Nelle migliaia di email di Jeffrey Epstein rese pubbliche dal Comitato per la Supervisione della Camera degli Stati Uniti, è emerso un messaggio inviato da Mark Epstein, fratello di Jeffrey, che ha attirato immediatamente l’attenzione dei media.

L’email, datata 21 marzo 2018, è autentica e accessibile nei documenti ufficiali. In essa Mark Epstein scrisse al fratello Jeffrey chiedendo se Steve Bannon, allora consigliere di Donald Trump, potesse verificare se il presidente russo Vladimir Putin possedesse foto che ritraessero Donald Trump mentre faceva sesso orale a “Bubba”
Tutto comincia con un messaggio di Mark Epstein:
“Cosa sta combinando adesso il tuo ragazzo Donald?”
La domanda sembra innocua, ma la conversazione prende presto una piega insolita. Jeffrey risponde che tutto procede bene e che Steve Bannon, all’epoca consigliere di Donald Trump, si trova con lui. A quel punto, Mark Epstein invia la frase che ha fatto subito scalpore:
“Ask him if Putin has the photos of Trump blowing Bubba.”
“Chiedi a lui se Putin ha le foto di Trump che gli fa un pompino a Bubba.”
La parola “Bubba” è storicamente associata a Bill Clinton, soprannome che gli è stato attribuito fin dall’infanzia e utilizzato anche in contesti pubblici informali. Per questo motivo, molti lettori e media hanno interpretato la frase come un possibile riferimento all’ex presidente. Tuttavia, Mark Epstein ha negato che si trattasse di Clinton, senza però fornire ulteriori dettagli sull’identità del soggetto.
Jeffrey Epstein risponde al messaggio utilizzando un termine yiddish:
“E io pensavo di avere dei tsuris. (problemi)”
La parola “tsuris” indica problemi o guai.
La conversazione prosegue con un ulteriore commento ironico di Mark Epstein:
“Tu e il tuo amico Donnie potete fare un remake del film Get Hard.”
Questo scambio è diventato virale, soprattutto perché collega figure di altissimo profilo come Donald Trump, Vladimir Putin e, potenzialmente, Bill Clinton. La pubblicazione dell’email è avvenuta in un momento di grande attenzione pubblica: la Commissione di vigilanza della Camera degli Stati Uniti stava rilasciando oltre 20.000 pagine di documenti legati alle indagini su Jeffrey Epstein, sui suoi contatti con personalità pubbliche e sul suo coinvolgimento in attività criminali.

Tra i documenti pubblicati emergono altri messaggi che mettono in discussione i legami tra Trump e Epstein. Alcune email riportano che Trump “sapeva delle ragazze”, mentre altre indicano la consapevolezza di Epstein riguardo a “quanto sporco” fosse Donald Trump. In alcune comunicazioni, Jeffrey Epstein descrive addirittura Trump come “pericoloso”, suggerendo che il loro rapporto fosse più complesso e controverso di quanto fosse noto pubblicamente.



Anche le pietre sanno ora che D. Trump è sotto ricatto del Mossad.
Allora non c’era solo Monica Lewinsky sotto la scrivania 😂😂😂😂😂😂