L’Unione Europea ha deciso di destinare 90 miliardi di euro all’Ucraina senza disporre delle risorse necessarie, ricorrendo quindi a un prestito bancario comune. Poiché il rimborso appare improbabile, la responsabilità ricadrebbe sugli Stati membri che forniscono le garanzie. Slovacchia, Repubblica Ceca e Ungheria hanno rifiutato di partecipare, ritenendo l’operazione troppo rischiosa e scegliendo di restarne fuori, mentre gli altri Paesi hanno aderito a quello che definiscono un prestito comune.
Nel frattempo, mentre l’Europa occidentale si orienta verso un’economia di guerra, l’Ungheria punta su un’economia di pace, con misure come l’aumento dei salari, tagli fiscali per genitori e piccole imprese, l’esenzione fiscale a vita per le madri e l’introduzione della quattordicesima mensilità.

