La separazione dei poteri è uno dei principi fondamentali dello Stato di diritto e della democrazia moderna. Nasce dall’esigenza di limitare il potere politico e garantire i diritti dei cittadini, evitando che l’autorità diventi arbitraria o tirannica. La sua importanza storica, la sua funzione pratica e le conseguenze della sua assenza sono evidenti sia nella teoria che nella realtà storica.
Come nasce la separazione dei poteri
Il concetto di separazione dei poteri ha le sue radici nel pensiero politico illuminista. John Locke, filosofo inglese del XVII secolo, affermava che il potere politico doveva essere diviso per proteggere la libertà individuale. Il suo pensiero influenzò profondamente la costituzione britannica e le rivoluzioni moderne.
Il modello più famoso, però, è quello di Montesquieu, filosofo francese del XVIII secolo. Nel suo celebre libro Lo spirito delle leggi (1748), Montesquieu sosteneva che per prevenire la tirannia il potere dello Stato doveva essere diviso in tre rami distinti:
- Legislativo – che fa le leggi
- Esecutivo – che applica le leggi
- Giudiziario – che verifica il rispetto delle leggi
Montesquieu si ispirò alla Repubblica romana quando scrisse Lo spirito delle leggi, osservando come Roma bilanciasse magistrature, Senato e assemblee popolari per evitare che una sola persona dominasse lo Stato. I Romani infatti mettevano in pratica una forma primitiva di separazione dei poteri per evitare abusi. Lo Stato romano era strutturato in modo complesso:
Potere legislativo
- In origine, i comizi (assemblee dei cittadini) approvavano le leggi.
- Il Senato, pur non legislativo formalmente, aveva enorme influenza sulla politica e sulle decisioni statali.
Potere esecutivo
- I magistrati (come i consoli) esercitavano il potere esecutivo.
- Avevano il compito di applicare le leggi e guidare l’esercito.
Potere giudiziario
- I pretori e altri funzionari giudiziari decidevano le controversie e amministravano la giustizia.
Meccanismi di controllo Romano
- Collegialità: molte cariche erano doppie (due consoli, due pretori), così nessuno poteva avere tutto il potere.
- Durata limitata: i magistrati avevano mandati brevi, di solito un anno.
- Rendicontazione: alla fine del mandato, i magistrati dovevano rispondere delle loro azioni davanti al popolo o a tribunali speciali.
A cosa serve la separazione dei poteri
La separazione dei poteri ha funzioni pratiche e simboliche:
- Limitare l’arbitrio – Nessuno può decidere tutto da solo. Il parlamento fa le leggi, il governo le applica e i giudici le controllano. Questo impedisce che il potere diventi assoluto.
- Protezione dei diritti – I cittadini hanno garanzie contro abusi o ingiustizie. Se lo Stato viola la legge o i diritti fondamentali, i tribunali possono intervenire.
- Equilibrio politico – I diversi poteri si controllano a vicenda: un abuso dell’esecutivo può essere corretto dal giudiziario, una legge ingiusta può essere modificata dal legislativo.
- Trasparenza e fiducia – La divisione dei poteri rende lo Stato prevedibile e legittimo agli occhi dei cittadini.
In sostanza, la separazione dei poteri è la struttura portante della democrazia moderna e dello Stato di diritto.
Cosa accadrebbe se non ci fosse
Se la separazione dei poteri venisse meno, il rischio principale è la concentrazione del potere e la tirannia. La storia offre esempi concreti:
- Germania negli anni ’30: la concentrazione del potere nelle mani di Hitler e del partito nazista ha permesso l’abolizione delle garanzie costituzionali, portando a persecuzioni, guerra e genocidio.
- URSS sotto Stalin: il partito unico controllava legislativo, esecutivo e giudiziario, eliminando qualsiasi opposizione e instaurando uno Stato totalitario.
- Italia pre-unitaria e Regno assolutista: i monarchi che concentravano il potere potevano legiferare e giudicare senza limiti, spesso a scapito dei diritti dei sudditi.
In questi casi, l’assenza di separazione dei poteri ha significato arbitrio, violazione dei diritti e instabilità sociale. Se non c’è controllo, non c’è equilibrio: lo Stato diventa uno strumento di dominio, non di giustizia.
La separazione dei poteri non è un dettaglio tecnico del diritto, ma la garanzia fondamentale della libertà. Senza di essa, lo Stato rischia di trasformarsi in tirannia, mentre con essa i cittadini ottengono protezione, equilibrio e fiducia nella legalità. Montesquieu non formulò solo una teoria politica: indicò una regola pratica per preservare la libertà e prevenire gli abusi, una regola che rimane valida ancora oggi, in ogni democrazia moderna.


