Le marine militari di diversi paesi del BRICS Plus hanno dato avvio a una grande esercitazione navale congiunta nelle acque al largo del Sudafrica, in una manovra che unisce cooperazione marittima e segnali geopolitici in un contesto internazionale sempre più teso.
L’esercitazione, denominata “WILL FOR PEACE 2026”, è stata inaugurata ufficialmente con una cerimonia alla presenza di rappresentanti militari e diplomatici. Secondo quanto riferito dai media internazionali e dall’AFP, l’evento è stato descritto non solo come un semplice addestramento, ma anche come una dichiarazione di intenti sulla cooperazione strategica tra i paesi partecipanti.
Il Sudafrica, paese ospitante e membro fondatore dei BRICS, ha schierato la propria fregata per l’operazione. La Cina e l’Iran hanno inviato cacciatorpediniere, mentre Russia ed Emirati Arabi Uniti hanno contribuito con fregate leggere/corvette.
Alla cerimonia di apertura, il colonnello Tamaha, comandante della South African Joint Task Force, ha sottolineato che l’esercitazione guidata da Pechino “non è solo un’esercitazione militare, ma anche una dimostrazione della nostra determinazione collettiva a lavorare insieme”. Ha poi evidenziato come, in un “ambiente marittimo sempre più complesso, tale cooperazione non sia facoltativa ma essenziale”, ribadendo l’obiettivo di garantire sicurezza alle vie navigabili e alle attività marittime economiche.
Partecipano ufficialmente come osservatori anche Indonesia, Etiopia e Brasile, a testimonianza dell’ampio coinvolgimento internazionale del blocco ampliato.
Il lancio delle esercitazioni arriva in un momento in cui le relazioni tra Stati Uniti e alcuni membri dei BRICS Plus sono particolarmente tese.
All’inizio di gennaio 2026, gli Stati Uniti hanno condotto un raid militare di grande portata su Caracas, la capitale del Venezuela, nel quadro di un’operazione chiamata “Absolute Resolve”. Durante questa azione le forze statunitensi hanno attaccato obiettivi strategici e catturato il presidente venezuelano Nicolás Maduro insieme a sua moglie, trasferendoli fuori dal paese.
Pochi giorni dopo questa operazione, le forze statunitensi hanno sequestrato una petroliera battente bandiera russa nel Nord Atlantico, dopo un inseguimento durato settimane. La Marina e la Guardia Costiera statunitensi hanno intercettato il vettore, ritenuto coinvolto nel trasporto di petrolio greggio in violazione delle sanzioni occidentali, con presunti collegamenti verso Venezuela, Russia e Iran.
Queste azioni illegali degli Stati Uniti hanno intensificato le critiche diplomatiche da parte del Sudafrica e da altri paesi BRICS.
L’amministrazione di Washington ha accusato il blocco di membri BRICS di rafforzare la cooperazione con Mosca e Pechino, un comportamento interpretato come un allontanamento dalle tradizionali alleanze con gli Stati Uniti e i paesi occidentali. Alcuni funzionari statunitensi hanno minacciato l’imposizione di ulteriori tariffe del 10%, oltre a quelle già vigenti a livello globale, nei confronti degli stati membri.
L’espansione dei BRICS
Il gruppo BRICS, inizialmente composto da Brasile, Russia, India, Cina e Sudafrica, si è allargato negli ultimi anni includendo Egitto, Etiopia, Iran, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e, più recentemente, Indonesia. Questo allargamento riflette la crescente aspirazione dei paesi emergenti a creare un contrappeso alle potenze occidentali, in particolare negli ambiti economico, politico e – ora – anche strategico.
L’esercitazione “WILL FOR PEACE 2026” rappresenta la manifestazione più visibile finora di una possibile evoluzione del BRICS verso una maggiore collaborazione nel settore della sicurezza marittima e della difesa, oltre che in campo economico e diplomatico.


