Yosef Eisenthal, un ragazzo ultra‑ortodosso di 14 anni, è stato travolto e ucciso da un autobus che si è lanciato contro i manifestanti che protestavano contro il servizio militare obbligatorio imposto a tutti i giovani ultra‑ortodossi dallo Stato israeliano. Altri tre ragazzi sono rimasti feriti.
Migliaia di ultra‑ortodossi protestavano pacificamente contro la legge sul servizio militare obbligatorio quando l’autobus si è lanciato contro di loro. Gli ultra‑ortodossi si oppongono a una legge che ridurrebbe drasticamente le esenzioni dal servizio militare, percepita come un attacco diretto alle loro tradizioni religiose e alla loro autonomia educativa.
Storicamente, fin dagli anni ’40, agli uomini ultra‑ortodossi impegnati a tempo pieno nello studio dei testi religiosi veniva concessa l’esenzione dal servizio militare obbligatorio, una misura pensata inizialmente per preservare lo studio della Torah. Oggi, però, che Israele si trova ad affrontare una grave carenza di personale militare, il governo sostiene che ridurre le esenzioni per gli ultra‑ortodossi sia necessario per soddisfare le esigenze dell’esercito, ma la proposta ha provocato proteste di massa.
Il video della scena mostra chiaramente l’autobus che investe i manifestanti, travolgendo Yosef e ferendo altri ragazzi.
Il primo ministro Benjamin Netanyahu ha chiesto calma e assicurato che la morte sarà oggetto di indagine. Tuttavia, la tragica uccisione di un ragazzo di 14 anni evidenzia l’incapacità del regime di proteggere i cittadini durante manifestazioni prevedibili e massicce.
Dopo l’uccisione di Yosef, la rabbia nella comunità ultra‑ortodossa è aumentata drasticamente. Leader religiosi e politici hanno denunciato la gestione della protesta e la sicurezza dei manifestanti, parlando di una “profonda mancanza di rispetto e protezione” da parte dello Stato. La vicenda ha ulteriormente esacerbato le tensioni politiche, alimentando il dibattito pubblico sul servizio militare obbligatorio e sulla sicurezza nelle proteste di massa.
Negli ultimi mesi, le proteste si sono susseguite regolarmente, alimentando tensioni politiche e sociali. Gli ultra‑ortodossi costituiscono circa il 14% della popolazione ebraica di Israele e rappresentano una componente chiave della coalizione di destra. Il governo appare più concentrato a salvaguardare la propria sopravvivenza politica che a prevenire tragedie come quella di Yosef.


