I media iraniani riferiscono che oltre cento membri delle forze dell’ordine sono rimasti uccisi durante le proteste contro la crisi economica, mentre il presidente del Parlamento ha messo in guardia Stati Uniti e Israele da possibili attacchi di rappresaglia nel caso Washington colpisse il Paese.
L’agenzia di stampa Tasnim ha parlato complessivamente di 109 membri delle forze di sicurezza uccisi in tutto il Paese dall’inizio delle proteste.
Nel frattempo, la Mezzaluna Rossa iraniana ha confermato la morte di un proprio dipendente in seguito a un attacco contro uno dei suoi edifici di soccorso a Gorgan, capoluogo della provincia di Golestan. I media hanno inoltre riferito che sabato sera una moschea a Mashhad, nell’Iran orientale, è stata data alle fiamme, un episodio insolito nel contesto iraniano, che ha alimentato sospetti su possibili responsabilità di gruppi esterni o elementi estremisti.
Il bilancio delle vittime è emerso mentre le autorità intensificavano gli sforzi per reprimere la più grande proteste degli ultimi anni, scoppiata a causa dell’aumento vertiginoso del costo della vita a causa dell’inflazione. Migliaia di persone sono scese in piazza in diverse città del Paese.
Il Ministero degli Interni ha dichiarato che le “rivolte” si stanno gradualmente attenuando, mentre il procuratore generale ha avvertito che i capi e promotori dei disordini potrebbero rischiare la pena di morte. Sabato, Ali Larijani, alto funzionario della sicurezza, ha accusato alcuni manifestanti di aver “ucciso o bruciato persone, in modo molto simile a quanto fa l’ISIS”, facendo riferimento al gruppo armato ISIL.
Hassan Ahmadian, docente dell’Università di Teheran, ha dichiarato ad Al Jazeera che le manifestazioni, iniziate due settimane fa, sono degenerate in violenze giovedì scorso, definendo quella giornata “una delle più spaventose in Iran, anche a Teheran”.
“Negli ultimi due giorni abbiamo assistito a una diminuzione di questi episodi, anche perché vi sono stati scontri diretti con coloro che ricorrevano alla violenza”, ha spiegato. “Molte persone hanno iniziato a prendere le distanze da queste azioni”, ha aggiunto, sottolineando che “la maggioranza degli iraniani è insoddisfatta della situazione economica, ma allo stesso tempo non approva la violenza”.
Intanto il presidente iraniano Masoud Pezeshkian, in un’intervista trasmessa domenica dalla televisione di Stato, ha parlato dei piani economici del governo e delle “richieste del popolo”. Pezeshkian ha accusato Stati Uniti e Israele di voler “seminare caos e disordine” in Iran fomentando le rivolte e ha invitato la popolazione a prendere le distanze da “rivoltosi e terroristi”.
Le organizzazioni per i diritti umani hanno infine lanciato appelli alla moderazione, alla luce delle segnalazioni di vittime e arresti di massa. Gli attivisti dell’opposizione sostengono che il numero reale delle vittime sia più alto e includa decine di manifestanti.
Un video circolato sui social media, mostra un gruppo di persone aggredire un agente delle forze dell’ordine, cospargendolo di liquido infiammabile e dandogli fuoco. Le immagini, di forte impatto, documentano uno degli episodi più gravi registrati durante le recenti proteste. Secondo fonti ufficiali e analisti vicini al dossier, l’azione sarebbe riconducibile a gruppi estremisti, probabilmente giunti da fuori e non rappresentativi del movimento di protesta nel suo complesso. Le autorità sostengono che tali gruppi avrebbero sfruttato le manifestazioni per alimentare il caos e inasprire lo scontro.

