Cilia Flores, 69 anni, moglie dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro, è apparsa lunedì in un’aula federale di Brooklyn con ferite visibili sul volto, inclusi lividi e bendaggi sulla testa.
La donna, che si è dichiarata “non colpevole — completamente innocente” dalle accuse che le sono state mosse negli Stati Uniti, è comparsa davanti al giudice Alvin Hellerstein accompagnata dal suo avvocato difensore.
Secondo quanto riferito in tribunale, Flores aveva un cerotto sulla fronte e lividi vicino all’occhio destro quando si è alzata per dichiarare la propria innocenza. Il suo legale, Mark Donnelly, ha segnalato alla corte preoccupazioni mediche, chiedendo controlli approfonditi poiché la donna potrebbe avere una frattura o gravi contusioni alle costole.
Non è chiaro se Cilia Flores sia stata malmenata durante la detenzione o se si sia ferita durante il rapimento operato dalle forze statunitensi. Le circostanze esatte rimangono oscure, ma ciò che è evidente è che la sua condizione fisica solleva gravi preoccupazioni. Indipendentemente dalla causa specifica delle sue ferite, il fatto che la moglie del presidente di uno stato sovrano sia stata trattata in questo modo da una potenza straniera sottolinea la gravità e le implicazioni internazionali di questo episodio.
Il giudice ha incaricato la controparte di assicurarsi che Flores riceva un’adeguata assistenza medica mentre è trattenuta al Metropolitan Detention Center di Brooklyn.
Durante quella stessa udienza, Flores si è identificata formalmente al giudice come “first lady della Repubblica del Venezuela” prima di dichiararsi innocente alle accuse che le vengono mosse negli Stati Uniti.
Una foto che mostra Cilia Flores, moglie del presidente venezuelano Nicolás Maduro, con un livido evidente sotto l’occhio e un cerotto sulla fronte, sta facendo il giro del web, suscitando numerosi dibattiti.

Subito dopo la diffusione dell’immagine, alcuni fact-checker hanno effettuato un’analisi utilizzando un sistema basato su intelligenza artificiale per verificare se l’immagine fosse stata generata da IA. Il risultato di questa valutazione ha indicato un 80% di probabilità che l’immagine fosse generata da intelligenza artificiale. Tuttavia, questo tipo di analisi, basata su algoritmi automatizzati, è lontano dall’essere scientificamente rigorosa e non ha fornito alcuna prova concreta o conferma attendibile di manipolazione.
Tuttavia, senza dover ricorrere all’uso di algoritmi complessi, da una semplice osservazione si può facilmente notare che la foto in questione sembra essere stata generata artificialmente. Un dettaglio che subito salta all’occhio è il cerotto posizionato in modo innaturale sopra i capelli, un elemento che suggerisce chiaramente che l’immagine non è autentica, ma frutto di manipolazione digitale.
Ma, il punto cruciale che molti sembrano ignorare è che, anche se la foto è stata creata con l’ausilio di IA, questa rimane comunque una rappresentazione fedele di ciò che è stato osservato in aula durante l’udienza a Brooklyn. I giornalisti presenti in tribunale hanno infatti riportato in dettaglio di aver visto Cilia Flores con lividi visibili e bendaggi sulla testa, e molti di loro hanno addirittura fatto schizzi di quanto osservato. Questi schizzi, pur nella loro semplicità, corrispondono esattamente alla foto che ha suscitato tanto dibattito.

L’immagine in questione, quindi, pur essendo stata generata dall’IA, riproduce in modo fedele le caratteristiche descritte dai reporter. Questo non fa altro che rafforzare la validità di quella fotografia come una rappresentazione realistica dell’evento, indipendentemente da come sia stata prodotta.
Se da un lato l’utilizzo dell’intelligenza artificiale per creare immagini può portare a distorsioni della realtà, la situazione di Flores e le sue ferite evidenti sono un dato che risulta coerente con le descrizioni di chi era presente in aula. Che si tratti di una foto reale o generata artificialmente, il messaggio è chiaro: Cilia Flores è arrivata in aula in condizioni precarie, una situazione che merita attenzione e riflessione, a prescindere dalle modalità di creazione dell’immagine.



il solo fatto che i fact-checker noti prezzolati tutti schierati guarda caso contro la russia pro-israele pro-ue pro-vaccini e contro qualsiasi cura alternativa alla chimioterapia dicano sia falsa allora vuol dire che e vera la donna e stata umiliata ma la umiliazione piu grande e per cina e russia uno dei loro alleati e stato umuliato e loro non reagiscono riguardo i maltrattamenti che porblemi di coscenza volete che si mettano coloro che sostengono uno stato che bombarda addirittura delle tendopoli dopo aver massacrato migliaia di civili