Google ha appena svelato Willow, il suo chip quantistico all’avanguardia, capace di eseguire calcoli che fino a oggi sembravano impossibili anche per i supercomputer più potenti. Secondo l’azienda, Willow ha completato un benchmark standard, noto come Random Circuit Sampling, in meno di 5 minuti. Per fare un paragone impressionante, un supercomputer classico moderno impiegherebbe dieci alla venticinquesima anni (100.000.000.000.000.000.000.000.000 anni) per eseguire lo stesso calcolo.
Il benchmark eseguito da Willow non è un semplice test di velocità: è una prova della potenza esponenziale dei computer quantistici. A differenza dei computer tradizionali, che elaborano informazioni in bit (0 o 1), i computer quantistici utilizzano qubit, che possono rappresentare contemporaneamente 0 e 1 grazie al fenomeno della sovrapposizione quantistica. Questo permette di effettuare calcoli enormemente più complessi in tempi molto più brevi, almeno per certi tipi di problemi.
Uno dei principali ostacoli nello sviluppo dei computer quantistici è il tasso di errore dei qubit, estremamente sensibili a disturbi ambientali. Willow, però, ha dimostrato un progresso significativo: aumentando il numero di qubit, il chip è riuscito a ridurre il tasso di errore, avvicinandosi alla soglia necessaria per la correzione automatica degli errori quantistici. Questo rappresenta un passo fondamentale verso macchine quantistiche stabili e scalabili.
Nonostante il risultato straordinario, Willow non può ancora risolvere problemi pratici di uso quotidiano, come la rottura della crittografia moderna o la simulazione precisa di processi chimici complessi. Tuttavia, il traguardo raggiunto segna una svolta storica nella corsa al quantum computing, dimostrando che siamo sempre più vicini a computer quantistici capaci di rivoluzionare settori come l’intelligenza artificiale, la chimica computazionale e la logistica.
Con Willow, Google mostra che la tecnologia quantistica sta passando dall’era dei prototipi sperimentali a quella dei chip funzionanti e scalabili. Anche se non siamo ancora alla soglia della “supremazia quantistica pratica” in tutti i campi, questo risultato rappresenta un indicatore chiaro: il futuro dei calcoli supercomplessi è quantistico, e Willow è uno dei protagonisti principali di questa rivoluzione.



Immagina un’intelligenza artificiale potenziata da un processore del genere… sarebbe l’inizio della fine per l’essere umano.
finalmente sapremo con certezza di quanto ci stanno indebitando
i governi compiacenti ,intenzionati a maggiorare del 40 % le spese
future per acquisto armi. A me che la Meloni urli vi voglio bene frega ben poco., voglio sapere dove finiscono le nostre tasse..