrogativi seri: l’uso di minori come strumenti indiretti per arrestare adulti senza documenti, le condizioni psicologiche dei bambini separati dalle famiglie e l’impatto su intere comunità. La paura, la sfiducia nelle autorità e la costante ansia per la sicurezza dei figli sono diventati elementi quotidiani nella vita di molte famiglie a Columbia Heights.
Mentre le autorità sostengono che le operazioni mirano a criminali, i fatti mostrano un quadro in cui i bambini innocenti diventano pedine in un apparato federale che agisce senza considerare gli effetti sulle persone più vulnerabili.


